Cosa è l’astigmatismo–Cause–Diagnosi–Cura.
Diagnosi dell'astigmatismo: come si misura cilindro e asse
Come si scopre se una persona è astigmatica?
E soprattutto: come si stabilisce se il cilindro è, per esempio, -0,50, -1,50 oppure -3,00 diottrie e perché nella prescrizione compare anche un asse espresso in gradi?
La diagnosi dell'astigmatismo non consiste semplicemente nel guardare la forma dell'occhio.
È necessario valutare come il sistema ottico focalizza la luce e determinare:
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
presenza dell'astigmatismo;
quantità della componente cilindrica;
orientamento dell'asse;
eventuale miopia o ipermetropia associata;
acutezza visiva ottenibile con la correzione.
In alcuni casi può essere utile analizzare anche la forma della cornea attraverso esami come:
-
cheratometria;
-
topografia corneale;
-
tomografia corneale.
Questi ultimi non sono però necessari automaticamente in ogni persona con un normale astigmatismo.
Per capire prima di tutto che cos'è questo difetto refrattivo, puoi leggere astigmatismo: cos'è, sintomi e cause.
Come si diagnostica l'astigmatismo?
L'astigmatismo viene generalmente individuato durante un esame della vista e della refrazione.
La valutazione può comprendere differenti passaggi, tra cui:
-
misurazione dell'acutezza visiva;
-
refrazione oggettiva;
-
refrazione soggettiva;
-
determinazione di cilindro e asse;
-
valutazione della salute oculare.
A seconda del caso possono essere aggiunti ulteriori esami della cornea.
Non esiste quindi un unico “test dell'astigmatismo”.
La diagnosi nasce dall'insieme delle informazioni raccolte.
Si può capire di essere astigmatici dai sintomi?
I sintomi possono farlo sospettare, ma non sono sufficienti per stabilire una diagnosi.
Una persona astigmatica può riferire:
-
visione sfocata;
-
contorni deformati;
-
necessità di strizzare gli occhi;
-
affaticamento visivo;
-
cefalea durante attività prolungate;
-
difficoltà nella visione notturna;
-
luci che sembrano allungate o poco definite.
Ma sintomi simili possono comparire anche in presenza di:
-
miopia;
-
ipermetropia;
-
secchezza oculare;
-
correzione non aggiornata;
-
altre condizioni oculari.
Per sapere se il problema è realmente astigmatismo serve quindi una misurazione refrattiva.
Un astigmatismo lieve può non dare sintomi?
Sì.
Piccole quantità di astigmatismo possono essere:
-
poco percepite;
-
ben tollerate;
-
scoperte casualmente durante un controllo.
Questo spiega perché una persona può essere astigmatica senza aver mai pensato di esserlo.
Nei bambini il fenomeno è ancora più importante, perché possono non rendersi conto che la loro visione è meno nitida del normale.
Qual è il primo esame che si fa?
Uno dei primi elementi valutati è generalmente l'acutezza visiva.
Alla persona vengono mostrati:
-
lettere;
-
simboli;
-
altri optotipi;
a una determinata distanza.
Questo permette di stabilire quanto nitidamente riesca a vedere.
L'acutezza visiva, però, non dice da sola quale sia la causa della sfocatura.
Una riduzione può essere dovuta a:
-
miopia;
-
ipermetropia;
-
astigmatismo;
-
combinazione di questi difetti;
-
altre problematiche oculari.
Serve quindi procedere alla misurazione della refrazione.
Cos'è la refrazione?
La refrazione è la procedura con cui viene determinato il potere ottico necessario per ottenere la migliore correzione possibile.
Da questa valutazione deriva la prescrizione che può comprendere:
-
SPH / sfera;
-
CYL / cilindro;
-
AX / asse.
Nell'astigmatismo, cilindro e asse sono particolarmente importanti.
Cos'è la refrazione oggettiva?
Nella refrazione oggettiva il professionista ottiene una stima dell'errore refrattivo senza basarsi esclusivamente sulle risposte della persona.
Può essere eseguita con strumenti come:
-
autorefrattometro;
-
retinoscopio.
Il risultato rappresenta generalmente un punto di partenza.
Non significa necessariamente che i valori prodotti automaticamente da uno strumento corrispondano già alla prescrizione definitiva.
Cosa fa l'autorefrattometro?
L'autorefrattometro analizza il comportamento della luce che entra e ritorna dall'occhio e stima automaticamente la refrazione.
Può fornire dati relativi a:
-
sfera;
-
cilindro;
-
asse.
È molto utile come misura preliminare.
La prescrizione finale, però, può essere affinata attraverso ulteriori valutazioni.
Quindi basta il risultato automatico?
Non necessariamente.
Due misurazioni automatiche possono anche presentare piccole differenze.
Inoltre la prescrizione ottimale deve essere valutata considerando:
-
acutezza visiva;
-
risposta soggettiva;
-
equilibrio tra i due occhi;
-
età;
-
precedente correzione;
-
sintomi.
Per questo l'autorefrattometria non deve essere considerata semplicemente come:
“la macchina ha stampato la ricetta definitiva”.
Cos'è la retinoscopia?
La retinoscopia è una tecnica oggettiva con cui viene proiettata una luce nell'occhio osservando il comportamento del riflesso proveniente dalla retina.
Utilizzando differenti lenti è possibile stimare l'errore refrattivo.
È particolarmente utile, tra le altre situazioni:
-
nei bambini;
-
nelle persone che collaborano poco alla refrazione soggettiva;
-
come verifica della refrazione.
Cos'è la refrazione soggettiva?
È la fase che molte persone ricordano come:
“meglio uno o meglio due?”
Vengono presentate differenti combinazioni di lenti e si confronta la qualità della visione.
Lo scopo è affinare:
-
sfera;
-
cilindro;
-
asse;
per trovare la correzione che offre il miglior equilibrio visivo.
Come viene misurato il cilindro?
Il cilindro indica la quantità di correzione necessaria per compensare la differenza di potere nei diversi meridiani dell'occhio.
Può comparire nella prescrizione, per esempio, come:
CYL -0,75
oppure:
CYL -2,00
Maggiore è il valore assoluto del cilindro, maggiore è la componente astigmatica della prescrizione.
Non va però confuso con la sfera.
Come viene determinato l'asse?
L'asse indica l'orientamento della componente cilindrica.
Viene espresso in gradi:
da 0° a 180°.
Per esempio:
CYL -1,50 AX 180°
oppure:
CYL -1,50 AX 90°.
La quantità di cilindro è identica nei due esempi.
Cambia invece l'orientamento.
Asse 180° significa astigmatismo più forte?
No.
Un asse di:
-
10°;
-
90°;
-
130°;
-
180°;
non indica da solo la gravità del difetto.
La quantità della componente astigmatica è descritta principalmente dal cilindro.
L'asse dice in quale orientamento deve essere applicata la correzione.
Perché l'asse è così importante?
Perché la correzione cilindrica deve essere orientata correttamente.
Una lente con il cilindro giusto ma con un asse significativamente diverso da quello necessario può produrre una correzione non ottimale.
L'importanza della precisione aumenta generalmente con l'aumentare del cilindro.
Per questo con un astigmatismo elevato diventano particolarmente rilevanti:
-
prescrizione;
-
realizzazione;
-
montaggio;
-
stabilità della montatura.
Per approfondire consulta astigmatismo elevato: problemi con occhiali e lenti.
Cos'è il cilindro crociato di Jackson?
Durante la refrazione soggettiva può essere utilizzata una lente chiamata cilindro crociato di Jackson, o JCC.
Serve principalmente per affinare:
-
potere del cilindro;
-
asse.
La persona confronta differenti condizioni e indica quale produce l'immagine più nitida.
Attraverso questi confronti il professionista può perfezionare la correzione astigmatica.
Perché cilindro e asse possono cambiare tra una visita e l'altra?
Piccole variazioni possono verificarsi.
Possono dipendere da:
-
reale cambiamento refrattivo;
-
condizioni dell'occhio al momento della misurazione;
-
film lacrimale;
-
accomodazione;
-
metodologia;
-
variabilità della risposta soggettiva.
Una piccola differenza non indica necessariamente che una delle due prescrizioni sia “sbagliata”.
Cambiamenti importanti o progressivi, invece, possono meritare approfondimento.
Cos'è la cheratometria?
La cheratometria misura la curvatura della parte centrale della superficie anteriore della cornea.
Permette di stimare:
-
potere corneale;
-
differenza di curvatura tra i principali meridiani;
-
orientamento dell'astigmatismo corneale.
È importante ricordare però che:
astigmatismo corneale e astigmatismo totale della prescrizione non sono necessariamente identici.
Anche le strutture interne dell'occhio possono contribuire all'astigmatismo refrattivo complessivo.
Quindi la cheratometria dà direttamente il cilindro degli occhiali?
Non necessariamente.
La cheratometria descrive principalmente la superficie corneale anteriore.
La prescrizione degli occhiali descrive invece il risultato refrattivo complessivo dell'occhio.
Il cilindro finale può quindi dipendere anche da altre componenti del sistema ottico.
Cos'è la topografia corneale?
La topografia corneale produce una mappa dettagliata della curvatura della cornea.
Consente di osservare come la forma cambia nelle diverse zone della superficie.
Può essere particolarmente utile quando è necessario valutare:
-
astigmatismo irregolare;
-
sospetto cheratocono;
-
variazioni corneali;
-
fitting di alcune lenti a contatto;
-
candidati alla chirurgia refrattiva.
Tutti gli astigmatici devono fare una topografia?
No.
Questa è una correzione importante rispetto al vecchio articolo.
Non è vero che durante ogni normale visita per astigmatismo l'oculista debba necessariamente:
“scansionare tutto il bulbo oculare in tre dimensioni”.
Per molti astigmatismi regolari una normale valutazione refrattiva è sufficiente per prescrivere gli occhiali.
Topografia e tomografia diventano particolarmente utili quando esistono indicazioni specifiche.
Quando può essere richiesta la topografia?
Può essere considerata soprattutto quando:
-
l'astigmatismo è irregolare;
-
la prescrizione cambia rapidamente;
-
gli occhiali non permettono di ottenere la qualità visiva prevista;
-
si sospetta cheratocono;
-
si valuta chirurgia refrattiva;
-
si devono applicare particolari lenti a contatto;
-
esistono precedenti interventi corneali.
Topografia e tomografia sono la stessa cosa?
Non esattamente.
Topografia corneale
Analizza principalmente la forma e la curvatura della superficie corneale.
Tomografia corneale
Permette di ricostruire informazioni più complete sulla cornea, incluse caratteristiche delle superfici e dello spessore a seconda dello strumento utilizzato.
Sono esami complementari che possono essere particolarmente utili nello studio delle irregolarità corneali.
Perché sono importanti nel cheratocono?
Il cheratocono può causare progressiva irregolarità e deformazione della cornea.
Nelle fasi iniziali alcuni cambiamenti possono non essere evidenti con una semplice osservazione.
L'imaging corneale può quindi essere particolarmente utile per:
-
riconoscere pattern sospetti;
-
caratterizzare l'irregolarità;
-
seguire nel tempo eventuali modifiche.
Avere un normale astigmatismo, comunque, non significa avere un cheratocono.
Quando sospettare che un astigmatismo non sia semplicemente “normale”?
Un approfondimento può essere utile quando si osservano:
-
aumento rapido del cilindro;
-
importante cambiamento dell'asse;
-
visione che non migliora come previsto con gli occhiali;
-
forte differenza tra i due occhi;
-
astigmatismo molto irregolare;
-
immagini fantasma persistenti;
-
sospetta patologia corneale.
Questi elementi non permettono da soli di fare una diagnosi, ma possono giustificare ulteriori esami.
Cos'è l'astigmatismo regolare?
Nell'astigmatismo regolare, i principali meridiani ottici presentano un'organizzazione sufficientemente regolare da poter essere descritta attraverso una normale correzione sfero-cilindrica.
È la forma che più comunemente viene corretta mediante:
-
occhiali;
-
lenti a contatto toriche.
Cos'è l'astigmatismo irregolare?
Nell'astigmatismo irregolare la distribuzione del potere non può essere descritta adeguatamente attraverso un semplice cilindro orientato secondo un unico asse.
Può essere associato, per esempio, a:
-
cheratocono;
-
cicatrici;
-
trauma corneale;
-
modificazioni dopo interventi;
-
altre irregolarità corneali.
In questi casi la diagnosi richiede spesso una valutazione più approfondita.
Astigmatismo corneale e astigmatismo interno
L'astigmatismo totale dell'occhio può essere considerato il risultato dell'interazione tra differenti componenti.
Astigmatismo corneale
Dipende principalmente dalla geometria della cornea.
Astigmatismo interno
Può derivare soprattutto dal cristallino e dalle altre componenti interne dell'occhio.
La prescrizione finale rappresenta il risultato refrattivo complessivo.
Questo spiega perché il cilindro misurato sulla cornea non coincide sempre perfettamente con quello degli occhiali.
Cosa significa una prescrizione con astigmatismo?
Consideriamo:
OD: SF -2,00 / CYL -1,25 / AX 175°
Significa che nell'occhio destro è presente:
-
una componente sferica di -2,00 D;
-
una componente cilindrica di -1,25 D;
-
un asse di 175°.
La stessa lente può quindi correggere contemporaneamente:
miopia + astigmatismo.
E se la sfera è positiva?
Per esempio:
SF +2,00 / CYL -1,00 / AX 90°
la prescrizione contiene:
-
una componente ipermetropica;
-
una componente astigmatica.
Astigmatismo e ipermetropia possono quindi essere presenti contemporaneamente.
Per approfondire leggi ipermetropia e astigmatismo insieme.
Perché alcune prescrizioni hanno cilindro positivo e altre negativo?
Esistono due modi convenzionali di scrivere una prescrizione astigmatica:
-
cilindro positivo;
-
cilindro negativo.
Attraverso una trasformazione matematica chiamata trasposizione, la stessa correzione ottica può essere scritta nei due formati.
Per questo non bisogna confrontare soltanto il segno del cilindro.
Bisogna considerare insieme:
sfera + cilindro + asse.
La quantità di astigmatismo decide automaticamente se servono gli occhiali?
No.
La decisione dipende anche da:
-
acutezza visiva;
-
sintomi;
-
età;
-
presenza di altri difetti;
-
differenza tra i due occhi;
-
utilizzo della vista;
-
sviluppo visivo nei bambini.
Un astigmatismo molto lieve può non richiedere sempre correzione.
Un valore maggiore o sintomatico può invece trarre beneficio dalla correzione.
È possibile avere astigmatismo e vedere 10/10?
Sì.
Soprattutto con astigmatismi piccoli, una persona può ottenere una buona acutezza visiva anche senza correzione.
Inoltre:
10/10 non significa necessariamente qualità visiva perfetta in qualsiasi condizione.
Una persona può leggere bene l'ottotipo ma percepire comunque:
-
maggiore affaticamento;
-
luci meno definite;
-
difficoltà notturna.
L'astigmatismo deve essere corretto fino a 10/10?
Non esiste una garanzia universale che qualsiasi occhio astigmatico debba raggiungere necessariamente una determinata acutezza.
La capacità visiva finale dipende anche dalla salute di:
-
cornea;
-
retina;
-
nervo ottico;
-
altre strutture oculari.
Una normale correzione sfero-cilindrica può compensare il difetto refrattivo, ma non può correggere eventuali altre cause di ridotta visione.
Come si misura l'astigmatismo nei bambini?
Anche nei bambini possono essere utilizzate:
-
retinoscopia;
-
autorefrattometria;
-
valutazione dell'acutezza visiva;
-
refrazione.
In età pediatrica può essere particolarmente utile la cicloplegia, che riduce temporaneamente l'accomodazione e permette una valutazione più affidabile della refrazione.
Questo è importante soprattutto quando astigmatismo e altri errori refrattivi sono presenti insieme.
Perché diagnosticare l'astigmatismo nei bambini è importante?
Un bambino può non accorgersi di vedere sfocato.
Se un astigmatismo significativo rimane non corretto durante il periodo di sviluppo visivo, in alcune situazioni può contribuire all'ambliopia.
Il rischio dipende da:
-
entità del difetto;
-
differenza tra i due occhi;
-
età;
-
presenza di altri errori refrattivi.
Lo screening scolastico diagnostica completamente l'astigmatismo?
Non necessariamente.
Uno screening può identificare bambini che necessitano di ulteriori controlli.
Ma:
screening ≠ esame oculare completo.
Se viene rilevato un possibile problema refrattivo, può essere necessaria una valutazione più approfondita.
La diagnosi dice anche quale lente utilizzare?
La refrazione permette di stabilire i valori di correzione.
La scelta della lente da occhiale richiede poi di trasformare la prescrizione in un prodotto reale considerando:
-
potere;
-
cilindro;
-
asse;
-
materiale;
-
indice;
-
montatura;
-
centratura.
Per approfondire questo passaggio consulta lenti astigmatiche: cilindro, asse e funzionamento.
E dopo la diagnosi, come si corregge?
Le possibilità principali sono:
-
occhiali;
-
lenti a contatto toriche;
-
in adulti selezionati, chirurgia refrattiva.
La soluzione migliore dipende dal tipo di astigmatismo e dalle esigenze individuali.
Abbiamo dedicato una guida specifica a come correggere l'astigmatismo: occhiali, lenti a contatto o laser.
Gli occhiali correggono anche astigmatismi elevati?
Molti astigmatismi regolari anche importanti possono essere corretti con gli occhiali.
Con cilindri elevati, però, diventano particolarmente importanti:
-
precisione dell'asse;
-
centratura;
-
montaggio;
-
posizione della montatura;
-
adattamento.
Per questo abbiamo separato il tema nella guida astigmatismo elevato: problemi con occhiali e lenti.
Quando ripetere la misurazione?
Non esiste una frequenza universale identica per tutti.
È opportuno rivalutare la refrazione quando:
-
cambia la qualità visiva;
-
compaiono nuovi disturbi;
-
gli occhiali non sembrano più adeguati;
-
il cilindro sta cambiando;
-
cambia significativamente l'asse;
-
nel bambino è necessario seguire lo sviluppo visivo.
In presenza di variazioni insolite può essere indicata anche una valutazione più approfondita della cornea.
Diagnosi dell'astigmatismo: cosa ricordare
1. I sintomi da soli non permettono di diagnosticare l'astigmatismo.
2. La misurazione principale è la refrazione.
3. Il cilindro indica la quantità della componente astigmatica.
4. L'asse ne indica l'orientamento.
5. Autorefrattometro e retinoscopia forniscono misurazioni oggettive utili.
6. La refrazione soggettiva permette di affinare la correzione.
7. Cheratometria e prescrizione degli occhiali non misurano esattamente la stessa cosa.
8. La topografia non è obbligatoria per qualsiasi normale astigmatismo.
9. Topografia e tomografia sono particolarmente utili quando si sospettano irregolarità corneali o prima di alcune procedure.
10. Un cambiamento importante o insolito dell'astigmatismo può richiedere ulteriori accertamenti.
In sintesi
La diagnosi dell'astigmatismo non consiste semplicemente nell'osservare se la cornea è “più o meno curva”.
Bisogna stabilire come l'intero sistema ottico dell'occhio rifrange la luce.
La refrazione permette di determinare i parametri fondamentali:
sfera + cilindro + asse.
Quando necessario, esami come:
-
cheratometria;
-
topografia;
-
tomografia corneale;
permettono di studiare più approfonditamente la forma della cornea e distinguere un comune astigmatismo regolare da situazioni più complesse.
Una volta stabilita la prescrizione, si può passare alla scelta della correzione.
Per capire il difetto dall'inizio leggi astigmatismo: cos'è, sintomi e cause.
Per conoscere le diverse soluzioni consulta come correggere l'astigmatismo.
Se stai scegliendo gli occhiali continua con occhiali per astigmatismo.
Per una panoramica più ampia torna ai difetti visivi più comuni e alle loro correzioni.

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