Trattamenti lenti degli occhiali da vista- informazioni generali
Non tutti i trattamenti servono allo stesso modo: la scelta dipende da gradazione, abitudini quotidiane, ambiente e tipo di lente
Quando si acquistano nuovi occhiali da vista, la scelta non riguarda soltanto la montatura o la gradazione.
Le lenti possono infatti essere abbinate a diversi trattamenti superficiali o tecnologie specifiche che ne modificano alcune caratteristiche: riduzione dei riflessi, maggiore resistenza ai graffi, minore adesione di acqua e sporco oppure capacità di scurirsi alla luce.
Il punto importante è capire che non esiste un trattamento migliore in assoluto.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Una persona che trascorre molte ore alla guida può avere esigenze differenti rispetto a chi utilizza gli occhiali soprattutto in ufficio, mentre chi lavora in ambienti polverosi o manipola frequentemente la montatura può dare maggiore importanza alla facilità di pulizia e alla resistenza superficiale.
Prima di scegliere i trattamenti è quindi utile partire dalla lente stessa: materiale, indice di rifrazione, geometria e prescrizione devono essere coerenti con le necessità visive. Per una panoramica completa puoi consultare come scegliere le lenti per occhiali da vista.
Antiriflesso: utile soprattutto quando i riflessi diventano fastidiosi
Il trattamento antiriflesso riduce la quantità di luce riflessa dalle superfici della lente.
Una lente non trattata può comportarsi in parte come uno specchio: alcune componenti luminose vengono riflesse invece di attraversarla. Il trattamento antiriflesso mira a ridurre questo fenomeno, rendendo la lente più trasparente e diminuendo i riflessi visibili sia a chi indossa gli occhiali sia a chi lo osserva.
Può essere particolarmente interessante per chi utilizza gli occhiali per molte ore, lavora in presenza di illuminazione artificiale oppure guida spesso in condizioni di scarsa luminosità.
Non va però interpretato come un sistema capace di eliminare qualsiasi abbagliamento o problema visivo.
La qualità del risultato dipende dal trattamento, dal materiale della lente e dalle condizioni di utilizzo.
Per approfondire caratteristiche e vantaggi puoi leggere trattamento antiriflesso: perché può essere utile.
Trattamento indurente: maggiore resistenza, non lenti antigraffio
Molte lenti moderne, soprattutto quelle realizzate in materiali organici, possono ricevere un trattamento indurente progettato per aumentare la resistenza superficiale.
È importante non confonderlo con una protezione assoluta dai graffi.
Una lente trattata può resistere meglio alle normali sollecitazioni quotidiane, ma può comunque essere danneggiata da sabbia, polvere, sfregamento a secco o contatto con superfici abrasive.
La differenza principale riguarda quindi la resistenza all’usura, non l’impossibilità di graffiare la lente.
Questo trattamento può essere particolarmente interessante per chi utilizza gli occhiali durante gran parte della giornata o desidera preservare più a lungo la qualità della superficie.
La corretta manutenzione rimane comunque indispensabile: anche la lente più resistente può rovinarsi se viene pulita ripetutamente nel modo sbagliato.
Idrofobico e oleofobico: lenti più facili da pulire
Alcuni trattamenti superficiali vengono progettati per ridurre l’adesione di acqua, grasso e sporco.
Un rivestimento idrofobico favorisce lo scorrimento delle gocce d’acqua, mentre una superficie oleofobica tende a trattenere meno facilmente impronte e sostanze oleose.
Queste caratteristiche non migliorano direttamente la gradazione o l’acuità visiva, ma possono rendere più semplice mantenere le lenti pulite.
Chi tocca frequentemente gli occhiali, lavora in ambienti umidi oppure utilizza montature molto vicine al viso può apprezzare maggiormente questo tipo di finitura.
Spesso questi trattamenti non vengono proposti singolarmente, ma fanno parte di sistemi multistrato che comprendono anche antiriflesso e indurente.
Per questo, quando si confrontano due lenti, è più utile chiedere quali caratteristiche comprende realmente il trattamento anziché fermarsi al nome commerciale.
Fotocromatiche: utili per chi passa spesso da interno a esterno
Le lenti fotocromatiche modificano il proprio livello di oscuramento in risposta alla luce, diventando più scure all’esterno e tornando progressivamente più chiare in ambienti interni.
Possono essere una soluzione pratica per chi desidera utilizzare lo stesso paio di occhiali in condizioni luminose differenti.
Il comportamento, però, non è identico a quello di un normale occhiale da sole.
La velocità e l’intensità dell’oscuramento possono dipendere da tecnologia, temperatura e quantità di radiazione UV presente. Inoltre, dietro il parabrezza dell’automobile alcune lenti fotocromatiche possono attivarsi meno intensamente perché il vetro filtra parte degli ultravioletti.
Per chi guida molto, quindi, è importante valutare se questa soluzione corrisponda davvero alle proprie esigenze.
Puoi approfondire il funzionamento delle lenti fotocromatiche e quando conviene sceglierle.
Trattamenti per chi lavora molte ore al computer
Chi trascorre gran parte della giornata davanti a uno schermo tende spesso a cercare un trattamento specifico “per il computer”.
La prima caratteristica da valutare rimane una correzione ottica adeguata alla distanza di lavoro.
Un buon antiriflesso può risultare utile per ridurre i riflessi superficiali prodotti da finestre, lampade e altre sorgenti luminose presenti nell’ambiente.
Diverso è il discorso sui trattamenti selettivi per la luce blu.
Non dovrebbero essere presentati come una protezione necessaria per evitare danni oculari causati dai normali schermi digitali. Le evidenze disponibili non mostrano un beneficio chiaro delle lenti filtranti la luce blu nel ridurre l’affaticamento visivo rispetto a lenti non filtranti.
Per chi lavora molte ore al computer contano soprattutto correzione appropriata, distanza, illuminazione, pause e gestione della secchezza oculare.
Se l’utilizzo principale dell’occhiale è professionale, può quindi essere più importante scegliere bene la tipologia di lente che accumulare numerosi trattamenti.
Chi guida di sera dovrebbe scegliere un trattamento particolare?
La guida notturna è una delle situazioni nelle quali la qualità della superficie della lente può diventare particolarmente evidente.
Fari, lampioni e altre sorgenti luminose producono riflessi che possono risultare più fastidiosi quando la lente è sporca, graffiata o priva di un buon trattamento antiriflesso.
Per questo l’antiriflesso nocturna può essere una scelta sensata per chi guida frequentemente di sera.
Non bisogna però aspettarsi che trasformi completamente la visione notturna.
Se una persona avverte aloni molto marcati, difficoltà crescente nella guida o forte sensibilità alla luce, è importante verificare anche che la prescrizione sia corretta e che non esistano altre cause oculari.
Una lente ben progettata e mantenuta offre vantaggi maggiori di un trattamento applicato a una correzione non adeguata.
Più trattamenti significano sempre lenti migliori?
Non necessariamente.
Molte lenti moderne vengono proposte con pacchetti che combinano indurente, antiriflesso, idrofobico e oleofobico.
Questa combinazione può risultare utile perché le diverse caratteristiche lavorano insieme per migliorare trasparenza, resistenza e facilità di manutenzione.
Ciò non significa però che sia necessario aggiungere ogni opzione disponibile.
La scelta dovrebbe essere proporzionata all’uso reale dell’occhiale.
Chi cambia frequentemente ambiente può apprezzare una lente fotocromatica; chi guida molto può dare priorità alla qualità dell’antiriflesso; chi utilizza l’occhiale durante lavori manuali può essere particolarmente interessato alla resistenza e alla manutenzione.
Anche la prescrizione conta.
Lenti molto sottili, asferiche o ad alto indice possono avere caratteristiche superficiali e ottiche che rendono alcuni trattamenti particolarmente consigliabili. Puoi approfondire, ad esempio, cosa sono le lenti asferiche e quando possono essere utili.
La domanda migliore non è quindi “quanti trattamenti posso aggiungere?”, ma “quali caratteristiche migliorano davvero l’uso che farò dei miei occhiali?”.
Una lente ben scelta nasce dall’equilibrio tra prescrizione, materiale, geometria, montatura e trattamenti superficiali.
I trattamenti possono rendere gli occhiali più confortevoli, più resistenti e più semplici da mantenere, ma funzionano meglio quando vengono selezionati in base alle esigenze reali e non come una lista di optional da aggiungere automaticamente.

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