Presbiopia_quando non si riesce a mettere a fuoco
Ti capita di allontanare lo smartphone per leggere meglio un messaggio? Le scritte piccole risultano meno nitide di qualche anno fa? Dopo qualche minuto di lettura senti gli occhi affaticati e hai bisogno di aumentare la distanza dal testo?
Quando la messa a fuoco da vicino diventa progressivamente più difficile, soprattutto dopo i 40-45 anni, una delle spiegazioni più comuni è la presbiopia.
La presbiopia è una conseguenza della progressiva riduzione della capacità accomodativa dell'occhio legata all'età. Non è però corretto attribuire automaticamente qualsiasi difficoltà nella visione ravvicinata alla presbiopia: una variazione della vista può avere origini diverse e, soprattutto quando compare improvvisamente o è accompagnata da altri sintomi, merita una valutazione specifica.
Per una spiegazione completa del fenomeno, delle sue cause e delle possibilità di correzione abbiamo dedicato una guida specifica a che cos’è la presbiopia.
Cosa significa non riuscire a mettere a fuoco da vicino
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Per osservare nitidamente un oggetto vicino, l'occhio deve modificare il proprio potere di messa a fuoco attraverso un processo chiamato accomodazione.
Il cristallino, la lente naturale trasparente situata all'interno dell'occhio, partecipa a questo meccanismo insieme alle altre strutture coinvolte nell'accomodazione.
Con l'avanzare dell'età la capacità accomodativa diminuisce progressivamente. Diventa quindi più difficile passare rapidamente dalla visione lontana a quella ravvicinata e mantenere nitido un testo posto alla normale distanza di lettura.
Il cambiamento è generalmente graduale. Proprio per questo molte persone inizialmente non pensano di avere bisogno di una nuova correzione: si limitano ad allontanare il telefono, aumentare la dimensione dei caratteri o cercare più luce.
Quali sono i segnali tipici della difficoltà di messa a fuoco
La presbiopia non compare normalmente da un giorno all'altro. I primi segnali possono essere molto discreti e diventare più evidenti nel corso del tempo.
Tra le situazioni più frequenti ci sono:
-
dover allontanare smartphone, libri o giornali;
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vedere meno nitidamente i caratteri piccoli;
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avere più difficoltà a leggere con poca luce;
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impiegare qualche istante in più per mettere a fuoco passando da lontano a vicino;
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percepire affaticamento dopo una lettura prolungata;
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sentire il bisogno di interrompere più spesso le attività ravvicinate;
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avvertire occasionalmente mal di testa dopo un intenso lavoro da vicino.
L'affaticamento, però, non è specifico della presbiopia. Può essere associato a molte situazioni differenti, motivo per cui abbiamo approfondito separatamente sintomi e cause dell'affaticamento oculare.
Perché allontanando il telefono si vede meglio
È probabilmente il comportamento più caratteristico dell'inizio della presbiopia.
Quando la capacità di accomodare diminuisce, mettere a fuoco un oggetto molto vicino richiede più capacità accomodativa rispetto a osservarlo da una distanza maggiore.
Allontanando leggermente lo smartphone, il libro o il menu, la richiesta di accomodazione diminuisce e la scritta può tornare temporaneamente più nitida.
Da qui nasce la classica sensazione che, superata una certa età, “le braccia siano diventate troppo corte”.
Con il progredire della presbiopia, però, continuare ad aumentare la distanza non rappresenta una soluzione pratica. Se per leggere comodamente è necessario allontanare sempre di più il testo, è opportuno controllare la propria situazione visiva.
Presbiopia, miopia e ipermetropia: attenzione a non confonderle
Vedere male da vicino non significa automaticamente essere presbiti.
La presbiopia è legata alla perdita progressiva della capacità accomodativa associata all'età.
L'ipermetropia, invece, è un difetto refrattivo che dipende dalle caratteristiche ottiche dell'occhio e può essere presente anche molto prima dell'età presbiopica.
La miopia produce tipicamente una difficoltà nella visione da lontano. Un miope può comunque diventare presbite con l'età, perché miopia e presbiopia possono coesistere.
Questo spiega anche perché una persona miope possa avere un'esperienza della presbiopia diversa da quella di una persona che prima vedeva bene senza correzione. Per approfondire il confronto abbiamo dedicato una News specifica alla differenza tra miopia e presbiopia.
Vedere sfocato da vicino significa sempre avere la presbiopia?
No.
Se la difficoltà compare gradualmente intorno ai 40-45 anni e riguarda soprattutto lettura, smartphone e attività ravvicinate, la presbiopia rappresenta una spiegazione molto comune.
Ma la visione sfocata è un sintomo, non una diagnosi.
Un cambiamento della vista può anche essere collegato alla necessità di aggiornare una correzione già esistente, alla presenza di un altro difetto refrattivo o ad altre condizioni oculari.
Per questo è poco utile autodiagnosticarsi una presbiopia soltanto sulla base dell'età.
È particolarmente importante non ricondurre alla normale presbiopia un calo improvviso della vista, soprattutto se interessa un solo occhio oppure compare insieme a dolore, occhio rosso, visione doppia, lampi luminosi, numerose nuove miodesopsie o un'ombra simile a una tenda nel campo visivo. In queste situazioni è indicata una valutazione medica tempestiva.
Quando controllare la vista se non si mette più a fuoco da vicino
Quando la difficoltà comincia a interferire con lettura, lavoro o normali attività quotidiane, un controllo permette di capire se si tratta effettivamente di presbiopia e quale correzione sia necessaria.
Non esiste però una regola universale secondo la quale, raggiunti i 40 anni, tutti debbano sottoporsi a visite con la stessa frequenza.
La periodicità dei controlli dipende anche da età, storia clinica, familiarità, condizioni oculari già note, sintomi e fattori di rischio individuali. Per questo è più corretto valutare con quale frequenza fare una visita oculistica in relazione alla propria situazione.
Anche condizioni sistemiche come il diabete possono richiedere una particolare attenzione alla salute oculare secondo le indicazioni del medico e dell'oculista.
Come si corregge la difficoltà a vedere da vicino
Se la causa è la presbiopia, la soluzione ottica deve essere scelta in base alle distanze alle quali si ha realmente bisogno di vedere.
Non tutti i presbiti hanno infatti le stesse necessità.
Chi utilizza gli occhiali soltanto per leggere un libro può avere esigenze diverse da chi lavora otto ore davanti a più monitor, passa continuamente da documenti cartacei allo schermo oppure deve alternare visione da vicino, intermedia e lontana.
Per alcune persone sono sufficienti degli occhiali per vedere da vicino, mentre in altre situazioni può essere più pratico utilizzare una correzione che consenta di gestire più distanze con lo stesso occhiale.
Meglio lenti monofocali o progressive?
Dipende dall'utilizzo.
Le lenti monofocali dedicate alla lettura forniscono una correzione pensata principalmente per una determinata distanza. Possono essere molto pratiche per alcune attività, ma generalmente richiedono di togliere o cambiare occhiale quando si torna a guardare lontano.
Le lenti progressive consentono invece di utilizzare zone differenti della stessa lente per la visione lontana, intermedia e ravvicinata. Possono quindi essere particolarmente utili a chi desidera utilizzare un unico occhiale durante gran parte della giornata.
La scelta non dovrebbe essere fatta soltanto sulla base dell'età. Gradazione, attività svolte, distanze di lavoro e abitudini personali hanno un ruolo importante. Nel confronto dedicato alle lenti monofocali o progressive analizziamo più nel dettaglio le differenze tra queste due soluzioni.
Quali occhiali servono quando compare la presbiopia
Non esiste un unico “occhiale da presbite”.
La soluzione corretta dipende dalla prescrizione e dall'uso che si intende fare degli occhiali.
Un occhiale destinato quasi esclusivamente alla lettura non viene progettato con gli stessi criteri di un occhiale utilizzato per guidare, lavorare al computer, parlare con altre persone e leggere documenti durante la stessa giornata.
Per questo la scelta dovrebbe partire dalle reali esigenze dell'utilizzatore. Nell'approfondimento sugli occhiali per la presbiopia affrontiamo proprio le diverse possibilità disponibili.
In questo passaggio l'assistenza può fare una differenza concreta. Glance24 dedica particolare attenzione al cliente prima dell'ordine, aiutandolo a orientarsi tra montature e soluzioni ottiche in funzione delle proprie esigenze, durante l'ordine, supportandolo nella corretta gestione dei dati necessari alla realizzazione dell'occhiale, e dopo l'acquisto, rimanendo disponibile per eventuali dubbi o necessità successive.
Soprattutto quando si passa per la prima volta da una semplice correzione da lontano a una soluzione per più distanze, poter contare sul supporto di ottici esperti rende l'acquisto più consapevole e permette di scegliere la soluzione sulla base dell'utilizzo reale dell'occhiale, non soltanto della gradazione.
La presbiopia si può prevenire?
Non esistono comportamenti o esercizi in grado di impedire il normale calo dell'accomodazione legato all'età.
Una buona illuminazione, pause durante le attività ravvicinate e abitudini visive corrette possono migliorare il comfort durante la lettura o il lavoro, ma non eliminano la presbiopia e non ripristinano l'accomodazione perduta.
La cosa più utile è riconoscere il cambiamento, verificare che la difficoltà visiva sia effettivamente compatibile con la presbiopia e scegliere una correzione adeguata alle proprie necessità.
Quando leggere un messaggio, controllare un'etichetta o mettere a fuoco un testo vicino comincia a richiedere uno sforzo crescente, allontanare sempre di più il telefono può essere il primo indizio. Capire perché sta succedendo è il passo successivo; trovare la correzione più adatta permette poi di tornare a utilizzare la visione da vicino in modo confortevole nella vita quotidiana.

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