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Vista e neonati.

 

Come si sviluppa nei primi mesi di vita

La vista di un neonato non è già completamente sviluppata al momento della nascita. Occhi, vie nervose e cervello devono progressivamente imparare a lavorare insieme per trasformare gli stimoli luminosi in una percezione visiva sempre più precisa.

Durante i primi mesi cambiano rapidamente la capacità di fissare un volto, seguire un oggetto, distinguere dettagli e colori e coordinare i due occhi.

Questo processo viene chiamato sviluppo visivo.

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Larghezza montatura

Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta

  • XS fino a 123 mm.

  • S da 124 a 128 mm.

  • M da 129 a 133 mm.

  • L da 134 a 138 mm.

  • XL da 139 a 142 mm.

  • XXL oltre 143 mm.

Non significa che il neonato “non veda”: significa piuttosto che il suo sistema visivo è ancora in maturazione e che la qualità della visione migliora progressivamente.

Conoscere le principali tappe di questo sviluppo può aiutare i genitori a comprendere meglio ciò che osservano, senza trasformare ogni differenza individuale in un motivo di allarme.

Per una panoramica che prosegue oltre il primo anno puoi consultare anche la guida sulla vista dei bambini.

Come vede un neonato appena nato?

Alla nascita la visione è molto meno precisa di quella dell'adulto.

Il neonato è comunque in grado di reagire alla luce e di prestare attenzione a determinati stimoli visivi, soprattutto quando sono:

vicini, ben contrastati e sufficientemente grandi.

I volti sono particolarmente interessanti per il bambino e, con il passare delle settimane, la capacità di fissarli e seguirli diventa progressivamente più evidente.

La nitidezza, la coordinazione binoculare e la percezione dei colori continuano invece a maturare.

Non bisogna quindi aspettarsi che un neonato osservi l'ambiente con la stessa precisione di un bambino più grande.

Il neonato vede soltanto in bianco e nero?

È una semplificazione.

Nei primi periodi la capacità di distinguere i colori è ancora immatura e il bambino reagisce molto bene soprattutto a immagini con forte contrasto, come bianco e nero o bordi nettamente definiti.

Questo non significa però che la sua visione rimanga semplicemente monocromatica per mesi.

La capacità di discriminare i colori si sviluppa progressivamente già durante i primi mesi di vita.

I giochi ad alto contrasto possono essere facilmente visibili nelle prime fasi, ma non sono necessari per “allenare” artificialmente una normale vista.

A quale distanza vede un neonato?

Nei primi periodi i neonati prestano particolare attenzione agli oggetti relativamente vicini, come il volto della persona che li tiene in braccio.

Non esiste però una linea netta oltre la quale il neonato “non vede nulla”.

La visione è un continuum: ciò che cambia è soprattutto la capacità di distinguere dettagli e mantenere una messa a fuoco efficace.

Con la crescita aumenta progressivamente anche la qualità della visione a distanze differenti.

Quando un neonato inizia a fissare il volto dei genitori?

L'interesse per i volti è presente molto precocemente, mentre la capacità di fissare in modo sempre più stabile migliora nelle prime settimane.

Con il passare del tempo il bambino tende a:

mantenere più a lungo lo sguardo, seguire meglio il volto in movimento e mostrare una maggiore attenzione alle espressioni.

La maturazione non avviene però nello stesso giorno per tutti i bambini.

Le tappe dello sviluppo visivo devono essere interpretate come periodi indicativi, non come scadenze rigide.

Quando il neonato comincia a seguire gli oggetti con gli occhi?

La capacità di inseguire visivamente un oggetto diventa progressivamente più coordinata durante i primi mesi.

All'inizio i movimenti possono essere:

brevi, imprecisi o discontinui.

Successivamente il bambino riesce sempre meglio a seguire un volto o un oggetto che si sposta lentamente.

Anche in questo caso conta soprattutto l'evoluzione nel tempo.

Un episodio nel quale il bambino non segue un oggetto non permette di stabilire che esista un problema visivo.

Se invece la capacità di fissazione e inseguimento sembra non svilupparsi oppure il comportamento dei due occhi appare molto diverso, è utile consultare la guida dedicata ai segnali di possibili problemi agli occhi nei neonati e nei bambini.

È normale che gli occhi di un neonato non sembrino sempre perfettamente allineati?

Nei primi periodi la coordinazione dei movimenti oculari è ancora in maturazione e possono essere osservati occasionalmente momenti nei quali gli occhi sembrano non muoversi perfettamente insieme.

Inoltre la conformazione del naso e delle pieghe cutanee vicino agli occhi può creare l'impressione di una deviazione anche quando gli occhi sono correttamente allineati.

Con la crescita la coordinazione binoculare dovrebbe diventare sempre più stabile.

Una deviazione costante, frequente o sempre a carico dello stesso occhio ha invece un significato diverso e merita una valutazione.

Quando si sviluppa la visione binoculare?

La visione binoculare nasce dalla capacità del cervello di integrare le informazioni provenienti dai due occhi.

Non è completamente matura alla nascita.

Durante i primi mesi aumenta progressivamente la coordinazione tra gli occhi e il cervello impara a utilizzare insieme le due immagini.

Questo processo contribuisce successivamente anche alla percezione della profondità e dello spazio.

Per questo una condizione che impedisce a un occhio di fornire un'immagine adeguata durante lo sviluppo può avere conseguenze differenti rispetto allo stesso problema comparso in età adulta.

Quando il neonato comincia a percepire meglio la profondità?

La capacità di utilizzare gli indizi binoculari di profondità emerge progressivamente durante i primi mesi, mentre il sistema visivo diventa più coordinato.

Successivamente anche movimento, esperienza e sviluppo motorio aiutano il bambino a comprendere sempre meglio:

distanze, dimensioni e posizione degli oggetti nello spazio.

Lo sviluppo della percezione visiva procede quindi insieme a quello motorio.

Come cambia la vista nei primi sei mesi?

Nei primi mesi avvengono cambiamenti molto rapidi.

Il bambino passa progressivamente da una visione ancora poco precisa a una maggiore capacità di:

fissare, seguire oggetti, riconoscere volti, distinguere colori, coordinare gli occhi e interpretare ciò che vede.

Verso la seconda parte del primo semestre la visione è generalmente molto più efficiente rispetto al periodo neonatale, anche se continuerà a svilupparsi ancora a lungo.

Non bisogna quindi considerare i primi mesi come una semplice fase di attesa: è un periodo attivo di maturazione del sistema visivo.

Come cambia la vista tra sei mesi e un anno?

Durante la seconda metà del primo anno la crescente capacità motoria modifica profondamente anche il modo in cui il bambino utilizza la vista.

Afferrando oggetti, spostandosi e interagendo con l'ambiente, impara progressivamente a collegare ciò che vede con:

movimento, distanza, dimensioni e posizione nello spazio.

Anche la capacità di riconoscere oggetti e persone diventa più sofisticata.

La vista continua comunque a maturare oltre il primo compleanno.

A un anno il bambino vede come un adulto?

Non ancora in ogni aspetto.

A un anno la funzione visiva è molto più evoluta rispetto alla nascita, ma il sistema visivo continua a maturare durante l'infanzia.

Acuità visiva, coordinazione binoculare, percezione e capacità di utilizzare efficacemente la visione nelle attività quotidiane continuano a svilupparsi.

Questo è uno dei motivi per cui la salute oculare pediatrica non deve essere considerata importante soltanto nei primi mesi.

La vista si sviluppa soltanto perché cresce l'occhio?

No.

La crescita anatomica dell'occhio è soltanto una parte del processo.

Lo sviluppo visivo dipende anche dalla maturazione di:

retina, nervo ottico, vie visive e aree cerebrali che elaborano le immagini.

Il cervello deve imparare a interpretare e combinare le informazioni provenienti dagli occhi.

La vista è quindi il risultato dell'interazione tra occhio e sistema nervoso, non semplicemente di una lente naturale che diventa più efficiente crescendo.

Un neonato può essere miope, ipermetrope o astigmatico?

Sì.

Difetti refrattivi possono essere presenti anche nei bambini molto piccoli.

Tra questi troviamo:

miopia, ipermetropia e astigmatismo.

La refrazione dei bambini cambia inoltre durante la crescita.

Non qualsiasi valore refrattivo osservato in un neonato richiede necessariamente occhiali: l'interpretazione dipende dall'età, dall'entità del difetto, dalla simmetria tra i due occhi e dalla situazione clinica.

Per approfondire la differenza tra questi problemi puoi consultare la guida sui difetti visivi più comuni.

L'ipermetropia è normale nei bambini piccoli?

Una certa componente ipermetropica può essere presente durante l'infanzia e la refrazione può modificarsi con la crescita dell'occhio.

Questo non significa però che qualsiasi ipermetropia sia irrilevante.

Un valore elevato, una forte differenza tra i due occhi oppure la presenza di strabismo possono avere un significato differente.

La decisione sulla necessità di una correzione deve quindi essere individualizzata.

Non è sufficiente leggere il numero della gradazione per stabilire da soli se un bambino abbia bisogno degli occhiali.

Perché una differenza tra i due occhi può essere importante?

Se un occhio fornisce al cervello un'immagine nettamente peggiore dell'altro durante lo sviluppo, il sistema visivo può imparare a utilizzare prevalentemente l'occhio migliore.

In determinate condizioni ciò può contribuire allo sviluppo dell'ambliopia.

Per questo una differenza refrattiva significativa può essere importante anche quando il bambino sembra comportarsi normalmente.

Un bambino piccolo non è necessariamente in grado di rendersi conto che un occhio vede peggio dell'altro.

I neonati possono avere bisogno degli occhiali?

Sì.

Quando esiste un'indicazione clinica, gli occhiali possono essere prescritti anche molto presto.

Non è necessario aspettare che il bambino:

sappia parlare, riconosca lettere o inizi la scuola.

La refrazione può essere valutata con tecniche che non richiedono una risposta verbale del bambino.

Nei primi anni vengono utilizzate montature specificamente progettate per essere più stabili e adatte ai piccoli visi.

La guida sugli occhiali gommati per neonati e bambini piccoli approfondisce questa particolare tipologia di montatura.

Come devono essere gli occhiali di un bambino molto piccolo?

Se il bambino deve indossare una correzione, la montatura deve soprattutto rimanere stabile e mantenere le lenti nella posizione prevista.

Sono importanti:

dimensione, ponte, altezza delle lenti, peso, materiale e sistema di ritenzione.

Non è opportuno acquistare una montatura volutamente molto grande nella speranza che possa essere utilizzata per più anni.

La guida dedicata alle montature per occhiali da bambini approfondisce la scelta in base alla crescita e alla vestibilità.

Gli occhiali rallentano lo sviluppo naturale della vista?

No.

Un occhiale correttamente prescritto non rende l'occhio “pigro” semplicemente perché permette al bambino di vedere meglio.

In alcune condizioni pediatriche fornire al cervello un'immagine adeguata è invece particolarmente importante durante lo sviluppo.

La necessità di indossare gli occhiali per tutto il giorno o soltanto in specifiche situazioni dipende però dalla prescrizione individuale.

Non bisogna modificare autonomamente le modalità indicate pensando di allenare l'occhio senza correzione.

Quando bisogna controllare la vista del neonato?

Non esiste una regola universale secondo cui tutti i bambini debbano fare la prima visita oculistica esattamente a tre anni o debbano essere visitati ogni anno.

La valutazione della salute visiva pediatrica comprende controlli e screening che iniziano già molto prima dell'età scolare.

La necessità di una visita oculistica completa e la sua tempistica possono dipendere da:

familiarità, prematurità, segni osservati dal pediatra, alterazioni del riflesso rosso, strabismo, sintomi, problemi dello sviluppo o altre condizioni.

Quando sono presenti fattori di rischio o segni sospetti, non ha senso attendere una determinata età soltanto perché rappresenta un comune momento di controllo.

La guida su quando fare una visita oculistica spiega perché gli intervalli debbano essere adattati alla persona e alla situazione clinica.

Come fa l'oculista a visitare un neonato che non sa parlare?

Molti aspetti dell'occhio possono essere esaminati senza chiedere al bambino che cosa vede.

In funzione dell'età e del motivo della visita possono essere valutati:

riflessi, fissazione, allineamento degli occhi, motilità, refrazione e strutture oculari.

Per misurare la refrazione possono essere impiegate tecniche oggettive, eventualmente associate quando indicato a cicloplegia.

Non è quindi necessario che il bambino sappia leggere le lettere del classico tabellone.

I neonati prematuri hanno esigenze diverse?

Alcuni neonati prematuri, in funzione di età gestazionale, peso alla nascita e storia clinica, possono rientrare in programmi specifici di screening per la retinopatia della prematurità.

In queste situazioni non si applicano genericamente le normali indicazioni dei bambini nati a termine.

I tempi dei controlli vengono stabiliti dal team neonatologico e oftalmologico in base ai criteri clinici previsti.

Come proteggere gli occhi del neonato dal sole?

Nei primi mesi la strategia principale non consiste nel mettere necessariamente occhiali da sole al neonato in qualsiasi situazione.

È importante soprattutto gestire l'esposizione attraverso:

ombra, cappellino o copertura appropriata del passeggino e scelta ragionevole degli orari e delle condizioni di esposizione.

Le coperture non devono naturalmente compromettere ventilazione e comfort del bambino.

Con la crescita possono essere utilizzati anche occhiali da sole adatti, purché:

vestano correttamente e abbiano una protezione UV adeguata.

Una lente molto scura non è automaticamente più protettiva dai raggi UV.

La luce del sole danneggia inevitabilmente gli occhi dei neonati?

No.

La normale esposizione ambientale non deve essere descritta come se ogni raggio di sole causasse un danno oculare.

È però sensato evitare esposizioni eccessive e utilizzare una protezione appropriata, soprattutto nelle condizioni di luminosità intensa.

L'obiettivo non è tenere il bambino continuamente al buio, ma proteggerlo in modo ragionevole.

Gli occhiali da sole per bambini devono essere molto scuri?

No.

L'intensità della tinta e la protezione ultravioletta sono caratteristiche differenti.

Una lente scura riduce principalmente la quantità di luce visibile trasmessa.

La capacità di filtrare gli UV dipende invece dalle caratteristiche della lente e deve essere adeguata indipendentemente da quanto appare scura.

È quindi sbagliato scegliere gli occhiali da sole di un bambino semplicemente cercando “la lente più nera”.

Gli schermi possono compromettere la vista di un neonato?

Smartphone, tablet e televisione non rappresentano la causa di difetti congeniti come:

cataratta congenita, malformazioni oculari o strabismo presente dai primi periodi di vita.

Inoltre non ci sono motivi per sostenere che la normale luce blu emessa dagli schermi provochi danni retinici nei bambini durante un uso ordinario.

La gestione degli schermi nei bambini piccoli riguarda soprattutto altri aspetti dello sviluppo e delle abitudini, non la necessità di proteggere la retina con speciali lenti anti-luce blu.

Si può stimolare la vista del neonato?

Lo sviluppo visivo normale viene favorito principalmente attraverso la normale interazione con l'ambiente.

Il bambino beneficia naturalmente di:

volti, movimento, oggetti, variazioni di forma e colore ed esperienze visive adeguate all'età.

Non sono necessari particolari esercizi oculari per far maturare una vista sana.

Anche gli oggetti ad alto contrasto possono attirare facilmente l'attenzione nei primi mesi, ma non devono essere considerati una terapia o un allenamento obbligatorio.

Bisogna mettere giochi molto vicini al volto del bambino?

Gli stimoli devono essere proposti a una distanza e in una posizione che risultino confortevoli, senza forzare continuamente l'attenzione del bambino.

Con il passare dei mesi il bambino stesso aumenta la capacità di esplorare visivamente lo spazio.

Non è necessario misurare continuamente la distanza di ogni gioco per favorire lo sviluppo visivo.

Il bambino deve essere esposto alla luce per sviluppare la vista?

Una normale esperienza visiva è parte dello sviluppo.

Questo non significa che si debbano utilizzare luci intense o stimoli luminosi diretti per “allenare” gli occhi.

Non è opportuno puntare torce o altre fonti luminose intense direttamente verso gli occhi del neonato.

La normale illuminazione dell'ambiente è sufficiente.

Quando un comportamento visivo merita maggiore attenzione?

Lo sviluppo presenta una certa variabilità, ma alcuni segnali hanno un significato differente da un semplice ritardo di pochi giorni in una determinata capacità.

Meritano approfondimento, per esempio, una persistente difficoltà di fissazione, una deviazione oculare importante e costante, movimenti oculari involontari persistenti, una marcata differenza tra i due occhi o una pupilla dall'aspetto anomalo.

La pagina su come capire se un neonato o un bambino ha problemi agli occhi è dedicata proprio a questi segnali.

Una pupilla bianca è normale nei neonati?

No.

Una pupilla o un riflesso pupillare persistentemente biancastro, chiamato leucocoria, deve essere valutato rapidamente.

Una singola fotografia con flash può produrre un riflesso anomalo per motivi tecnici, ma la ripetizione dello stesso riflesso nello stesso occhio merita attenzione.

Non è un segno da attribuire semplicemente all'immaturità della vista.

Quando uno strabismo diventa un segnale da controllare?

Occasionali momenti di apparente disallineamento possono essere osservati nelle fasi molto precoci della maturazione.

Una deviazione che invece è:

costante, molto frequente, sempre nello stesso occhio oppure persistente durante la crescita

deve essere valutata.

Lo stesso vale per uno strabismo comparso improvvisamente.

La coordinazione degli occhi è infatti parte dello sviluppo della visione binoculare.

Quando bisogna rivolgersi rapidamente a un medico?

Una valutazione rapida è particolarmente importante quando si osservano segni come pupilla bianca, cornea opaca, trauma oculare, marcato arrossamento associato a dolore o fotofobia, improvviso cambiamento importante del comportamento visivo o nuova deviazione significativa degli occhi.

Anche movimenti oculari nuovi e molto anomali o un evidente deterioramento della capacità di utilizzare la vista richiedono attenzione.

In questi casi non è opportuno aspettare semplicemente che il bambino cresca per vedere se il problema scompare.

Vista e neonati: cosa bisogna ricordare

La vista del neonato è già attiva alla nascita ma ancora in fase di maturazione.

Durante il primo anno migliorano progressivamente:

messa a fuoco, fissazione, inseguimento degli oggetti, coordinazione tra gli occhi, percezione dei colori e capacità di interpretare lo spazio.

Non tutte queste abilità compaiono nello stesso momento in ogni bambino e le normali tappe dello sviluppo non devono essere trasformate in rigide scadenze.

Allo stesso tempo, il fatto che il sistema visivo sia ancora immaturo non deve essere utilizzato per ignorare segni persistenti.

Un neonato può inoltre presentare difetti refrattivi e, quando necessario, può portare occhiali anche molto presto. In quel caso stabilità e corretta posizione delle lenti diventano particolarmente importanti.

Lo sviluppo visivo è un processo graduale: conoscere ciò che normalmente cambia nei primi mesi aiuta a osservare il bambino con maggiore consapevolezza, senza allarmismi ma anche senza trascurare eventuali segnali importanti.

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