Occhiali a scuola-come salvaguardare la vista dei nostri figli
Occhiali a scuola: come aiutare i bambini a usarli bene
La scuola è uno degli ambienti nei quali la vista viene utilizzata più intensamente durante l'infanzia.
Nel corso della giornata il bambino passa continuamente dalla visione da vicino a quella da lontano: legge libri e quaderni, guarda la lavagna, utilizza talvolta computer o tablet, disegna, scrive e partecipa ad attività sportive.
Questo non significa che studiare o andare a scuola danneggi gli occhi.
Quando però un bambino ha un difetto visivo o deve utilizzare gli occhiali, la scuola diventa uno dei luoghi nei quali è particolarmente importante che la correzione venga usata correttamente.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Gestire bene gli occhiali a scuola significa quindi occuparsi di:
-
vestibilità della montatura;
-
corretto utilizzo delle lenti prescritte;
-
comunicazione con gli insegnanti;
-
pulizia e custodia;
-
attività sportive;
-
utilizzo degli schermi;
-
eventuali difficoltà riferite dal bambino.
Per gli aspetti più generali della gestione dopo una diagnosi puoi consultare la guida sui problemi di vista nei bambini e cosa fare dopo la diagnosi.
Un bambino deve portare gli occhiali anche a scuola?
Dipende dalla prescrizione.
Se è stato indicato un utilizzo continuativo, la scuola non dovrebbe diventare il luogo nel quale gli occhiali rimangono nello zaino.
Alcuni bambini devono utilizzare la correzione per gran parte della giornata, mentre in altri casi possono essere date indicazioni differenti.
È quindi importante seguire quanto stabilito per il singolo bambino.
Non è opportuno decidere autonomamente di:
-
togliere gli occhiali durante alcune lezioni;
-
usarli soltanto quando il bambino sembra in difficoltà;
-
diminuire le ore di utilizzo per “allenare” gli occhi.
Una correzione in età pediatrica può avere un ruolo importante anche durante lo sviluppo della funzione visiva.
Perché gli occhiali possono essere particolarmente importanti durante le lezioni?
La scuola richiede una continua alternanza tra distanze differenti.
Il bambino deve poter vedere correttamente:
-
quaderno;
-
libro;
-
schermo;
-
insegnante;
-
lavagna o monitor a distanza.
Una correzione non adeguatamente utilizzata può rendere più difficili alcune di queste attività.
Un bambino miope, per esempio, può avere difficoltà soprattutto a distanza. Altri difetti refrattivi possono manifestarsi in modo differente.
È quindi sbagliato pensare che gli occhiali servano soltanto “per leggere” oppure soltanto “per guardare la lavagna” senza considerare la prescrizione individuale.
Il bambino deve sedersi in prima fila se è miope?
Non necessariamente.
Se la miopia è corretta adeguatamente con gli occhiali, il bambino dovrebbe poter vedere correttamente la lavagna anche senza essere sistematicamente collocato nel primo banco.
Avvicinarlo può essere una soluzione temporanea se:
-
gli occhiali sono stati persi o rotti;
-
è in corso una valutazione;
-
esiste un problema visivo non ancora completamente gestito.
Ma sedersi davanti non sostituisce una correzione appropriata.
Se il bambino continua a non vedere bene la lavagna nonostante utilizzi gli occhiali prescritti, è più utile approfondire il motivo.
Gli insegnanti dovrebbero sapere che il bambino porta gli occhiali?
Generalmente è utile che sappiano almeno ciò che serve per gestire correttamente la giornata scolastica.
Per esempio può essere importante comunicare se:
-
gli occhiali devono essere utilizzati continuamente;
-
il bambino tende a toglierli;
-
deve indossarli anche durante determinate attività;
-
esiste una situazione visiva che rende utile una particolare posizione in aula;
-
è previsto un trattamento come l'occlusione per ambliopia.
L'obiettivo non è etichettare il bambino, ma creare continuità tra famiglia, scuola e indicazioni ricevute.
Cosa può osservare un insegnante?
Gli insegnanti trascorrono molte ore con il bambino e possono talvolta notare comportamenti che a casa sono meno evidenti.
Possono segnalare, per esempio, che il bambino:
-
si avvicina molto alla lavagna;
-
strizza frequentemente gli occhi;
-
copia con difficoltà;
-
chiude un occhio;
-
cambia posizione della testa;
-
perde spesso il punto durante determinate attività;
-
riferisce di vedere sfocato;
-
toglie continuamente gli occhiali.
Questi comportamenti non permettono una diagnosi, ma possono fornire informazioni utili alla famiglia.
La guida su come capire se un bambino può avere problemi agli occhi approfondisce i principali segnali da osservare.
Difficoltà a scuola significa necessariamente problema di vista?
No.
Una difficoltà scolastica può dipendere da moltissimi fattori.
Un problema visivo può rendere più impegnative attività come leggere la lavagna o lavorare a distanza ravvicinata, ma non è corretto concludere automaticamente che:
difficoltà di concentrazione = problema agli occhi
oppure
rendimento scolastico basso = servono gli occhiali.
La valutazione della vista serve a individuare o escludere una componente visiva, non a spiegare qualsiasi difficoltà di apprendimento.
Mal di testa dopo la scuola significa che il bambino ha bisogno di nuovi occhiali?
Non necessariamente.
Il mal di testa ha molte possibili cause.
Può essere utile considerare la componente visiva quando il disturbo:
-
compare frequentemente durante lettura o studio;
-
è associato a vista sfocata;
-
compare insieme a difficoltà di messa a fuoco;
-
è accompagnato da visione doppia;
-
è comparso dopo un cambiamento della correzione.
Ma la cefalea da sola non consente di stabilire che la gradazione sia sbagliata.
Bruciore e occhi stanchi dopo le lezioni significano che la vista sta peggiorando?
No.
Bruciore, secchezza e sensazione di stanchezza non significano automaticamente che siano aumentate le diottrie.
Durante attività prolungate, soprattutto davanti a schermi, si può ridurre la frequenza dell'ammiccamento e aumentare il discomfort della superficie oculare.
Anche:
-
aria condizionata;
-
riscaldamento;
-
ambiente secco;
-
allergie;
possono contribuire.
Se il disturbo è persistente o importante deve essere valutato, ma non bisogna interpretarlo automaticamente come peggioramento della miopia.
Gli “occhiali da riposo” servono ai bambini che studiano molto?
Non come soluzione universale.
Il vecchio articolo consigliava genericamente gli occhiali da riposo ai giovani studenti per evitare presunti danni dovuti allo “stress dell'occhio”.
È un'impostazione da correggere.
Un bambino che vede normalmente non ha bisogno di un paio di occhiali generici soltanto perché studia molte ore.
Se esiste:
-
un difetto refrattivo;
-
un problema accomodativo;
-
un'altra specifica necessità;
la soluzione deve derivare da una valutazione reale.
Non esiste una lente universale capace di “far riposare gli occhi” di qualsiasi studente.
Gli occhiali anti-luce blu sono necessari a scuola?
No, non per tutti.
L'uso ordinario di computer, tablet e lavagne digitali non espone i bambini a quantità di luce blu che abbiano dimostrato di causare danni alla retina.
Di conseguenza non è necessario far indossare automaticamente occhiali anti-luce blu a ogni bambino che utilizza uno schermo a scuola.
Per migliorare il comfort è spesso più utile intervenire su:
-
distanza;
-
dimensione dei caratteri;
-
luminosità;
-
riflessi;
-
durata delle attività;
-
pause;
-
eventuale correzione refrattiva.
Una lente con determinate caratteristiche può essere scelta per motivi specifici, ma non deve essere presentata come una protezione indispensabile dai “danni degli schermi”.
Computer e tablet rovinano la vista dei bambini?
Non nel senso in cui spesso viene raccontato.
Il normale utilizzo di uno schermo non “brucia” la retina e non consuma gli occhi.
Il problema riguarda piuttosto come viene organizzato il tempo visivo.
Molte ore consecutive di attività ravvicinata possono contribuire a:
-
affaticamento;
-
riduzione dell'ammiccamento;
-
discomfort;
-
sedentarietà;
-
riduzione del tempo trascorso all'aperto.
Per questo è utile alternare lo studio da vicino con pause, movimento e attività a distanze differenti.
La guida su come proteggere la vista dei bambini nella vita quotidiana approfondisce schermi, tempo all'aperto e falsi miti.
Quanto deve stare lontano lo schermo?
Non esiste un numero identico per ogni dispositivo e per ogni bambino.
In generale lo schermo non dovrebbe essere mantenuto inutilmente vicinissimo al volto.
È utile che:
-
il testo sia facilmente leggibile;
-
la posizione sia confortevole;
-
il bambino non debba curvarsi continuamente;
-
luminosità e dimensione dei caratteri siano adeguate.
Se il bambino deve avvicinarsi moltissimo per riuscire a leggere, soprattutto anche quando indossa gli occhiali, può essere opportuno approfondire.
Fare pause aiuta durante lo studio?
Sì, soprattutto per il comfort.
Dopo un periodo prolungato di lettura, scrittura o utilizzo di uno schermo è sensato:
-
alzare lo sguardo;
-
guardare più lontano;
-
cambiare posizione;
-
muoversi.
La famosa regola 20-20-20 può essere utilizzata come semplice promemoria, ma non deve essere interpretata come una prescrizione rigida o come una tecnica capace di impedire la miopia.
Il concetto importante è evitare ore di attività ravvicinata totalmente ininterrotta.
Il tempo all'aperto è importante anche durante l'età scolare?
Sì.
Le attività all'aperto durante l'infanzia sono associate a un minore rischio di insorgenza della miopia.
Questo non significa che l'intervallo in cortile o lo sport all'aperto possano curare una miopia già presente.
Rappresentano però una buona abitudine da favorire insieme a:
-
movimento;
-
riduzione della sedentarietà;
-
alternanza rispetto alle attività da vicino.
Il tempo libero non dovrebbe essere occupato interamente da altro lavoro ravvicinato su smartphone o tablet.
Il bambino deve togliere gli occhiali durante la ricreazione?
Non automaticamente.
Se la correzione è indicata per uso continuativo, anche durante la ricreazione il bambino può averne bisogno per vedere correttamente l'ambiente.
La decisione non dovrebbe dipendere semplicemente dal timore che gli occhiali si rompano.
Piuttosto bisogna scegliere una montatura:
-
stabile;
-
adeguata al volto;
-
adatta al livello di attività del bambino.
Cosa fare durante educazione fisica?
Dipende dall'attività.
Per molti esercizi un bambino può utilizzare normalmente i propri occhiali, se la montatura è stabile e l'attività non presenta particolari rischi di impatto.
Per sport nei quali esiste un rischio significativo per gli occhi può essere invece opportuno valutare protezione oculare specifica.
Un normale occhiale da vista non deve essere considerato automaticamente un occhiale protettivo sportivo.
Gli occhiali possono rompersi e ferire il bambino durante lo sport?
Qualsiasi montatura può essere danneggiata da un impatto sufficientemente forte.
Per attività a rischio la soluzione non consiste semplicemente nello scegliere una montatura descritta come “indistruttibile”.
Sono importanti:
-
tipo di sport;
-
montatura;
-
materiale delle lenti;
-
eventuale protezione specifica.
Negli sport dove il rischio di trauma oculare è significativo bisogna ragionare in termini di sicurezza, non soltanto di resistenza dell'occhiale quotidiano.
Come deve essere la montatura per la scuola?
Un bambino che utilizza gli occhiali molte ore deve avere una montatura confortevole e stabile.
È importante che:
-
non scivoli continuamente;
-
non stringa sulle tempie;
-
non appoggi eccessivamente sulle guance;
-
abbia un ponte adeguato;
-
mantenga le lenti nella posizione prevista;
-
sia compatibile con la prescrizione.
Per approfondire puoi consultare la guida sulle montature per occhiali da bambini e come sceglierle.
Conviene comprare una montatura grande perché duri più anni scolastici?
No.
La crescita è inevitabile, ma una montatura deve vestire correttamente nel momento in cui viene utilizzata.
Comprare occhiali troppo grandi può provocare:
-
scivolamento;
-
cattivo posizionamento delle lenti;
-
instabilità;
-
appoggio sulle guance.
Meglio rivalutare la misura durante la crescita piuttosto che sacrificare la corretta vestibilità.
Cosa fare se gli occhiali scivolano continuamente mentre il bambino scrive?
È un problema da correggere, non un fastidio da accettare.
Quando il bambino abbassa la testa sul quaderno, una montatura poco stabile può scendere sul naso.
Bisogna verificare:
-
misura;
-
ponte;
-
aste;
-
regolazione generale.
Se il bambino deve continuamente spingere gli occhiali verso l'alto, la posizione delle lenti non rimane stabile durante l'attività.
Come capire se gli occhiali sono diventati piccoli?
La crescita può rendere una montatura precedentemente adatta troppo stretta.
Possibili segnali sono:
-
pressione sulle tempie;
-
aste corte;
-
montatura molto aperta lateralmente;
-
segni sul naso;
-
frontale diventato stretto rispetto al viso.
Non significa necessariamente che sia cambiata anche la gradazione.
Misura della montatura e prescrizione sono due aspetti distinti.
Il bambino deve poter scegliere i propri occhiali?
Quando l'età lo permette, coinvolgerlo è generalmente utile.
L'ideale è selezionare prima alcune montature che siano:
-
tecnicamente adatte;
-
della misura corretta;
-
compatibili con le lenti.
A quel punto il bambino può scegliere colore e stile tra le opzioni appropriate.
Sentire l'occhiale come qualcosa di proprio può migliorare l'accettazione, soprattutto quando deve indossarlo ogni giorno davanti ai compagni.
Cosa fare se il bambino si vergogna degli occhiali?
La componente sociale non deve essere sottovalutata.
Un bambino può togliere gli occhiali a scuola non perché siano scomodi, ma perché teme commenti dei compagni.
È utile:
-
ascoltarlo senza minimizzare;
-
coinvolgerlo nella scelta della montatura;
-
spiegargli perché gli occhiali sono utili;
-
informare l'insegnante se esiste un problema concreto;
-
evitare che la correzione venga presentata come un difetto o una punizione.
Più l'occhiale viene normalizzato, più è facile che diventi una parte ordinaria della giornata.
Cosa fare se il bambino continua a togliere gli occhiali soltanto a scuola?
Bisogna capire quando e perché accade.
Le possibili ragioni comprendono:
-
disagio estetico;
-
prese in giro;
-
montatura scomoda;
-
attività sportiva;
-
problemi con la visione attraverso le lenti;
-
semplice dimenticanza.
L'informazione dell'insegnante può essere molto utile per comprendere il contesto.
Se il rifiuto è improvviso, non bisogna assumere automaticamente che sia un comportamento volontario.
Come conservare gli occhiali quando devono essere tolti?
Il posto migliore è una custodia appropriata.
Non dovrebbero essere:
-
infilati liberamente nello zaino;
-
lasciati sotto libri;
-
appoggiati con le lenti verso il banco;
-
tenuti in tasca durante lo sport.
Una semplice routine riduce molto il rischio di:
-
graffi;
-
deformazioni;
-
rotture;
-
perdita.
Come pulire gli occhiali a scuola?
Le lenti dei bambini si sporcano facilmente.
È utile insegnare progressivamente a:
-
maneggiare la montatura con entrambe le mani quando possibile;
-
evitare di pulire violentemente le lenti a secco se sono presenti polvere o particelle;
-
utilizzare materiali adatti;
-
evitare carta ruvida o tessuti abrasivi.
Gli occhiali non devono essere perfetti esteticamente in ogni momento, ma lenti molto sporche o graffiate possono ridurre la qualità della visione.
Conviene lasciare un panno in microfibra nello zaino?
Può essere pratico, purché venga mantenuto sufficientemente pulito.
Un panno pieno di polvere o granelli può diventare esso stesso abrasivo.
Anche custodia e panno devono quindi essere periodicamente controllati.
È utile avere un paio di occhiali di riserva?
Per alcuni bambini sì.
Può essere particolarmente utile quando:
-
la correzione deve essere utilizzata continuamente;
-
la gradazione è importante;
-
il bambino rompe frequentemente la montatura;
-
sarebbe difficile affrontare diversi giorni di scuola senza occhiali.
Il secondo paio non è obbligatorio per tutti, ma può essere una soluzione pratica.
Cosa fare se gli occhiali si rompono durante le lezioni?
La prima cosa è verificare che non ci siano:
-
parti appuntite;
-
lenti danneggiate;
-
componenti che possano ferire.
Non è consigliabile effettuare riparazioni improvvisate che rendano la montatura pericolosa.
Se il bambino ha una forte dipendenza dalla correzione, famiglia e scuola dovrebbero avere una procedura semplice per gestire la situazione.
Gli occhiali rotti si possono sempre riparare?
Dipende dal danno, dal materiale e dalla disponibilità dei componenti.
Viti, naselli, aste o altre parti possono talvolta essere sostituiti, mentre in altri casi la riparazione non è conveniente o tecnicamente possibile.
Una montatura fortemente deformata non dovrebbe essere forzata sul viso del bambino soltanto per terminare la giornata scolastica.
È importante controllare periodicamente la montatura?
Sì.
Un bambino cresce e utilizza gli occhiali in modo più intenso rispetto a molti adulti.
È utile verificare periodicamente se:
-
le aste sono ancora adatte;
-
la montatura è simmetrica;
-
le viti sono stabili;
-
le lenti presentano graffi importanti;
-
il ponte veste correttamente.
Tra gli errori da evitare con gli occhiali da vista dei bambini rientra proprio il trascurare vestibilità e utilizzo quotidiano.
Bisogna fare una visita oculistica ogni anno perché il bambino va a scuola?
Non esiste una frequenza universale valida per tutti.
Il calendario dipende da:
-
età;
-
presenza di un difetto refrattivo;
-
ambliopia;
-
strabismo;
-
progressione della miopia;
-
risultati precedenti;
-
sintomi;
-
altre condizioni.
Un bambino già seguito per una determinata condizione può avere bisogno di controlli più ravvicinati.
Un altro può seguire tempistiche differenti.
Per approfondire puoi consultare la guida su quando fare una visita oculistica.
Se il bambino vede bene con gli occhiali si possono saltare i controlli?
Non è una buona conclusione.
Gli occhiali possono funzionare bene mentre la refrazione continua a modificarsi durante la crescita.
Inoltre alcune condizioni pediatriche devono essere monitorate anche quando il bambino non riferisce problemi.
La periodicità stabilita dovrebbe quindi essere rispettata.
Come viene controllata la vista di un bambino che non sa leggere bene?
La capacità di leggere lettere non è indispensabile.
Esistono test adattati all'età e la valutazione può comprendere:
-
simboli;
-
figure;
-
esame della refrazione;
-
controllo dell'allineamento;
-
valutazione delle strutture oculari.
La guida sulla valutazione precoce della vista nei bambini spiega come vengono eseguiti i controlli anche nei bambini più piccoli.
Quando una difficoltà a scuola merita un controllo visivo?
Può essere utile approfondire quando il bambino manifesta in modo persistente:
-
difficoltà a vedere la lavagna;
-
vista sfocata;
-
tendenza a chiudere un occhio;
-
importante avvicinamento al materiale di lettura;
-
frequente strizzamento degli occhi;
-
visione doppia;
-
nuovo disagio con gli occhiali.
Non serve aspettare necessariamente il controllo successivo se compare un cambiamento evidente.
Quali sintomi richiedono una valutazione più rapida?
Alcuni problemi non devono essere interpretati come semplice “stanchezza da scuola”.
È importante richiedere una valutazione rapida in presenza di:
-
improvviso calo della vista;
-
nuova visione doppia;
-
trauma importante all'occhio;
-
occhio molto rosso associato a dolore, fotofobia o alterazione della vista;
-
improvvisa deviazione importante di un occhio;
-
altri nuovi sintomi neurologici associati a disturbi visivi.
In questi casi riposo, cambio di banco o riduzione del tempo davanti allo schermo non sono risposte sufficienti.
Occhiali a scuola: cosa devono ricordare genitori e bambini
La scuola non deve essere considerata un ambiente che “rovina gli occhi”.
Libri, lavagne e dispositivi digitali fanno parte delle normali attività visive dei bambini.
Se però è presente un problema refrattivo o un'altra condizione visiva, è importante che la gestione continui anche durante le ore scolastiche.
Le regole più utili sono semplici:
-
utilizzare gli occhiali secondo la prescrizione;
-
scegliere una montatura stabile e confortevole;
-
comunicare agli insegnanti le indicazioni pratiche necessarie;
-
non sostituire gli occhiali con il semplice posto in prima fila;
-
alternare le attività ravvicinate con pause e movimento;
-
favorire il tempo all'aperto;
-
custodire e pulire correttamente gli occhiali;
-
utilizzare protezioni adeguate nelle attività sportive a rischio;
-
segnalare difficoltà nuove o persistenti.
Non è invece necessario acquistare automaticamente occhiali da riposo o lenti anti-luce blu perché il bambino utilizza computer e tablet.
La soluzione corretta parte sempre dal problema reale: quando esiste una prescrizione, l'obiettivo principale è fare in modo che il bambino possa utilizzarla bene durante tutta la sua vera giornata, compresa quella trascorsa a scuola.

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