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OCCHIALI PER FERMARE LA MIOPIA. Nuovi progetti per bambini

La miopia nei bambini non deve essere soltanto corretta per permettere di vedere bene da lontano.

Quando compare durante gli anni della crescita, è importante anche verificare se e quanto sta progredendo.

Oggi esistono strategie specifiche che, in bambini selezionati, possono ridurre la velocità con cui la miopia aumenta.

Questo approccio viene definito controllo della miopia.

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Larghezza montatura

Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta

  • XS fino a 123 mm.

  • S da 124 a 128 mm.

  • M da 129 a 133 mm.

  • L da 134 a 138 mm.

  • XL da 139 a 142 mm.

  • XXL oltre 143 mm.

È importante però partire da un concetto molto chiaro:

controllare la miopia non significa guarirla, eliminarla o garantire che non aumenterà più.

L'obiettivo è cercare di limitare la progressione del difetto e, quando viene misurata, la crescita eccessiva della lunghezza assiale dell'occhio.

Le possibilità comprendono, a seconda del bambino:

  • specifiche lenti per occhiali progettate per il controllo della miopia;

  • specifiche lenti a contatto morbide;

  • ortocheratologia;

  • atropina a basse concentrazioni in determinati percorsi clinici;

  • interventi sulle abitudini, in particolare regolare tempo all'aperto.

La scelta deve essere individualizzata.

Non esiste un trattamento migliore per qualsiasi bambino.

Che cos'è la miopia?

La miopia è un errore refrattivo.

In un occhio miope, senza una correzione adeguata, gli oggetti lontani appaiono sfocati perché il sistema ottico dell'occhio mette a fuoco la luce davanti alla retina.

In molti casi la miopia dell'età evolutiva è associata a una maggiore lunghezza assiale dell'occhio.

Per una spiegazione generale del difetto puoi consultare la guida su come si manifesta la miopia.

Perché la miopia può aumentare durante la crescita?

L'occhio di un bambino continua a svilupparsi.

In alcuni soggetti la crescita assiale risulta maggiore rispetto a quella necessaria per mantenere una refrazione normale.

Il rischio di progressione dipende da numerosi fattori, tra cui:

  • età di comparsa;

  • familiarità;

  • entità della miopia;

  • caratteristiche individuali;

  • andamento precedente;

  • ambiente e abitudini visive.

In generale, una miopia che compare precocemente ha più anni a disposizione per progredire prima dell'età adulta.

Questo è uno dei motivi per cui oggi la miopia pediatrica viene considerata con maggiore attenzione rispetto al passato.

Perché interessa la lunghezza assiale dell'occhio?

La lunghezza assiale rappresenta la distanza approssimativa tra la parte anteriore e quella posteriore dell'occhio.

Nella miopia dell'età evolutiva l'aumento delle diottrie è spesso associato a un allungamento dell'occhio.

Per questo, quando disponibile e clinicamente utile, la misurazione della lunghezza assiale può fornire informazioni aggiuntive rispetto alla sola gradazione degli occhiali.

Non sostituisce però la valutazione refrattiva e clinica.

Perché può essere utile rallentare la progressione?

Una miopia elevata è associata, nel corso della vita, a un rischio maggiore di alcune patologie oculari.

Tra queste possono rientrare:

  • alterazioni retiniche associate alla miopia elevata;

  • distacco di retina;

  • maculopatia miopica;

  • glaucoma;

  • altre complicanze legate all'elevata lunghezza assiale.

Questo non significa che un bambino miope svilupperà necessariamente tali patologie.

Il rischio è probabilistico, non inevitabile.

L'obiettivo del controllo della miopia è cercare di ridurre, quando possibile, l'entità del difetto che il bambino raggiungerà da adulto.

Si può fermare completamente la miopia di un bambino?

Non possiamo prometterlo.

Il termine “controllo della miopia” è preferibile a espressioni come:

  • fermare la miopia;

  • guarire dalla miopia;

  • far regredire la miopia.

Le strategie disponibili possono rallentare mediamente la progressione, ma la risposta varia da bambino a bambino.

Alcuni rispondono molto bene.

Altri continuano a progredire, anche se magari più lentamente.

La miopia può regredire grazie agli occhiali?

No.

Gli occhiali non fanno accorciare in modo permanente un occhio miope fino a eliminare il difetto.

Anche le moderne lenti progettate per il controllo della miopia non devono essere descritte come dispositivi che “curano” definitivamente il problema.

Hanno due possibili obiettivi:

  • permettere una visione nitida;

  • generare un particolare profilo ottico volto a ridurre lo stimolo alla progressione.

Gli occhiali normali fanno peggiorare la miopia?

No.

È un mito da eliminare.

Un normale occhiale monofocale correttamente prescritto non crea un circolo vizioso che costringe l'occhio ad allungarsi sempre di più.

Il fatto che un bambino abbia bisogno di lenti progressivamente più forti non significa che siano stati gli occhiali a peggiorare la vista.

È la miopia che sta evolvendo durante la crescita.

È meglio dare una gradazione più debole per non abituare l'occhio?

No.

La sottocorrezione volontaria della miopia non rappresenta una strategia raccomandata per controllarne la progressione.

Un bambino miope dovrebbe ricevere la correzione appropriata secondo le indicazioni ricevute.

Ridurre volontariamente la gradazione può semplicemente lasciarlo con una visione a distanza insufficiente.

Non è un esercizio capace di allenare l'occhio.

Correggere la miopia e controllarla sono la stessa cosa?

No.

Questa distinzione è fondamentale.

Correggere la miopia significa permettere al bambino di vedere nitidamente.

Può essere fatto con:

  • normali occhiali;

  • normali lenti a contatto.

Controllare la progressione significa invece utilizzare una strategia che abbia lo scopo specifico di rallentare l'aumento della miopia.

Non tutte le correzioni hanno questa funzione.

Quali strategie vengono utilizzate per il controllo della miopia?

Oggi le principali possibilità comprendono:

  • lenti oftalmiche specificamente progettate per il controllo della miopia;

  • lenti a contatto morbide con design specifico;

  • ortocheratologia;

  • atropina a basse concentrazioni in casi selezionati;

  • interventi sulle abitudini visive e sul tempo all'aperto.

In alcune situazioni possono essere considerate anche strategie combinate.

La decisione dipende dal singolo bambino.

Esistono occhiali progettati per rallentare la miopia?

Sì.

Negli ultimi anni sono state sviluppate lenti oftalmiche che, oltre a correggere la visione centrale, producono particolari profili ottici nella restante area della lente.

A seconda del progetto possono utilizzare:

  • zone di defocus;

  • segmenti o microlenti;

  • differenti distribuzioni del potere ottico.

L'obiettivo è modificare gli stimoli visivi coinvolti nella crescita dell'occhio mantenendo contemporaneamente una buona visione centrale.

Tutte le lenti per occhiali hanno questo effetto?

No.

Una normale lente monofocale corregge la miopia, ma non deve essere considerata automaticamente una lente per il controllo della progressione.

Analogamente, non basta che una lente venga definita:

  • multifocale;

  • progressiva;

  • tecnologica;

per concludere che abbia un effetto clinicamente dimostrato sulla progressione della miopia.

Il design specifico della lente è fondamentale.

Come funzionano le moderne lenti per il controllo della miopia?

Il principio generale è ottenere contemporaneamente due effetti.

Nella zona destinata alla visione centrale viene fornita la correzione necessaria per vedere bene.

In altre zone della lente viene prodotto un particolare defocus ottico che ha lo scopo di modificare i segnali associati alla crescita dell'occhio.

La spiegazione biologica completa è più complessa e continua a essere studiata.

Non è quindi corretto descrivere queste lenti dicendo semplicemente che:

“costringono l'occhio ad accorciarsi”.

Le lenti per controllo della miopia sono progressive?

Non necessariamente nel significato tradizionale del termine.

Le normali lenti progressive utilizzate soprattutto nella presbiopia sono progettate per offrire poteri differenti per lontano, intermedio e vicino.

Le moderne lenti pediatriche per il controllo della miopia utilizzano invece design specifici sviluppati con un altro obiettivo.

Sono quindi categorie che non devono essere confuse.

Sono adatte a qualsiasi bambino miope?

Non automaticamente.

La scelta può dipendere da:

  • età;

  • entità della miopia;

  • velocità di progressione;

  • prescrizione;

  • caratteristiche della montatura;

  • capacità di utilizzare gli occhiali con regolarità;

  • disponibilità del prodotto appropriato.

Anche la centratura e la vestibilità della montatura hanno importanza.

La montatura conta nel controllo della miopia?

Sì.

Una lente sofisticata non lavora nelle condizioni previste se la montatura:

  • scivola continuamente;

  • è troppo grande;

  • non rimane nella posizione corretta;

  • presenta una centratura inadeguata.

Per questo la scelta dell'occhiale non può essere separata dalla scelta della lente.

La guida su come scegliere gli occhiali per bambini approfondisce questi aspetti.

Esistono lenti a contatto per controllare la miopia?

Sì.

Alcune lenti a contatto morbide sono progettate specificamente per il controllo della progressione miopica.

Anche in questo caso non bisogna generalizzare.

Una normale lente a contatto monofocale può correggere perfettamente la miopia, ma non deve essere considerata automaticamente un trattamento per rallentarla.

Le lenti destinate al controllo utilizzano specifici design ottici.

Come funzionano le lenti a contatto per il controllo della miopia?

Esistono design che combinano una zona per la correzione della visione con altre zone che generano un particolare defocus.

L'obiettivo è influenzare gli stimoli retinici associati alla crescita assiale mantenendo una visione funzionale.

La lente viene applicata e controllata individualmente.

Non si sceglie soltanto in base al numero di diottrie.

Un bambino può utilizzare le lenti a contatto?

Sì, in determinate condizioni.

La possibilità dipende non tanto da una singola età minima quanto da:

  • maturità;

  • igiene;

  • capacità di seguire le istruzioni;

  • supervisione familiare;

  • salute della superficie oculare.

La guida sulle lenti a contatto per bambini approfondisce sicurezza e modalità di utilizzo.

Le lenti a contatto presentano rischi?

Sì.

Il rischio più importante è rappresentato dalle infezioni corneali, anche se una gestione corretta può ridurlo significativamente.

Le regole fondamentali comprendono:

  • lavare e asciugare le mani;

  • non condividere le lenti;

  • rispettare la sostituzione prevista;

  • non dormire con lenti non progettate per il porto notturno;

  • non utilizzarle con un occhio rosso o dolorante.

E soprattutto:

mai lavare, conservare o sciacquare le lenti con acqua.

Che cos'è l'ortocheratologia?

L'ortocheratologia utilizza particolari lenti rigide gas-permeabili indossate generalmente durante il sonno.

Durante la notte modificano temporaneamente il profilo della cornea.

Al mattino vengono rimosse e permettono di vedere meglio senza una correzione durante il giorno.

L'effetto sulla cornea è temporaneo e richiede un utilizzo regolare secondo il programma stabilito.

L'ortocheratologia può rallentare la miopia?

Può essere utilizzata come strategia di controllo della progressione in bambini e adolescenti selezionati.

Oltre alla correzione temporanea della miopia, il particolare profilo ottico prodotto sulla cornea è associato a una riduzione media dell'allungamento assiale rispetto alla normale correzione monofocale.

Non garantisce comunque che la miopia si arresti completamente.

Per approfondire puoi leggere la guida sull'ortocheratologia.

Le lenti ortocheratologiche sono morbide?

No.

Le lenti per ortocheratologia sono particolari lenti rigide gas-permeabili.

Non devono essere confuse con le lenti morbide giornaliere per il controllo della miopia.

Sono due strategie differenti.

L'ortocheratologia fa sparire definitivamente la miopia?

No.

Quando l'utilizzo viene sospeso, la forma della cornea tende progressivamente a tornare verso la condizione precedente e ricompare la necessità della normale correzione.

Il controllo della progressione e la correzione temporanea della vista sono inoltre due concetti distinti.

Dormire con queste lenti è sicuro?

L'ortocheratologia è progettata specificamente per il porto notturno, ma questo non elimina i rischi associati alle lenti a contatto.

Igiene e controlli sono fondamentali.

Una gestione scorretta può aumentare il rischio di infezione corneale.

Per questo non è una tecnica da improvvisare o da gestire come una normale lente acquistata senza un percorso specialistico.

Che cos'è l'atropina per il controllo della miopia?

L'atropina è un farmaco oftalmico che, a basse concentrazioni, viene utilizzato in alcuni percorsi di controllo della progressione miopica nei bambini.

Gli studi hanno mostrato che determinate concentrazioni possono ridurre mediamente la progressione.

La risposta varia però tra i bambini e anche efficacia ed effetti indesiderati dipendono dalla concentrazione utilizzata.

L'atropina deve essere usata da tutti i bambini miopi?

No.

È un farmaco e la sua indicazione deve essere valutata individualmente.

Devono essere considerate:

  • età;

  • progressione;

  • caratteristiche oculari;

  • risposta al trattamento;

  • eventuali effetti indesiderati;

  • possibilità di altre strategie.

Non è un collirio da iniziare autonomamente.

Quale concentrazione di atropina bisogna utilizzare?

Non esiste una concentrazione universale che possa essere consigliata online a qualsiasi bambino.

La ricerca ha studiato differenti basse concentrazioni e ha mostrato differenze di efficacia e tollerabilità.

La scelta deve quindi essere effettuata dal professionista che gestisce il caso sulla base delle evidenze disponibili, delle caratteristiche del bambino e delle formulazioni utilizzabili.

Quali effetti indesiderati può provocare l'atropina?

A seconda della concentrazione e della sensibilità individuale possono comparire:

  • maggiore sensibilità alla luce;

  • dilatazione pupillare;

  • difficoltà nella messa a fuoco da vicino;

  • bruciore o fastidio all'instillazione.

Le basse concentrazioni sono utilizzate proprio con l'obiettivo di trovare un equilibrio tra efficacia e tollerabilità.

L'atropina cura la miopia?

No.

Non elimina il difetto già presente.

Il bambino continua normalmente ad avere bisogno della propria correzione ottica.

Lo scopo del trattamento è cercare di ridurre la velocità di progressione.

Si possono combinare trattamenti differenti?

In alcune situazioni possono essere considerate strategie combinate.

Per esempio, la ricerca ha valutato associazioni tra atropina e alcune strategie ottiche.

Questo non significa che utilizzare automaticamente due trattamenti sia sempre migliore di utilizzarne uno.

Aumentano anche:

  • complessità;

  • costi;

  • necessità di controlli;

  • possibili effetti indesiderati.

Le combinazioni devono quindi rispondere a una precisa esigenza clinica.

Come si sceglie il trattamento migliore?

La scelta parte dalla valutazione del singolo bambino.

Tra gli elementi utili possono rientrare:

  • età;

  • età di comparsa della miopia;

  • gradazione attuale;

  • velocità di progressione;

  • lunghezza assiale, quando misurata;

  • familiarità;

  • salute oculare;

  • abitudini;

  • disponibilità a portare occhiali o lenti;

  • capacità di gestire lenti a contatto;

  • costi e sostenibilità nel tempo.

Non esiste quindi una classifica assoluta delle terapie.

Come si capisce se la miopia sta progredendo velocemente?

Non basta ricordare vagamente:

“l'anno scorso aveva meno diottrie”.

È utile confrontare nel tempo misurazioni eseguite in condizioni appropriate.

Possono essere valutati:

  • refrazione;

  • cambiamento della prescrizione;

  • lunghezza assiale, quando disponibile.

Nel bambino la refrazione può richiedere anche la cicloplegia quando indicata, perché l'accomodazione è particolarmente attiva.

Perché la cicloplegia può essere importante?

I bambini possiedono una notevole capacità di accomodazione.

Questo può influenzare alcune misurazioni della refrazione.

I colliri cicloplegici riducono temporaneamente l'accomodazione e possono permettere di ottenere, quando necessario, una stima più affidabile del difetto refrattivo.

Non significa che debbano essere utilizzati a ogni controllo in qualsiasi bambino.

Ogni aumento di 0,25 diottrie significa che il trattamento non funziona?

No.

Le misurazioni della refrazione hanno una certa variabilità e l'andamento deve essere valutato nel tempo.

Anche un trattamento efficace non garantisce necessariamente progressione zero.

L'obiettivo è confrontare il decorso osservato con quello atteso e decidere se la strategia continua a essere appropriata.

Quanto deve rallentare la miopia perché un trattamento funzioni?

Non esiste una percentuale universale valida per il singolo bambino.

Gli studi riportano effetti medi su gruppi di persone.

Il singolo individuo può rispondere:

  • più della media;

  • meno della media;

  • in modo variabile durante gli anni.

Per questo non bisogna promettere ai genitori una riduzione esatta della progressione prima di iniziare.

Quanto dura il trattamento?

Dipende dall'andamento della miopia.

Molti bambini devono essere seguiti per diversi anni, perché la progressione può continuare durante l'adolescenza.

La decisione di:

  • continuare;

  • modificare;

  • ridurre;

  • interrompere;

una strategia viene presa in funzione dell'evoluzione individuale.

La miopia smette sempre di aumentare a 18 anni?

No.

In molte persone tende a stabilizzarsi nella tarda adolescenza o nella prima età adulta, ma non esiste un compleanno preciso nel quale l'occhio smette automaticamente di cambiare.

In alcuni giovani adulti la progressione può continuare.

Per questo l'età viene considerata insieme all'andamento effettivamente osservato.

Cosa succede quando si interrompe un trattamento?

Dipende dal trattamento.

In alcuni casi può verificarsi una ripresa della progressione dopo la sospensione, detta comunemente effetto rebound.

La sua entità non è uguale per tutte le strategie.

Per questo la sospensione deve essere programmata e seguita, non semplicemente decisa perché:

“la gradazione non è cambiata nell'ultimo anno”.

Il tempo all'aperto aiuta a prevenire la miopia?

Sì.

Una maggiore quantità di tempo trascorso all'aperto durante l'infanzia è associata a un minor rischio di sviluppare miopia.

Il beneficio appare particolarmente importante prima dell'insorgenza.

Per approfondire il rapporto tra ambiente esterno e miopia puoi consultare tempo all'aperto e rischio di miopia nei bambini.

Stare all'aperto può fermare una miopia già presente?

Non possiamo affermarlo.

Il tempo all'aperto rimane una buona abitudine anche per un bambino già miope, ma le evidenze più convincenti riguardano soprattutto la riduzione del rischio di insorgenza.

Non deve quindi essere utilizzato come sostituto delle strategie specifiche di controllo quando queste sono indicate.

Quante ore all'aperto servono?

Non esiste una quantità capace di garantire che un bambino non diventi miope o che la miopia smetta di aumentare.

È preferibile favorire regolarmente una routine che comprenda attività all'aperto invece di trasformare il comportamento in una prescrizione rigida uguale per qualsiasi famiglia.

Per idee pratiche puoi consultare la guida con giochi e attività all'aperto per bambini.

Gli smartphone causano la progressione della miopia?

Il rapporto non è così diretto.

Non possiamo dire che lo smartphone allunghi automaticamente l'occhio.

L'utilizzo prolungato può però associarsi a:

  • molto lavoro a distanza ravvicinata;

  • poche interruzioni;

  • distanze di visione ridotte;

  • meno tempo trascorso fuori.

Il comportamento complessivo è quindi più importante del singolo dispositivo.

La luce blu fa aumentare la miopia?

Non è una causa dimostrata della progressione miopica.

Non ci sono basi per sostenere che la normale luce blu emessa dagli schermi sia responsabile dell'allungamento dell'occhio.

Per questo gli occhiali con filtro per la luce blu non devono essere presentati come una terapia per controllare la miopia.

Gli occhiali anti-luce blu rallentano la miopia?

No.

Una lente può avere trattamenti o filtri destinati ad altre finalità, ma filtrare la normale luce blu di un display non equivale a controllare la progressione miopica.

Le lenti specifiche per il controllo della miopia utilizzano principi ottici differenti.

Leggere molto fa peggiorare la miopia?

La miopia è multifattoriale e non è corretto dire che leggere la provochi direttamente.

Le attività ravvicinate molto intense e prolungate sono però uno dei fattori ambientali studiati in relazione alla miopia.

La soluzione non consiste nel ridurre l'istruzione o impedire la lettura.

È più utile favorire:

  • distanze confortevoli;

  • pause;

  • alternanza delle attività;

  • tempo all'aperto.

Guardare lontano fa regredire la miopia?

No.

Guardare lontano dopo un periodo prolungato di lavoro da vicino può essere piacevole e contribuire al comfort visivo.

Ma non accorcia in modo permanente un occhio miope.

Non bisogna trasformarlo in un esercizio terapeutico.

Esistono esercizi oculari capaci di fermare la miopia?

Non esistono esercizi generici che abbiano dimostrato di ridurre l'allungamento assiale responsabile della comune miopia.

Muovere gli occhi:

  • in cerchio;

  • a destra e sinistra;

  • vicino e lontano;

non costituisce un trattamento della progressione miopica.

E le terapie con luce rossa?

Negli ultimi anni sono state studiate anche tecniche basate sull'esposizione ripetuta a luce rossa a bassa intensità.

Alcuni studi hanno riportato effetti sulla progressione miopica, ma esistono ancora importanti interrogativi sulla sicurezza, sull'efficacia a lungo termine e sulle modalità appropriate di utilizzo.

Sono state inoltre segnalate preoccupazioni relative alla retina.

Non devono quindi essere considerate dispositivi fai-da-te né un'alternativa da utilizzare autonomamente.

Una lampada domestica può rallentare la miopia?

No.

Una normale lampada rossa, una luce LED o un dispositivo acquistato senza un preciso percorso clinico non devono essere utilizzati come “terapia anti-miopia”.

Le tecnologie sperimentate negli studi hanno parametri specifici e non sono equivalenti alle comuni sorgenti luminose domestiche.

La chirurgia laser può fermare la miopia di un bambino?

No.

La chirurgia refrattiva non è una strategia per controllare la crescita miopica durante l'infanzia.

Interventi come quelli effettuati sulla cornea negli adulti modificano il potere ottico dell'occhio, ma non impediscono a un occhio ancora in crescita di continuare a modificarsi.

Per questo non rappresentano la normale gestione della miopia pediatrica.

Perché non basta cambiare semplicemente gli occhiali ogni anno?

Cambiare la gradazione permette di mantenere una visione nitida.

Quando però la miopia progredisce significativamente durante l'infanzia, oggi può essere utile chiedersi anche:

possiamo cercare di rallentarne l'evoluzione?

È questa la differenza tra la tradizionale correzione della miopia e la moderna gestione della progressione.

Tutti i bambini miopi devono fare una terapia di controllo?

La decisione deve essere personalizzata.

Bisogna considerare soprattutto:

  • età;

  • progressione;

  • rischio futuro;

  • caratteristiche individuali.

Un bambino con miopia appena comparsa a un'età precoce può trovarsi in una situazione diversa rispetto a un adolescente con refrazione stabile da tempo.

Non esiste quindi un protocollo universale da applicare automaticamente.

La familiarità è importante?

Sì.

Avere uno o entrambi i genitori miopi aumenta la probabilità che un bambino sviluppi miopia.

Ma la familiarità non determina con certezza:

  • se diventerà miope;

  • quanto progredirà;

  • quanto risponderà al trattamento.

È un fattore di rischio da valutare insieme agli altri.

Se entrambi i genitori hanno una miopia elevata il bambino deve iniziare subito una terapia?

Non automaticamente.

Un bambino non ancora miope può essere considerato a maggiore rischio e seguito con particolare attenzione.

Le strategie preventive comprendono soprattutto buone abitudini, in particolare il tempo all'aperto.

L'eventuale impiego di interventi specifici prima dell'insorgenza della miopia è un settore in evoluzione e richiede una valutazione clinica individuale.

Che cos'è la pre-miopia?

Il termine viene utilizzato per descrivere bambini che non sono ancora miopi ma presentano caratteristiche refrattive e altri fattori che fanno pensare a un rischio elevato di svilupparla.

Non equivale a dire che il bambino diventerà sicuramente miope.

Può però giustificare un monitoraggio più attento e maggiore attenzione agli interventi preventivi.

Bisogna misurare la lunghezza assiale a tutti i bambini?

Non necessariamente.

La biometria oculare può essere molto utile nella gestione moderna della miopia perché consente di seguire direttamente la crescita assiale dell'occhio.

La sua disponibilità e utilità dipendono però dal contesto clinico.

Una corretta gestione non può essere ridotta a un solo numero.

Ogni quanto va controllata la miopia?

Non esiste un intervallo universale valido per ogni bambino.

La frequenza dipende da:

  • età;

  • velocità di progressione;

  • trattamento utilizzato;

  • eventuali lenti a contatto;

  • risultati precedenti;

  • caratteristiche individuali.

Un bambino sottoposto a una strategia di controllo può richiedere un calendario differente rispetto a uno con refrazione stabile.

Chi deve gestire il controllo della miopia?

La gestione richiede la collaborazione tra figure con competenze differenti.

L'oculista valuta:

  • salute dell'occhio;

  • refrazione;

  • eventuali patologie;

  • indicazioni farmacologiche e cliniche.

A seconda del percorso, professionisti competenti nella contattologia e nell'ottica partecipano all'applicazione e gestione di:

  • occhiali;

  • lenti a contatto;

  • ortocheratologia.

La scelta deve avvenire all'interno di un percorso coordinato, soprattutto nel bambino.

Come capire se una strategia sta funzionando?

Non basta chiedere:

“vede bene con gli occhiali?”

La qualità della visione e la progressione sono due aspetti diversi.

Il monitoraggio può comprendere nel tempo:

  • refrazione;

  • lunghezza assiale quando disponibile;

  • uso reale del trattamento;

  • tollerabilità;

  • salute oculare;

  • eventuali effetti indesiderati.

Solo confrontando i dati nel tempo è possibile decidere se continuare o modificare la strategia.

Cosa succede se la miopia continua ad aumentare nonostante il trattamento?

Non significa automaticamente che il trattamento sia stato inutile.

Nessuna strategia garantisce progressione zero.

Bisogna valutare:

  • effettivo utilizzo;

  • velocità di crescita;

  • risposta individuale;

  • possibilità di modificare il trattamento;

  • eventuale cambio di strategia;

  • in casi selezionati, possibilità di combinazione.

La decisione non dovrebbe basarsi su un singolo controllo.

Qual è il trattamento più efficace?

Non esiste una risposta universale.

Le diverse strategie hanno:

  • efficacia media differente;

  • vantaggi;

  • limiti;

  • rischi;

  • requisiti di utilizzo.

Un trattamento teoricamente efficace può essere una cattiva scelta se il bambino non riesce a utilizzarlo correttamente.

La migliore strategia è quella che combina evidenza scientifica, sicurezza, caratteristiche del bambino e sostenibilità nel tempo.

Cosa devono sapere i genitori prima di iniziare?

È importante ricevere informazioni realistiche.

Bisogna sapere:

  • quale obiettivo ha il trattamento;

  • come deve essere utilizzato;

  • quali controlli sono necessari;

  • quali effetti indesiderati possono verificarsi;

  • cosa fare se il bambino non lo tollera;

  • come verrà valutata la risposta.

Bisogna soprattutto evitare promesse come:

“con questa lente la miopia non aumenterà più”.

Nessuno può garantirlo.

Prevenire la comparsa e rallentare la progressione sono due cose diverse?

Sì.

Questa è una distinzione centrale.

Prima che compaia la miopia, uno degli interventi comportamentali con le migliori evidenze è favorire regolarmente il tempo all'aperto.

Quando il bambino è già miope, invece, può essere necessario valutare specifiche strategie per rallentarne la progressione.

Sono due momenti differenti dello stesso percorso.

Controllo della miopia nei bambini: cosa ricordare

La gestione della miopia pediatrica è cambiata molto rispetto al passato.

Non siamo più limitati alla sola idea di:

“la gradazione è aumentata, cambiamo gli occhiali”.

Oggi, in un bambino con miopia progressiva, possono essere considerate strategie specifiche come:

  • lenti per occhiali progettate per il controllo della miopia;

  • lenti a contatto morbide con design specifico;

  • ortocheratologia;

  • atropina a basse concentrazioni, quando indicata;

  • corretta gestione delle abitudini visive e del tempo all'aperto.

Nessuna di queste strategie deve essere descritta come una cura capace di far scomparire la miopia o fermarla con certezza.

Il vero obiettivo è ridurre la velocità con cui il difetto progredisce durante gli anni della crescita.

È inoltre importante ricordare che i normali occhiali correttamente prescritti non fanno peggiorare la miopia e che sottocorreggere volontariamente il bambino non rappresenta un metodo per allenare l'occhio.

La gestione moderna consiste quindi nel seguire l'evoluzione nel tempo, identificare i bambini che stanno progredendo e scegliere, quando opportuno, la strategia più adatta al singolo caso.

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