OCCHIALI ANNI 50 o 60?
Un paio di occhiali grandi è necessariamente “anni ’60”, mentre una montatura a farfalla è sempre “anni ’50”? Queste associazioni aiutano a descrivere uno stile, ma non sono regole per datare un modello. Negli stessi anni convivevano forme diverse, e molte continuarono a essere indossate nel decennio successivo.
Anni ’50: il richiamo delle forme a gatto e a farfalla
Fra i richiami più riconoscibili agli anni ’50 ci sono le montature con gli angoli esterni rivolti verso l’alto. Un esempio documentato è conservato dal Cyril Kett Optometry Museum: una montatura Nupro a gatto, con finitura effetto tartarugato, datata indicativamente al 1950.
Nel linguaggio commerciale “a gatto” e “a farfalla” vengono talvolta accostati, ma descrivono profili che possono essere differenti. Per scegliere un modello è più utile osservare quanto sale l’angolo esterno, la larghezza del frontale e la forma delle lenti, anziché fermarsi all’etichetta del decennio.
Anni ’60: il riferimento di Audrey Hepburn
Un’immagine celebre dello stile di inizio anni ’60 è quella di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, uscito nel 1961. Il Victoria and Albert Museum documenta che l’attrice indossò il modello “The Manhattan” di Oliver Goldsmith per quel film.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
È un riferimento preciso, più utile dell’idea che tutti gli occhiali ampi siano nati allora. Le collezioni del museo mostrano infatti sperimentazioni di forme e materiali già negli anni ’50, fra cui gli appariscenti occhiali da sole “The Martian”. La storia delle montature non procede per compartimenti chiusi.
Come leggere lo stile di una montatura
Osserva insieme proporzioni e dettagli: un angolo esterno rialzato, un frontale spesso, lenti più ampie o un colore deciso possono creare effetti molto diversi. La sola dimensione non basta per stabilire se il richiamo estetico sia agli anni ’50, agli anni ’60 o a una reinterpretazione contemporanea.
Una montatura nuova ispirata al passato è un modello retrò; un esemplare realizzato e conservato da quel periodo è invece un oggetto d’epoca. Una somiglianza visiva non prova l’età né l’autenticità: per queste servono elementi come marchio, provenienza e documentazione.
Scegliere il richiamo retrò che piace a te
Puoi preferire il profilo rialzato delle forme a gatto oppure un frontale più ampio e marcato. Valuta come il modello si appoggia sul naso, la larghezza sul volto e la stabilità delle aste: due montature descritte entrambe come “anni ’60” possono vestire in modo molto diverso.
Non occorre far coincidere ogni dettaglio con un periodo storico. Per capire come si è evoluto questo accessorio puoi leggere la storia degli occhiali..
Riferimenti storici: Victoria and Albert Museum, collezione Oliver Goldsmith; Cyril Kett Optometry Museum, montatura Nupro.

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