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  • Current: Eterocromia acquisita: perché un occhio cambia colore
  • curiosità sugli occhi

Eterocromia acquisita: perché un occhio cambia colore

Avere due occhi di colore differente può essere una caratteristica presente fin dalla nascita e completamente innocua. La situazione cambia quando la differenza di colore compare successivamente, dopo che le iridi avevano avuto per anni un aspetto simile.

In questo caso si parla di eterocromia acquisita.

Un occhio può apparire progressivamente più chiaro o più scuro dell'altro per differenti motivi, alcuni benigni e altri legati a condizioni che meritano una valutazione oftalmologica.

Tra le possibili cause rientrano:

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  • S da 124 a 128 mm.

  • M da 129 a 133 mm.

  • L da 134 a 138 mm.

  • XL da 139 a 142 mm.

  • XXL oltre 143 mm.

infiammazioni oculari;

  • traumi;

  • modificazioni o atrofia dell'iride;

  • alcuni farmaci oculari;

  • precedenti interventi;

  • alterazioni della pigmentazione;

  • più raramente alcune patologie dell'iride o di altre strutture oculari.

  • Il punto importante è semplice: un cambiamento nuovo e persistente del colore di un solo occhio in età adulta non dovrebbe essere interpretato soltanto come una curiosità estetica.

    Che cos'è l'eterocromia acquisita?

    L'eterocromia è una differenza di pigmentazione tra le due iridi oppure tra zone differenti della stessa iride.

    Può essere:

    • congenita, cioè presente dalla nascita o dai primi anni di vita;

    • acquisita, quando compare successivamente.

    La pagina dedicata agli occhi di colore diverso e all'eterocromia approfondisce il fenomeno generale.

    In questa guida ci concentriamo invece esclusivamente sulla forma acquisita, perché la comparsa di una nuova differenza di colore può avere un significato diverso rispetto a un'eterocromia stabile da sempre.

    Da cosa dipende il colore dell'iride?

    Il colore degli occhi dipende principalmente dalla quantità, distribuzione e organizzazione della melanina presente nell'iride, oltre che dalle caratteristiche strutturali del tessuto.

    Non esiste quindi semplicemente un “pigmento azzurro” o “pigmento verde”.

    Gli occhi più scuri contengono generalmente una maggiore quantità di melanina, mentre nei colori più chiari la quantità e la distribuzione del pigmento sono differenti e intervengono anche fenomeni di dispersione della luce.

    Per capire meglio da cosa deriva la colorazione degli occhi è utile distinguere il colore apparente dell'iride dalla semplice quantità assoluta di pigmento.

    Quale parte dell'occhio cambia colore?

    Quando si parla di eterocromia ci si riferisce principalmente all'iride, la parte colorata dell'occhio che circonda la pupilla.

    L'iride non ha soltanto una funzione estetica.

    Regola, attraverso i propri muscoli, la quantità di luce che entra nell'occhio modificando il diametro della pupilla.

    La guida sull'iride dell'occhio e le sue funzioni approfondisce la struttura di questa parte dell'apparato visivo.

    Un occhio può davvero cambiare colore in età adulta?

    Sì, ma un cambiamento reale e marcato del colore dell'iride in età adulta non è un evento che dovrebbe essere considerato automaticamente normale.

    Bisogna inoltre distinguere un vero cambiamento della pigmentazione da una semplice variazione apparente.

    L'occhio può sembrare diverso in fotografie o in condizioni di luce differenti per effetto di:

    • illuminazione;

    • dimensione della pupilla;

    • riflessi;

    • colore dell'ambiente circostante;

    • bilanciamento del bianco della fotocamera;

    • esposizione fotografica.

    Una differenza che compare soltanto in alcune fotografie non equivale necessariamente a eterocromia acquisita.

    Se invece un'iride appare stabilmente più chiara o più scura rispetto al passato, è utile verificarne la causa.

    L'eterocromia acquisita può interessare tutto l'occhio?

    Può interessare l'intera iride oppure soltanto una zona.

    Quando un occhio nel complesso presenta una pigmentazione differente dall'altro si può parlare di eterocromia completa.

    Quando il cambiamento riguarda soltanto una parte dell'iride si può osservare una differenza settoriale o localizzata.

    Nelle forme acquisite, anche una nuova macchia pigmentata o una zona che cambia progressivamente aspetto merita attenzione se persiste o si modifica nel tempo.

    Non tutte le variazioni localizzate sono però eterocromia in senso stretto.

    Quali sono le cause dell'eterocromia acquisita?

    Le cause possono essere molto diverse.

    Un cambiamento di colore può derivare da modificazioni della quantità di pigmento, dall'atrofia del tessuto dell'iride, dalla deposizione di sostanze oppure da processi infiammatori o traumatici.

    Tra le situazioni da considerare troviamo:

    • uveiti anteriori;

    • traumi oculari;

    • farmaci che modificano la pigmentazione;

    • alterazioni dell'iride;

    • precedenti interventi oculari;

    • alcune condizioni neurologiche;

    • corpi estranei intraoculari in casi particolari;

    • lesioni pigmentate dell'iride.

    Questo elenco non permette di stabilire la causa osservando semplicemente il colore dell'occhio.

    Un'infiammazione può cambiare il colore dell'iride?

    Sì.

    Alcune forme di infiammazione del segmento anteriore dell'occhio possono modificare nel tempo l'aspetto dell'iride.

    L'infiammazione può essere accompagnata, a seconda della condizione, da:

    • alterazioni della pigmentazione;

    • atrofia dell'iride;

    • modificazioni della pupilla;

    • variazioni del colore apparente.

    Non tutte le uveiti provocano eterocromia e non tutte le eterocromie sono causate da uveite.

    Una delle forme infiammatorie note per poter essere associata a differenze di colore dell'iride è l'uveite eterocromica di Fuchs, una condizione che richiede diagnosi oftalmologica.

    Che cos'è l'uveite eterocromica di Fuchs?

    È una forma generalmente cronica di uveite anteriore che può interessare prevalentemente un occhio.

    Tra le caratteristiche che possono comparire vi sono:

    • infiammazione relativamente lieve;

    • modificazioni dell'iride;

    • differenza di colore tra i due occhi;

    • alterazioni del vitreo;

    • in alcuni pazienti cataratta o aumento della pressione oculare.

    La differenza cromatica non è necessariamente evidente in tutti i casi e può variare a seconda del colore originale dell'iride.

    Per questo non è possibile diagnosticare questa condizione semplicemente confrontando il colore dei due occhi.

    Irite ed eterocromia sono la stessa cosa?

    No.

    L'irite è un'infiammazione che coinvolge l'iride ed è una forma di uveite anteriore.

    L'eterocromia descrive invece una differenza di pigmentazione.

    Un processo infiammatorio può in alcuni casi modificare l'aspetto dell'iride, ma le due condizioni non sono sinonimi.

    La guida sull'irite: cause, sintomi e trattamento approfondisce i principali segnali dell'infiammazione dell'iride.

    Un trauma può far cambiare colore a un occhio?

    Sì.

    Un trauma può danneggiare differenti strutture dell'occhio, compresa l'iride.

    A seconda del tipo e dell'intensità del trauma possono verificarsi:

    • alterazioni della pupilla;

    • perdita o redistribuzione del pigmento;

    • atrofia dell'iride;

    • sanguinamento;

    • altre modificazioni anatomiche.

    Il cambiamento di colore può quindi essere una delle conseguenze, ma non è necessariamente il problema più importante.

    Dopo un trauma significativo, soprattutto se compaiono dolore o modificazioni della vista, è necessaria una valutazione dell'intero occhio.

    Un corpo estraneo nell'occhio può modificarne il colore?

    In circostanze particolari, sì.

    Un piccolo corpo estraneo metallico penetrato nell'occhio può talvolta rimanere inosservato inizialmente.

    Nel caso di frammenti contenenti ferro, il rilascio progressivo di materiale può determinare una condizione chiamata siderosi oculare, che può provocare diverse alterazioni oculari, compresa una modificazione della pigmentazione dell'iride.

    Si tratta di una situazione molto diversa dalla comune presenza superficiale di polvere o di un piccolo corpo estraneo sulla superficie dell'occhio.

    È soprattutto una possibilità da considerare in caso di precedenti traumi con metallo ad alta velocità, per esempio durante alcune lavorazioni professionali.

    Alcuni colliri possono cambiare il colore dell'iride?

    Sì.

    Alcuni farmaci appartenenti alla famiglia degli analoghi delle prostaglandine, utilizzati soprattutto nella terapia del glaucoma o dell'ipertensione oculare, possono aumentare progressivamente la pigmentazione dell'iride.

    Il cambiamento è più evidente in alcune iridi con colorazione mista.

    Se il farmaco viene utilizzato soltanto in un occhio, nel tempo può quindi comparire una differenza di colore tra le due iridi.

    Questo effetto non significa automaticamente che il farmaco debba essere sospeso.

    Una terapia prescritta non deve essere interrotta autonomamente: eventuali modifiche devono essere discusse con l'oculista.

    Le lenti a contatto possono cambiare permanentemente il colore degli occhi?

    Le normali lenti a contatto non dovrebbero modificare permanentemente la pigmentazione dell'iride.

    Le lenti cosmetiche colorate possono ovviamente cambiare l'aspetto dell'occhio mentre vengono indossate.

    Questo è un effetto ottico, non una trasformazione dell'iride.

    L'utilizzo di lenti cosmetiche richiede comunque le stesse attenzioni igieniche delle altre lenti a contatto e non dovrebbe essere considerato privo di rischi.

    Un intervento agli occhi può provocare eterocromia?

    Alcune procedure o complicanze oculari possono modificare l'aspetto dell'iride.

    La possibilità dipende dall'intervento e dalle strutture coinvolte.

    Dopo un'operazione possono verificarsi, in determinate circostanze:

    • alterazioni della pupilla;

    • perdita localizzata di pigmento;

    • atrofia dell'iride;

    • modificazioni legate all'infiammazione.

    Non significa che l'eterocromia sia una conseguenza normale di qualsiasi intervento.

    Un nuovo cambiamento persistente dovrebbe essere valutato nel contesto della storia clinica individuale.

    La sindrome di Horner può essere associata a occhi di colore diverso?

    La sindrome di Horner deriva da un'alterazione delle vie nervose simpatiche che raggiungono l'occhio.

    Può manifestarsi con segni come:

    • pupilla più piccola da un lato;

    • lieve abbassamento della palpebra;

    • differenza delle pupille più evidente in determinate condizioni di luce.

    Quando la sindrome è presente dalla nascita o compare molto precocemente nell'infanzia, può essere associata anche a una minore pigmentazione dell'iride interessata.

    Nelle forme acquisite nell'adulto, invece, una nuova eterocromia marcata è meno caratteristica perché la pigmentazione dell'iride è già sviluppata.

    Una nuova associazione di pupille differenti e palpebra cadente, soprattutto se comparsa improvvisamente o accompagnata da altri sintomi neurologici, richiede valutazione medica.

    Una macchia nuova sull'iride è eterocromia?

    Non necessariamente.

    L'iride può presentare aree di pigmentazione localizzate, come nevi o altre lesioni.

    Una nuova macchia non deve quindi essere automaticamente classificata come eterocromia.

    Molte lesioni pigmentate sono benigne, ma una zona che:

    • compare recentemente;

    • aumenta di dimensione;

    • cambia forma;

    • modifica la pupilla;

    • è associata ad altri segni oculari;

    merita una valutazione oftalmologica.

    Non è possibile stabilirne la natura soltanto da una fotografia.

    L'eterocromia acquisita può essere segno di un tumore?

    In casi molto più rari, alcune lesioni dell'iride possono modificare localmente la pigmentazione e l'aspetto dell'occhio.

    Questo non significa che un occhio di colore diverso indichi generalmente un tumore.

    La grande maggioranza delle differenze cromatiche non deve essere interpretata in questo modo.

    La possibilità diventa rilevante soprattutto quando esiste una lesione localizzata che cambia nel tempo o quando sono presenti altri segni osservabili durante l'esame oftalmologico.

    Per questo è preferibile evitare sia l'allarmismo sia l'autodiagnosi.

    Un occhio può diventare più chiaro?

    Sì.

    Una riduzione del pigmento o un'alterazione della struttura dell'iride può rendere un occhio apparentemente più chiaro.

    Questo può accadere, per esempio, in alcune forme di atrofia dell'iride o in condizioni infiammatorie.

    Il meccanismo varia però da caso a caso.

    Non è possibile stabilire la causa soltanto sulla base del fatto che l'occhio sia diventato “più azzurro” o “più chiaro”.

    Un occhio può diventare più scuro?

    Sì.

    Un aumento della pigmentazione può rendere l'iride progressivamente più scura.

    Può avvenire, per esempio, durante l'utilizzo di alcuni farmaci oculari oppure in presenza di determinate alterazioni pigmentarie.

    Anche in questo caso è importante distinguere una trasformazione reale da una semplice differenza dovuta a illuminazione o fotografia.

    La pupilla può far sembrare l'occhio di un altro colore?

    Sì.

    Quando la pupilla si dilata o si restringe cambia la quantità di iride visibile e può cambiare anche la percezione complessiva del suo colore.

    Inoltre differenti condizioni di luce modificano:

    • riflessi;

    • contrasto;

    • saturazione percepita;

    • dimensione della pupilla.

    Per questo una fotografia effettuata al sole e una scattata in una stanza poco illuminata possono far sembrare lo stesso occhio significativamente diverso.

    Le fotografie sono affidabili per capire se l'iride è cambiata?

    Possono essere utili per documentare un cambiamento, ma devono essere interpretate con cautela.

    Per confrontare fotografie scattate in momenti diversi bisognerebbe idealmente avere condizioni simili di:

    • illuminazione;

    • esposizione;

    • distanza;

    • fotocamera;

    • bilanciamento del colore.

    Filtri fotografici e correzioni automatiche dello smartphone possono alterare notevolmente la percezione del colore.

    Una differenza evidente soltanto nelle fotografie non equivale quindi a una diagnosi.

    L'eterocromia acquisita provoca problemi alla vista?

    La differenza di colore, di per sé, non determina necessariamente una riduzione visiva.

    Ciò che conta è la causa che ha prodotto il cambiamento.

    Se l'eterocromia deriva da una condizione che coinvolge anche altre strutture oculari, possono comparire:

    • vista sfocata;

    • fotofobia;

    • dolore;

    • arrossamento;

    • alterazioni della pressione oculare;

    • altre modificazioni visive.

    Per questo l'eterocromia acquisita viene valutata soprattutto come possibile segno di un cambiamento dell'occhio, non come malattia della vista indipendente.

    L'eterocromia congenita invece è pericolosa?

    Molte persone hanno occhi di colore diverso fin dalla nascita senza alcuna compromissione della funzione visiva.

    Una caratteristica congenita stabile può essere completamente benigna.

    Anche in questo caso, però, il significato dipende dal contesto e da eventuali altri segni associati.

    La differenza fondamentale è che una pigmentazione stabile da molti anni viene interpretata diversamente rispetto a un'iride che cambia improvvisamente o progressivamente in età adulta.

    Un cambiamento di colore può essere dovuto semplicemente all'età?

    Il colore dell'iride può presentare nel corso della vita variazioni sottili.

    Un cambiamento marcato, persistente e soprattutto unilaterale non dovrebbe però essere automaticamente spiegato con l'invecchiamento.

    Se un occhio appare significativamente diverso rispetto al passato mentre l'altro non è cambiato, è ragionevole richiedere una valutazione.

    Il sole cambia il colore degli occhi?

    L'esposizione normale alla luce solare non funziona sull'iride come l'abbronzatura sulla pelle.

    Non bisogna quindi pensare che gli occhi diventino stabilmente più scuri semplicemente perché una persona trascorre molto tempo al sole.

    Il colore dell'iride dipende soprattutto dalla pigmentazione e dalla sua struttura, determinate principalmente da fattori genetici e biologici.

    L'eterocromia è un colore raro degli occhi?

    Non propriamente.

    L'eterocromia non è un colore come azzurro, verde, marrone o grigio.

    È una differenza di pigmentazione tra i due occhi o all'interno della stessa iride.

    Per questo non è corretto classificarla semplicemente come “il colore di occhi più raro”.

    La pagina sui colori degli occhi più rari riguarda invece la frequenza delle diverse colorazioni dell'iride.

    Gli occhi molto chiari hanno più probabilità di cambiare colore?

    Non esiste una regola semplice secondo cui gli occhi chiari svilupperebbero più frequentemente eterocromia acquisita.

    In alcune condizioni le variazioni di pigmentazione possono risultare più facili da osservare su determinate iridi, mentre in altre il cambiamento può manifestarsi diversamente a seconda del colore di partenza.

    Non bisogna quindi usare il colore originario degli occhi come criterio per stabilire il rischio.

    Si può trattare l'eterocromia acquisita?

    Non esiste un trattamento unico dell'eterocromia.

    Il trattamento, quando necessario, riguarda la causa.

    Per esempio, una condizione infiammatoria richiede una gestione completamente diversa rispetto a:

    • un trauma;

    • un effetto farmacologico;

    • una lesione dell'iride;

    • una condizione congenita.

    In alcuni casi il cambiamento cromatico può rimanere anche dopo che la causa è stata controllata.

    Non bisogna utilizzare autonomamente colliri per tentare di “riportare l'occhio al colore precedente”.

    Si può cambiare volontariamente il colore dell'iride?

    Esistono lenti a contatto cosmetiche capaci di modificare temporaneamente l'aspetto dell'occhio.

    Sono molto diverse dalle procedure invasive proposte per cambiare permanentemente il colore dell'iride.

    Gli interventi estetici intraoculari o altre procedure non necessarie dal punto di vista medico possono comportare rischi importanti.

    La guida su come cambiare il colore degli occhi e quali rischi considerare approfondisce questo tema.

    Come viene valutato un occhio che ha cambiato colore?

    La valutazione oftalmologica può comprendere, a seconda del caso:

    • osservazione dell'iride;

    • esame alla lampada a fessura;

    • valutazione della pupilla;

    • misurazione della pressione oculare;

    • esame delle altre strutture dell'occhio;

    • confronto tra i due occhi;

    • approfondimenti specifici quando indicati.

    Particolare importanza hanno anche:

    • momento in cui è iniziato il cambiamento;

    • eventuale trauma;

    • farmaci utilizzati;

    • interventi precedenti;

    • presenza di dolore, fotofobia o alterazioni visive.

    Quando un occhio che cambia colore dovrebbe essere controllato?

    Una valutazione è particolarmente opportuna quando:

    • la differenza è nuova;

    • il cambiamento riguarda soltanto un occhio;

    • il colore continua a modificarsi;

    • compare una nuova macchia sull'iride;

    • cambia la forma della pupilla;

    • sono presenti precedenti traumi oculari;

    • vengono utilizzati farmaci che possono modificare la pigmentazione;

    • è presente una storia di infiammazione o interventi oculari.

    Un controllo permette di distinguere una variazione innocua da un segno che richiede approfondimento.

    Quando il cambiamento di colore richiede maggiore urgenza?

    Il colore da solo raramente rappresenta un'emergenza.

    È invece necessario prestare particolare attenzione se il cambiamento è accompagnato da:

    • improvviso calo della vista;

    • forte dolore oculare;

    • occhio rosso con fotofobia o alterazione visiva;

    • trauma importante;

    • pupilla improvvisamente irregolare;

    • improvvisa visione doppia;

    • nuova palpebra cadente associata a differenza tra le pupille o altri sintomi neurologici.

    In queste situazioni non bisogna concentrarsi soltanto sull'aspetto estetico dell'iride.

    Per orientarsi sui segnali che richiedono una valutazione puoi consultare quando fare una visita oculistica.

    Eterocromia acquisita: cosa bisogna ricordare

    L'eterocromia acquisita è una differenza di colore dell'iride comparsa dopo la nascita, in un occhio che precedentemente aveva una pigmentazione differente o più simile all'altro.

    Può dipendere da cause molto diverse, tra cui:

    • infiammazioni;

    • traumi;

    • atrofia dell'iride;

    • alcuni farmaci oculari;

    • precedenti interventi;

    • alterazioni della pigmentazione;

    • più raramente altre patologie oculari.

    Una differenza presente da sempre e stabile ha un significato diverso rispetto a un occhio che cambia colore in età adulta.

    Bisogna anche ricordare che luce, fotografie, dimensione della pupilla e impostazioni della fotocamera possono far apparire l'iride più chiara o più scura senza che esista un vero cambiamento.

    Quando però un solo occhio cambia colore in modo nuovo e persistente, soprattutto se compaiono anche dolore, arrossamento, fotofobia, cambiamento della pupilla o riduzione della vista, è opportuno non limitarsi all'osservazione estetica ma far valutare l'occhio.

    L'eterocromia acquisita non è una diagnosi definitiva: è un segno di cui bisogna capire la causa.

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