PRESBIOPIA - COSA E?
La presbiopia è la progressiva difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti vicini che compare con l’avanzare dell’età. È legata alla riduzione della capacità di accomodazione dell’occhio e diventa generalmente evidente nella mezza età.
Non è una malattia improvvisa: è un cambiamento fisiologico del sistema visivo che interessa praticamente tutti con il passare degli anni.
Uno dei primi segnali tipici è accorgersi che per leggere bene bisogna allontanare il testo dagli occhi.
Perché compare la presbiopia?
Per vedere nitidamente a diverse distanze l’occhio deve essere in grado di modificare la propria messa a fuoco.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Quando guardiamo un oggetto vicino entra in gioco un meccanismo chiamato accomodazione, che permette al sistema ottico dell’occhio di aumentare il proprio potere di messa a fuoco.
Con l’età questo meccanismo diventa progressivamente meno efficace.
Il cristallino tende a diventare più rigido e meno flessibile e l’intero sistema accomodativo perde gradualmente la capacità di mettere a fuoco alle brevi distanze.
Se vuoi capire più nel dettaglio questo processo puoi leggere come funziona l’accomodazione dell’occhio e perché è importante per la visione da vicino.
A che età compare la presbiopia?
La riduzione dell’accomodazione inizia progressivamente molto prima che una persona percepisca un problema.
I sintomi diventano però generalmente evidenti intorno ai 40-45 anni, anche se l’età esatta può variare.
La difficoltà può essere percepita prima o dopo in funzione di diversi fattori, tra cui:
-
esigenze visive individuali;
-
distanza abituale di lettura;
-
tipo di lavoro svolto;
-
presenza di altri difetti visivi;
-
condizioni di illuminazione.
Una persona che lavora molte ore con testi piccoli o attività molto ravvicinate potrebbe accorgersi prima della perdita di capacità accomodativa rispetto a chi utilizza meno intensamente la visione da vicino.
Quali sono i primi sintomi della presbiopia?
Il sintomo più caratteristico è la difficoltà progressiva nella visione ravvicinata.
Può manifestarsi con:
-
testi piccoli che diventano meno nitidi;
-
necessità di allontanare smartphone, libri o giornali;
-
bisogno di maggiore illuminazione durante la lettura;
-
affaticamento degli occhi;
-
difficoltà dopo una lettura prolungata;
-
mal di testa associato allo sforzo da vicino.
All’inizio il problema può comparire soprattutto:
-
la sera;
-
quando si è stanchi;
-
con poca luce;
-
dopo molte ore di lavoro da vicino.
Con il passare del tempo la difficoltà tende a diventare più evidente anche nelle normali attività quotidiane.
Perché si tende ad allontanare ciò che si legge?
Quando la capacità di accomodazione diminuisce, l’occhio riesce a mettere a fuoco più facilmente aumentando la distanza dell’oggetto.
È il classico comportamento di chi inizia a tenere:
-
il telefono più lontano;
-
il menù a maggiore distanza;
-
il giornale con le braccia più distese.
Allontanando il testo si riduce infatti la quantità di accomodazione necessaria per mantenerlo nitido.
Per questo la sensazione di avere improvvisamente “le braccia troppo corte” è diventata una delle descrizioni più comuni dell’inizio della presbiopia.
Presbiopia e ipermetropia sono la stessa cosa?
No.
Entrambe possono rendere più difficile la visione da vicino, ma presbiopia e ipermetropia hanno origini differenti.
L’ipermetropia è un difetto refrattivo legato alle caratteristiche ottiche dell’occhio e può essere presente anche in età giovane.
La presbiopia, invece, è legata alla progressiva perdita della capacità di accomodazione con l’età.
Le due condizioni possono anche essere presenti contemporaneamente.
Una persona ipermetrope può talvolta avvertire prima la difficoltà da vicino perché utilizza già parte della propria accomodazione per compensare il difetto refrattivo.
Per approfondire puoi leggere quali lenti vengono utilizzate per correggere l’ipermetropia e come sceglierle.
La presbiopia peggiora con il tempo?
La capacità accomodativa tende a diminuire progressivamente con l’età.
Per questo, dopo la comparsa dei primi sintomi, può diventare necessario modificare nel tempo la correzione utilizzata per la visione da vicino.
Non significa necessariamente che l’occhio si stia “ammalando”: è l’evoluzione naturale della perdita di accomodazione.
Se però la variazione della vista è molto rapida, interessa un solo occhio oppure è accompagnata da altri sintomi, è opportuno non attribuirla automaticamente alla presbiopia e sottoporsi a un controllo.
Come si diagnostica la presbiopia?
La presbiopia viene valutata durante un esame della vista.
Il professionista può verificare:
-
capacità di vedere da lontano;
-
capacità di vedere da vicino;
-
eventuali altri difetti refrattivi;
-
quantità di correzione necessaria per la lettura.
È importante distinguere una normale difficoltà da vicino legata all’età da altre condizioni che potrebbero modificare la visione.
Per questo, soprattutto quando compaiono nuovi sintomi, è preferibile evitare l’autodiagnosi basata esclusivamente sulla sensazione di “non riuscire più a leggere”.
Come si corregge la presbiopia?
La presbiopia può essere compensata con diverse soluzioni ottiche.
Tra le più comuni troviamo:
-
occhiali monofocali per vicino;
-
occhiali progressivi;
-
lenti per distanze intermedie o uso professionale;
-
lenti a contatto multifocali in casi appropriati.
La soluzione migliore dipende da:
-
distanza a cui si deve vedere;
-
attività svolta;
-
presenza di altri difetti visivi;
-
abitudini personali;
-
necessità di passare frequentemente da lontano a vicino.
Per questo non esiste una lente universalmente migliore per ogni persona presbite.
Se il bisogno principale è la lettura puoi approfondire come scegliere gli occhiali da lettura più adatti alle proprie esigenze.
Se invece serve vedere a più distanze con lo stesso occhiale puoi leggere come funzionano le lenti progressive e come scegliere quelle più adatte.
Per capire invece la differenza tra le due principali soluzioni puoi consultare lenti monofocali o progressive: quali differenze ci sono e quando scegliere l’una o l’altra.
Gli occhiali fanno peggiorare la presbiopia?
No.
Utilizzare gli occhiali non rende l’occhio “pigro” e non accelera la normale perdita di accomodazione.
La presbiopia evolve con l’età indipendentemente dal fatto che la persona utilizzi o meno una correzione.
Gli occhiali servono semplicemente a compensare la difficoltà di messa a fuoco da vicino e a rendere più confortevoli attività come:
-
leggere;
-
usare lo smartphone;
-
lavorare al computer;
-
svolgere lavori di precisione.
Rinunciare alla correzione quando è necessaria non mantiene più giovane il sistema accomodativo: può soltanto aumentare lo sforzo e rendere alcune attività più difficili.
Quando è opportuno fare un controllo?
Una graduale difficoltà nella lettura dopo i 40-45 anni è molto comune.
È comunque consigliabile effettuare una valutazione quando:
-
la visione da vicino peggiora;
-
serve allontanare sempre di più il testo;
-
compaiono mal di testa o affaticamento frequente;
-
gli occhiali utilizzati non sono più sufficienti;
-
cambia anche la visione da lontano.
È invece importante richiedere una valutazione più tempestiva se la vista cambia improvvisamente o se compaiono sintomi come:
-
dolore oculare;
-
visione doppia improvvisa;
-
perdita di una parte del campo visivo;
-
lampi o numerosi nuovi corpi mobili;
-
forte riduzione della vista.
Questi sintomi non devono essere attribuiti automaticamente alla presbiopia.
In sintesi: cosa significa diventare presbiti?
Diventare presbiti significa perdere progressivamente la capacità di mettere a fuoco alle brevi distanze.
È un processo legato all’età e non una malattia.
I segnali più comuni sono:
-
difficoltà a leggere da vicino;
-
necessità di allontanare il testo;
-
maggiore bisogno di luce;
-
affaticamento durante le attività ravvicinate.
La presbiopia può essere corretta con diverse soluzioni, ma la scelta dell’occhiale o della lente viene dopo.
Il primo passo è capire quanto è cambiata la capacità di visione da vicino e se sono presenti anche altri difetti visivi.

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