Calazio cosa è e come si cura
Il calazio è un piccolo nodulo che compare sulla palpebra quando una ghiandola di Meibomio si ostruisce e il suo contenuto si accumula. Spesso è poco doloroso e può risolversi spontaneamente, ma se persiste, aumenta di volume o si accompagna a forte rossore e dolore è opportuno farlo valutare.
Il calazio può comparire sia sulla palpebra superiore sia su quella inferiore.
All'inizio può essere confuso facilmente con un orzaiolo perché entrambi provocano una piccola tumefazione della palpebra.
La differenza principale è che il calazio tende generalmente a essere meno doloroso e nasce soprattutto dall'ostruzione di una ghiandola sebacea della palpebra.
Che cos’è il calazio?
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
All'interno delle palpebre sono presenti le ghiandole di Meibomio.
Queste ghiandole producono una componente oleosa importante per il film lacrimale e contribuiscono a ridurre l'evaporazione delle lacrime.
Quando il dotto di una ghiandola si ostruisce, il materiale prodotto può accumularsi.
Si forma così un piccolo nodulo all'interno della palpebra: il calazio.
Può essere inizialmente arrossato o leggermente dolente, ma con il tempo tende spesso a diventare una pallina più dura e poco dolorosa.
Come si presenta?
Il segno più tipico è la presenza di un piccolo rigonfiamento della palpebra.
Può essere:
-
rotondo;
-
duro o elastico;
-
poco doloroso;
-
leggermente arrossato;
-
più evidente all'interno o all'esterno della palpebra.
In molti casi non altera la vista.
Se però il calazio è molto grande può esercitare pressione sulla superficie dell'occhio e creare fastidio o una temporanea alterazione visiva.
Qual è la differenza tra calazio e orzaiolo?
Calazio e orzaiolo vengono spesso confusi, ma non sono la stessa cosa.
| Calazio | Orzaiolo |
|---|---|
| Deriva soprattutto dall'ostruzione di una ghiandola di Meibomio | È generalmente legato a un'infiammazione o infezione di una ghiandola o di un follicolo |
| Spesso è poco doloroso | Tende a essere più doloroso |
| Può diventare una pallina dura nella palpebra | È spesso più rosso e dolente |
| Può persistere per settimane | Tende più frequentemente ad avere un decorso più acuto |
Se vuoi approfondire la differenza puoi leggere la guida dedicata all’orzaiolo: sintomi, rimedi e trattamento. La distinzione clinica non dovrebbe comunque basarsi soltanto sull'aspetto del nodulo.
Perché compare il calazio?
La causa immediata è l'ostruzione di una ghiandola di Meibomio.
Alcune condizioni possono favorire il problema, tra cui:
-
blefarite;
-
alterazioni delle ghiandole di Meibomio;
-
rosacea;
-
infiammazione cronica delle palpebre.
In molte persone il calazio compare una sola volta.
In altre può essere ricorrente.
Quando tende a ripresentarsi frequentemente può essere utile approfondire lo stato delle palpebre e delle ghiandole.
Il calazio è contagioso?
No.
Il calazio in sé non è una malattia contagiosa.
È legato soprattutto all'ostruzione e all'infiammazione di una ghiandola della palpebra.
Questo lo distingue da alcune forme infettive che possono invece essere trasmesse da una persona all'altra.
Come si cura il calazio?
Molti calazi tendono a migliorare spontaneamente nel giro di alcune settimane.
Il primo approccio è spesso conservativo.
Può essere utile applicare un impacco caldo sulla palpebra chiusa, seguito da un massaggio molto delicato nella direzione delle ciglia.
Il calore aiuta ad ammorbidire il materiale accumulato e può favorire il drenaggio della ghiandola.
È importante che l'impacco sia caldo ma non ustionante.
Non bisogna premere con forza né tentare di spremere il nodulo.
Quanto deve durare l’impacco caldo?
Le indicazioni possono variare leggermente in base alla situazione.
In genere vengono consigliati impacchi caldi ripetuti durante la giornata per alcuni minuti, seguiti da un massaggio delicato.
La costanza è più importante della forza applicata.
Se il calazio non migliora o diventa molto infiammato, è opportuno chiedere una valutazione professionale.
Si può schiacciare un calazio?
No.
Non è consigliabile tentare di bucarlo, schiacciarlo o svuotarlo autonomamente.
Queste manovre possono irritare maggiormente la palpebra e aumentare il rischio di infezione.
Se il calazio non si risolve con le misure conservative, l'eventuale drenaggio deve essere effettuato in ambiente medico.
Servono antibiotici?
Non sempre.
Il calazio non è necessariamente un'infezione batterica.
Per questo l'antibiotico non rappresenta automaticamente il trattamento standard.
In presenza di una componente infettiva o di un'infiammazione significativa il medico può valutare farmaci specifici, ma non è opportuno utilizzare colliri o pomate antibiotiche senza indicazione.
E i cortisonici?
In alcuni casi selezionati lo specialista può valutare trattamenti con corticosteroidi.
Non si tratta però di una terapia da iniziare autonomamente.
I cortisonici oculari e perioculari richiedono una valutazione medica perché possono avere effetti indesiderati e non sono indicati in tutte le situazioni.
Quando serve un piccolo intervento?
Se il calazio persiste nonostante il trattamento conservativo, è molto grande o causa disturbi, l'oculista può valutare un piccolo intervento di incisione e drenaggio.
Generalmente viene eseguito in anestesia locale.
L'incisione viene spesso praticata dalla parte interna della palpebra, in modo da evitare cicatrici visibili sulla cute.
Il calazio può tornare?
Sì.
Alcune persone possono sviluppare più episodi nel tempo.
Quando il problema diventa ricorrente è utile valutare eventuali condizioni predisponenti come blefarite, alterazioni delle ghiandole di Meibomio o altre infiammazioni della palpebra.
Un calazio che ricompare sempre nello stesso punto o presenta caratteristiche insolite merita una valutazione specialistica più approfondita.
Il calazio può influire sulla vista?
Un piccolo calazio normalmente non compromette la vista.
Se però è molto grande può esercitare pressione sulla cornea e provocare una temporanea alterazione della qualità visiva.
Se compaiono vista molto sfocata, dolore importante o forte rossore dell'occhio, è opportuno farsi valutare.
Si possono usare lenti a contatto?
Durante una fase di forte irritazione o infiammazione della palpebra è generalmente prudente sospendere temporaneamente le lenti a contatto.
Lo stesso vale per il trucco degli occhi.
La priorità è mantenere la zona pulita e ridurre ulteriori irritazioni fino alla risoluzione del problema.
Come ridurre il rischio che torni?
Non tutti gli episodi possono essere prevenuti.
Può però essere utile mantenere una buona igiene palpebrale soprattutto nelle persone che soffrono di blefarite o di problemi delle ghiandole di Meibomio.
In presenza di episodi ricorrenti, lo specialista può suggerire una routine specifica di pulizia e trattamento delle palpebre.
Quando rivolgersi all’oculista?
È consigliabile richiedere una valutazione quando:
-
il calazio non migliora dopo diverse settimane;
-
aumenta progressivamente di volume;
-
diventa molto doloroso;
-
il rossore si estende alla palpebra o all'occhio;
-
compare secrezione importante;
-
la vista si riduce;
-
gli episodi sono frequenti;
-
il nodulo ricompare sempre nello stesso punto.
Un controllo permette di confermare che si tratti effettivamente di un calazio e di escludere altre lesioni palpebrali.
Il calazio nei bambini
Il calazio può comparire anche nei bambini.
Nella maggior parte dei casi viene inizialmente gestito in modo conservativo e può risolversi nel tempo.
Quando è molto grande, persistente, ricorrente o interferisce con la vista è invece opportuno effettuare una valutazione specialistica.
In sintesi
Il calazio è una piccola tumefazione della palpebra causata soprattutto dall'ostruzione di una ghiandola di Meibomio.
Nella maggior parte dei casi:
-
è poco doloroso;
-
non è contagioso;
-
può risolversi spontaneamente;
-
gli impacchi caldi e il massaggio delicato possono favorire il miglioramento.
Se però persiste, aumenta di volume, diventa doloroso, altera la vista o tende a ripresentarsi, è opportuno farlo valutare.
Per una panoramica più ampia sui disturbi oculari puoi consultare anche la nostra guida alle malattie degli occhi più comuni.

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