Che cos’è il campo visivo?
Il campo visivo è la porzione di spazio che una persona riesce a percepire mantenendo lo sguardo fisso in una determinata direzione, senza spostare gli occhi o la testa.
Quando guardiamo un oggetto davanti a noi, infatti, non percepiamo soltanto ciò che si trova esattamente nel punto in cui stiamo fissando lo sguardo. Possiamo vedere anche ciò che si trova lateralmente, sopra e sotto il punto di fissazione.
Il campo visivo rappresenta quindi una parte importante della nostra capacità di orientarci nello spazio e di percepire ciò che accade intorno a noi.
La sua valutazione può inoltre fornire informazioni importanti sul funzionamento del sistema visivo e, in alcuni casi, aiutare il medico a individuare alterazioni che non provocano necessariamente una riduzione evidente della vista centrale.
Campo visivo monoculare e binoculare: qual è la differenza?
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Quando si parla di campo visivo è importante distinguere tra campo visivo monoculare e campo visivo binoculare.
Il campo visivo monoculare è quello percepito utilizzando un solo occhio. Ogni occhio possiede quindi il proprio campo visivo, che può essere valutato separatamente durante un esame.
Il campo visivo binoculare, invece, è quello percepito utilizzando contemporaneamente entrambi gli occhi.
La visione binoculare permette al cervello di integrare le informazioni provenienti dai due occhi. Le porzioni dei rispettivi campi visivi che si sovrappongono contribuiscono alla percezione dello spazio e alla visione tridimensionale.
La valutazione separata dei due occhi è particolarmente importante perché un'eventuale alterazione potrebbe interessare prevalentemente un solo occhio.
Perché il campo visivo è importante?
Il campo visivo permette di percepire ciò che si trova intorno al punto che stiamo osservando.
È fondamentale, per esempio, quando camminiamo, pratichiamo attività sportive, guidiamo o ci muoviamo in ambienti affollati.
Una persona può infatti avere una buona capacità di vedere nitidamente ciò che si trova davanti a sé e, allo stesso tempo, presentare una riduzione della visione periferica.
Questo è uno dei motivi per cui il campo visivo non deve essere confuso con l'acuità visiva.
L'acuità visiva riguarda soprattutto la capacità di distinguere dettagli e caratteri a una determinata distanza. Il campo visivo, invece, riguarda l'ampiezza dello spazio che possiamo percepire mantenendo lo sguardo fisso.
Sono quindi due aspetti differenti della funzione visiva.
Campo visivo centrale e periferico
All'interno del campo visivo possiamo distinguere idealmente una zona centrale e una zona periferica.
La parte centrale è quella che utilizziamo quando fissiamo direttamente un oggetto e permette di percepirne i dettagli.
La visione periferica consente invece di percepire ciò che si trova ai lati del punto di fissazione, anche se normalmente con una capacità inferiore di distinguere i dettagli.
Questa distinzione è importante perché alcune alterazioni possono interessare maggiormente la visione periferica senza provocare immediatamente una sensazione evidente di perdita della vista centrale.
Per questo motivo alcuni problemi possono essere individuati soltanto attraverso un esame specifico.
Che cos'è l'esame del campo visivo?
L'esame del campo visivo, chiamato anche campimetria, è un test che permette di valutare quali aree del campo visivo vengono percepite e quali eventualmente risultano meno sensibili.
Durante l'esame il paziente viene generalmente invitato a fissare un punto centrale, mentre vengono presentati stimoli luminosi in diverse posizioni.
Quando viene percepito uno stimolo, la persona deve indicarlo secondo le modalità previste dall'apparecchiatura.
Il test viene eseguito separatamente per ciascun occhio, in modo da poter confrontare i risultati e individuare eventuali differenze.
L'esame non serve quindi semplicemente a stabilire quanto bene una persona vede un carattere o un'immagine, ma permette di analizzare la distribuzione della sensibilità all'interno del campo visivo.
Come si svolge il test del campo visivo?
La modalità di esecuzione può variare in base allo strumento utilizzato, ma generalmente il paziente viene posizionato davanti a un apparecchio e invitato a mantenere lo sguardo su un punto di fissazione.
Un occhio viene esaminato alla volta.
Durante il test compaiono stimoli luminosi in differenti punti. Il paziente deve segnalare quando li percepisce, normalmente premendo un pulsante.
È importante cercare di mantenere lo sguardo sul punto indicato e seguire le istruzioni dell'operatore.
Il risultato viene successivamente elaborato dall'apparecchiatura e valutato dal professionista che ha richiesto o eseguito l'esame.
Il campo visivo può essere ridotto?
Sì. Il campo visivo può presentare delle alterazioni che interessano zone specifiche oppure una porzione più ampia della visione periferica.
Le caratteristiche dell'alterazione possono essere molto diverse e dipendono dalla causa.
Un campo visivo alterato non significa automaticamente che sia presente una determinata patologia: il risultato deve essere interpretato da un professionista considerando l'età della persona, la storia clinica, l'esame degli occhi e gli eventuali altri test effettuati.
Per questo motivo non è corretto cercare di interpretare autonomamente una mappa del campo visivo senza conoscere il contesto clinico.
Quali problemi possono essere associati alle alterazioni del campo visivo?
Le alterazioni del campo visivo possono avere cause differenti.
Tra le condizioni che possono rendere utile la valutazione del campo visivo rientrano alcune patologie oculari e neurologiche.
In particolare, il test può essere utilizzato nel percorso diagnostico e nel monitoraggio di alcune forme di glaucoma, oltre che in presenza di altre condizioni che possono interessare la retina, il nervo ottico o le vie visive.
Alterazioni del campo visivo possono inoltre essere associate a problemi di natura neurologica.
È quindi importante sottolineare che il campo visivo è il risultato dell'interazione tra occhio, nervo ottico e sistema nervoso: un'alterazione non deve essere interpretata automaticamente come un semplice problema di gradazione degli occhiali.
Campo visivo e glaucoma
Il campo visivo ha particolare importanza nella valutazione del glaucoma, una patologia che può danneggiare progressivamente il nervo ottico.
Nelle fasi iniziali il glaucoma può non provocare sintomi evidenti e la persona può continuare a vedere bene nella parte centrale del campo visivo.
Con la progressione della malattia possono però comparire alterazioni della sensibilità del campo visivo, soprattutto nelle aree periferiche.
Per questo motivo, quando il medico lo ritiene necessario, la campimetria può essere utilizzata insieme ad altri esami per valutare la situazione e monitorare nel tempo eventuali cambiamenti.
Per approfondire puoi leggere anche il nostro articolo dedicato alla prevenzione oculistica e agli esami da fare in base all'età.
Campo visivo e problemi neurologici
Non tutte le alterazioni del campo visivo hanno origine direttamente nell'occhio.
Il percorso della visione coinvolge infatti il nervo ottico e le vie visive, che trasportano le informazioni fino alle aree del cervello deputate all'elaborazione delle immagini.
Per questo motivo una particolare configurazione dell'alterazione del campo visivo può fornire al medico informazioni utili anche nella valutazione di problemi che interessano il sistema nervoso.
Naturalmente, il risultato di un test non permette da solo di stabilire una diagnosi. Eventuali alterazioni devono essere valutate da un medico nel contesto della situazione complessiva del paziente.
Campo visivo e guida
Una buona visione periferica è importante anche durante la guida.
Quando siamo al volante, infatti, non dobbiamo osservare soltanto ciò che si trova direttamente davanti al veicolo, ma anche percepire ciò che accade lateralmente.
Un'alterazione del campo visivo può quindi avere conseguenze sulla capacità di percepire correttamente l'ambiente circostante.
Per questo motivo, quando vengono rilevate alterazioni della visione periferica, è importante seguire le indicazioni del medico e verificare che i requisiti visivi necessari per la guida siano rispettati.
Il campo visivo cambia con l'età?
Il sistema visivo cambia nel corso della vita e anche le prestazioni della visione possono modificarsi con l'età.
Tuttavia, una variazione significativa o improvvisa del campo visivo non dovrebbe essere attribuita semplicemente all'invecchiamento senza una valutazione professionale.
Controlli periodici possono essere particolarmente importanti quando esistono fattori di rischio o quando il medico ritiene necessario monitorare nel tempo la funzione visiva.
Per conoscere meglio il ruolo della prevenzione puoi consultare anche l'articolo dedicato alla frequenza della visita oculistica.
Campo visivo e occhiali: c'è una relazione?
Gli occhiali correggono principalmente i difetti refrattivi, come miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia.
Una corretta correzione permette di ottenere una visione nitida, ma gli occhiali non possono essere considerati una soluzione per tutte le alterazioni del campo visivo.
Anche la montatura e il modo in cui gli occhiali vengono indossati possono influire sulla percezione periferica, soprattutto in presenza di montature molto avvolgenti o di dimensioni particolari.
La scelta degli occhiali dovrebbe quindi tenere conto non soltanto dell'estetica, ma anche delle esigenze visive individuali.
Se vuoi approfondire questo aspetto puoi leggere anche la nostra guida su come scegliere la montatura degli occhiali.
Quando è importante controllare il campo visivo?
L'esame del campo visivo non deve necessariamente essere eseguito da tutte le persone con una determinata frequenza.
È il professionista della vista o il medico a stabilire quando il test è indicato, sulla base dei sintomi, dei fattori di rischio e dei risultati degli altri controlli.
La campimetria può essere richiesta, per esempio, quando è necessario approfondire un'alterazione già individuata oppure monitorare nel tempo una patologia o una situazione clinica.
È inoltre importante non sottovalutare eventuali cambiamenti improvvisi della visione.
La comparsa improvvisa di una perdita del campo visivo, di una zona scura o di altri disturbi visivi richiede una valutazione medica tempestiva.
Qual è la differenza tra campo visivo ed esame della vista?
Questi due concetti vengono spesso confusi, ma non sono la stessa cosa.
Un normale controllo della vista può comprendere la valutazione dell'acuità visiva e della refrazione, mentre il campo visivo riguarda l'ampiezza e la sensibilità delle diverse zone dello spazio percepito.
La campimetria è quindi un esame specifico che viene richiesto quando esiste una precisa indicazione.
Non è sufficiente sapere se una persona riesce a leggere correttamente le lettere su un ottotipo per stabilire che il suo campo visivo sia completamente normale.
Cosa fare se il campo visivo appare alterato?
Se durante un controllo viene rilevata un'alterazione del campo visivo, è importante non allarmarsi e soprattutto non cercare di formulare una diagnosi autonomamente.
Il risultato deve essere interpretato da un professionista considerando anche gli altri esami e le caratteristiche individuali.
In alcuni casi può essere necessario ripetere il test, perché la qualità del risultato può essere influenzata anche dalla collaborazione del paziente, dalla capacità di mantenere la fissazione e da altri fattori tecnici.
Sarà quindi il medico a stabilire se siano necessari ulteriori approfondimenti.
Come mantenere sotto controllo la salute visiva?
Non esistono esercizi o prodotti che possano garantire da soli un campo visivo normale.
La prevenzione passa soprattutto attraverso controlli appropriati e l'attenzione ai cambiamenti della propria visione.
È utile quindi:
-
effettuare controlli della vista secondo le indicazioni del proprio professionista;
-
non ignorare cambiamenti improvvisi della visione;
-
seguire le indicazioni mediche quando viene richiesto un esame del campo visivo;
-
utilizzare una correzione visiva adeguata quando necessaria;
-
comunicare al medico eventuali sintomi nuovi o persistenti.
Conclusioni
Il campo visivo rappresenta la porzione di spazio che possiamo percepire mentre manteniamo lo sguardo fisso in una determinata direzione.
Si distingue in campo visivo monoculare e binoculare e può essere valutato attraverso un esame specifico chiamato campimetria.
Il test del campo visivo è uno strumento importante perché permette di individuare e monitorare eventuali alterazioni della visione periferica e può fornire informazioni utili nella valutazione di diverse condizioni oculari e neurologiche.
È importante però ricordare che un campo visivo alterato non identifica da solo una determinata malattia. Il risultato deve sempre essere interpretato da un professionista insieme agli altri dati clinici.
In presenza di cambiamenti improvvisi della visione, perdita di una parte del campo visivo o altri sintomi visivi nuovi e importanti, è invece fondamentale rivolgersi tempestivamente a un medico.
Approfondisci anche: con quale frequenza fare una visita oculistica e la prevenzione oculistica: gli esami da fare in base all'età.

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