Riconoscere la congiuntivite
Prurito intenso, arrossamento, lacrimazione e gonfiore delle palpebre sono i sintomi più caratteristici della congiuntivite allergica.
Il disturbo interessa frequentemente entrambi gli occhi e può comparire insieme a starnuti, naso che cola, prurito al naso e congestione. Le secrezioni sono generalmente trasparenti o filamentose, diversamente da quelle dense che possono presentarsi in alcune forme infettive.
Questi elementi possono aiutare a riconoscerla, ma non sono sufficienti per formulare autonomamente una diagnosi. Dolore, forte sensibilità alla luce e alterazioni persistenti della vista non devono essere attribuiti automaticamente a una semplice allergia.
Che cos’è la congiuntivite allergica?
La congiuntiva è la sottile membrana trasparente che riveste la parte bianca dell’occhio e la superficie interna delle palpebre.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Nella congiuntivite allergica, il sistema immunitario reagisce in modo eccessivo al contatto con una sostanza normalmente innocua. Questa reazione provoca il rilascio di istamina e di altri mediatori dell’infiammazione.
Di conseguenza possono comparire:
-
dilatazione dei piccoli vasi sanguigni;
-
arrossamento;
-
prurito;
-
lacrimazione;
-
gonfiore della congiuntiva;
-
edema delle palpebre;
-
secrezioni trasparenti o mucose.
La congiuntivite allergica non è un’infezione e, quindi, non è contagiosa.
Per conoscere il quadro completo delle reazioni che possono interessare gli occhi puoi consultare il pillar dedicato alle allergie oculari, ai sintomi e alle possibili cause.
Qual è il sintomo più caratteristico?
Il sintomo maggiormente indicativo è il prurito oculare, spesso intenso e presente in entrambi gli occhi.
La necessità di strofinarli può essere difficile da controllare, ma lo sfregamento tende ad aumentare l’infiammazione e può rendere prurito, arrossamento e gonfiore ancora più evidenti.
Il solo arrossamento non permette invece di riconoscere una congiuntivite allergica. Un occhio può diventare rosso anche in presenza di:
-
infezioni;
-
secchezza oculare;
-
irritazione;
-
corpo estraneo;
-
problemi corneali;
-
altre forme di infiammazione.
La combinazione tra prurito intenso, lacrimazione trasparente, coinvolgimento bilaterale e sintomi nasali rende più probabile una componente allergica.
Se i sintomi sono effettivamente compatibili con una forma allergica, il passo successivo è ridurre il contatto con l'allergene e controllare prurito e irritazione. Puoi approfondire cosa fare in caso di congiuntivite allergica e quali accorgimenti possono aiutare ad alleviare i sintomi.
Quali sono gli altri sintomi?
Oltre al prurito, possono presentarsi:
-
occhi rossi;
-
lacrimazione abbondante;
-
gonfiore delle palpebre;
-
bruciore;
-
sensazione di sabbia o corpo estraneo;
-
secrezione trasparente o filamentosa;
-
palpebre pesanti;
-
temporaneo appannamento provocato dalle lacrime;
-
fastidio in presenza di vento, polvere o luce intensa.
In alcuni casi la congiuntiva può gonfiarsi in modo evidente, formando un rigonfiamento trasparente intorno alla cornea. Questo fenomeno può risultare impressionante e richiede una valutazione se è marcato o persistente.
Perché sono spesso coinvolti entrambi gli occhi?
Gli allergeni presenti nell’aria, come pollini e polvere, tendono a raggiungere entrambi gli occhi. Per questo la congiuntivite allergica è generalmente bilaterale.
I sintomi non devono necessariamente avere la stessa intensità: un occhio può prudere o lacrimare più dell’altro.
Una forte infiammazione limitata a un solo occhio, soprattutto se associata a dolore o alterazioni della vista, richiede invece particolare attenzione perché potrebbe avere un’origine differente.
Quali allergeni possono provocarla?
Tra gli allergeni più comuni troviamo:
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pollini di alberi, erbe e piante;
-
acari della polvere;
-
muffe;
-
residui cutanei e forfora degli animali;
-
sostanze presenti in alcuni cosmetici;
-
alcuni componenti o conservanti dei prodotti oculari;
-
allergeni presenti nell’ambiente di lavoro.
Fumo, vento, smog, cloro e profumi intensi non rappresentano sempre veri allergeni. Possono però irritare la superficie oculare e peggiorare una reazione già presente.
La congiuntivite allergica può comparire soltanto in determinati periodi oppure durante tutto l’anno. Queste due forme sono approfondite nella guida sulla differenza tra congiuntivite allergica stagionale e perenne.
Congiuntivite allergica o virale?
La congiuntivite virale e quella allergica possono entrambe causare arrossamento e lacrimazione. Esistono però alcune differenze indicative.
Nella forma allergica sono più frequenti:
-
prurito intenso;
-
interessamento contemporaneo di entrambi gli occhi;
-
secrezione trasparente;
-
gonfiore delle palpebre;
-
starnuti e rinite;
-
relazione con una stagione o un ambiente.
Nella forma virale possono invece comparire:
-
iniziale coinvolgimento di un solo occhio;
-
successiva diffusione all’altro;
-
recente raffreddore o infezione respiratoria;
-
sensazione di sabbia;
-
linfonodo ingrossato vicino all’orecchio;
-
contatto con una persona affetta da congiuntivite.
La congiuntivite virale può essere contagiosa, mentre quella allergica non lo è.
Congiuntivite allergica o batterica?
La congiuntivite batterica può produrre secrezioni più dense, bianche, giallastre o verdastre. Le palpebre possono risultare incollate al risveglio.
Nella forma allergica prevalgono invece prurito e lacrimazione acquosa.
Queste caratteristiche non consentono sempre una distinzione certa. Non tutte le secrezioni indicano un’infezione batterica e non tutte le congiuntiviti batteriche richiedono automaticamente lo stesso trattamento.
Gli antibiotici non sono utili contro allergie o virus e non dovrebbero essere utilizzati senza un’indicazione appropriata.
Congiuntivite allergica o irritativa?
Fumo, smog, vento, polvere, cloro, solventi e cosmetici possono irritare direttamente la superficie oculare senza provocare necessariamente una reazione allergica.
Nell’irritazione possono prevalere:
-
bruciore;
-
sensazione di corpo estraneo;
-
arrossamento;
-
lacrimazione;
-
relazione immediata con la sostanza irritante.
Il prurito intenso è più indicativo di allergia.
In caso di contatto con detergenti, sostanze chimiche o prodotti corrosivi non bisogna attendere per verificare se si tratta di allergia: è necessario sciacquare immediatamente l’occhio con abbondante acqua e richiedere assistenza.
Congiuntivite allergica o occhio secco?
Anche la secchezza oculare può provocare:
-
arrossamento;
-
bruciore;
-
lacrimazione riflessa;
-
sensazione di sabbia;
-
appannamento intermittente.
Nell’occhio secco tende a prevalere il bruciore, mentre nella congiuntivite allergica è più caratteristico il prurito.
Le due condizioni possono comunque coesistere. Alcuni antistaminici assunti per via orale possono inoltre aumentare la secchezza in determinate persone.
Come riconoscere la rinocongiuntivite allergica?
Quando la reazione coinvolge contemporaneamente occhi e naso si parla di rinocongiuntivite allergica.
Oltre ai sintomi oculari possono comparire:
-
starnuti ripetuti;
-
prurito al naso;
-
naso che cola;
-
congestione nasale;
-
prurito alla gola;
-
tosse legata all’irritazione delle vie respiratorie.
La comparsa simultanea di prurito agli occhi, lacrimazione e sintomi nasali rafforza l’ipotesi di una reazione allergica, senza però sostituire la diagnosi.
Come viene effettuata la diagnosi?
Il professionista valuta i sintomi, il loro andamento e l’aspetto della superficie oculare.
Può essere utile ricostruire:
-
quando compaiono i disturbi;
-
se sono coinvolti entrambi gli occhi;
-
in quali ambienti peggiorano;
-
se ricompaiono nello stesso periodo dell’anno;
-
se sono presenti rinite, asma o dermatite;
-
quali cosmetici o prodotti oculari vengono utilizzati;
-
se si indossano lenti a contatto;
-
quali farmaci sono stati già provati.
Quando gli episodi sono frequenti o non è chiaro quale sostanza li provochi, possono essere indicati accertamenti allergologici.
L’esame serve anche a escludere infezioni, secchezza, problemi corneali e altre cause di occhio rosso.
Cosa fare quando compare il prurito
In presenza di sintomi lievi può essere utile:
-
evitare di strofinare gli occhi;
-
lavare accuratamente le mani;
-
allontanarsi, se possibile, dall’ambiente in cui è comparso il disturbo;
-
sciacquare il viso;
-
applicare un impacco freddo sulle palpebre chiuse;
-
sospendere temporaneamente i cosmetici che aumentano il fastidio;
-
utilizzare lacrime artificiali adatte, quando consigliate;
-
preferire gli occhiali alle lenti a contatto durante la fase acuta.
Non bisogna applicare sugli occhi camomilla, tisane, oli essenziali o altre preparazioni domestiche. Questi prodotti non sono sterili e possono provocare irritazioni o ulteriori reazioni allergiche.
Quali colliri si possono utilizzare?
A seconda della situazione possono essere impiegati:
-
lacrime artificiali;
-
colliri antistaminici;
-
stabilizzatori dei mastociti;
-
prodotti con doppia azione;
-
altri medicinali prescritti nei casi più importanti.
Alcuni prodotti alleviano rapidamente il prurito, mentre altri vengono utilizzati per controllare la risposta allergica nel tempo.
La scelta dipende da intensità, durata, età, uso di lenti a contatto e condizioni della superficie oculare. La guida sui tipi di collirio e sul loro corretto utilizzo spiega le differenze principali.
Perché evitare l’uso autonomo di colliri cortisonici?
I corticosteroidi oftalmici possono essere necessari in alcune forme importanti, ma richiedono prescrizione e controllo.
Un uso improprio può:
-
aumentare la pressione oculare;
-
favorire o mascherare infezioni;
-
ritardare la guarigione della cornea;
-
contribuire alla formazione della cataratta;
-
nascondere il peggioramento del problema.
Non devono quindi essere utilizzati perché avanzati da una precedente terapia o consigliati da una persona che ha avuto sintomi simili.
I colliri che riducono il rossore curano l’allergia?
I colliri vasocostrittori restringono temporaneamente i vasi della superficie oculare e possono rendere l’occhio meno rosso.
Non intervengono necessariamente sulla causa dell’allergia e, se utilizzati frequentemente, possono provocare un arrossamento di rimbalzo.
Non dovrebbero quindi diventare una soluzione abituale senza una corretta valutazione.
Congiuntivite allergica e lenti a contatto
Durante una fase allergica le lenti a contatto possono diventare meno confortevoli. Allergeni e depositi possono accumularsi sulla loro superficie e aumentare l’irritazione.
In presenza di prurito, arrossamento o gonfiore è prudente:
-
rimuovere le lenti;
-
utilizzare temporaneamente gli occhiali;
-
non rimetterle fino alla risoluzione dei sintomi;
-
rispettare tempi di sostituzione e manutenzione;
-
non applicare colliri sopra le lenti se non espressamente compatibili;
-
richiedere un controllo se gli episodi si ripetono.
Dolore, fotofobia o riduzione della vista in un portatore di lenti a contatto richiedono una valutazione tempestiva.
La congiuntivite allergica può danneggiare la vista?
Le forme comuni causano prevalentemente disturbi temporanei e generalmente non producono danni permanenti alla vista.
Un appannamento che scompare sbattendo le palpebre può dipendere dalle lacrime o dalle secrezioni presenti sulla superficie dell’occhio.
Esistono però forme allergiche meno comuni che possono interessare anche la cornea. Una riduzione persistente della vista, il dolore e una fotofobia marcata richiedono quindi un controllo.
Quando rivolgersi a un professionista
È consigliabile richiedere una valutazione quando:
-
i sintomi non migliorano;
-
gli episodi si ripetono frequentemente;
-
non è chiaro se si tratti di allergia o infezione;
-
il prurito interferisce con sonno e attività quotidiane;
-
le palpebre sono molto gonfie;
-
sono presenti secrezioni dense;
-
le lenti a contatto diventano improvvisamente intollerabili;
-
i prodotti utilizzati non risultano efficaci.
Occorre invece intervenire rapidamente in presenza di:
-
dolore oculare intenso;
-
forte sensibilità alla luce;
-
improvvisa riduzione o alterazione della vista;
-
arrossamento molto intenso in un solo occhio;
-
gonfiore importante intorno all’occhio;
-
difficoltà ad aprire l’occhio;
-
trauma;
-
contatto con una sostanza chimica.
Questi sintomi possono indicare un problema diverso dalla comune congiuntivite allergica.
Domande frequenti
Come capire se la congiuntivite è allergica?
Prurito intenso, interessamento di entrambi gli occhi, lacrimazione trasparente e sintomi nasali sono elementi compatibili con una forma allergica. Per una diagnosi certa può essere necessaria una valutazione.
La congiuntivite allergica produce pus?
Generalmente provoca una secrezione acquosa o filamentosa. Una secrezione densa e giallastra è maggiormente compatibile con alcune forme infettive, ma non consente da sola di formulare una diagnosi.
È contagiosa?
No. La congiuntivite allergica non è provocata da virus o batteri e non si trasmette da una persona all’altra.
Può interessare un solo occhio?
Generalmente coinvolge entrambi gli occhi, ma i sintomi possono essere più intensi da un lato. Un forte arrossamento limitato a un solo occhio richiede maggiore attenzione.
Quanto dura?
La durata dipende dall’allergene e dal tempo di esposizione. Può comparire soltanto in determinati periodi oppure ripresentarsi durante tutto l’anno.
Si possono usare colliri antibiotici?
Gli antibiotici non trattano la reazione allergica. Devono essere utilizzati soltanto quando esiste un’indicazione appropriata.
Posso continuare a utilizzare le lenti a contatto?
Durante la fase sintomatica è generalmente più prudente sospenderle e utilizzare gli occhiali, soprattutto in presenza di arrossamento e prurito.
Conclusione
Il segnale più caratteristico della congiuntivite allergica è il prurito intenso, generalmente accompagnato da arrossamento, lacrimazione e gonfiore di entrambi gli occhi.
La presenza contemporanea di starnuti, naso che cola e congestione può indicare una rinocongiuntivite allergica.
Le secrezioni dense, l’interessamento iniziale di un solo occhio o la recente presenza di un’infezione respiratoria possono invece orientare verso altre forme, senza consentire una diagnosi sicura.
La congiuntivite allergica non è contagiosa e solitamente non danneggia la vista. Dolore, forte fotofobia o alterazioni visive persistenti richiedono però una valutazione rapida.

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