L’educazione alla tutela degli occhi può evitare la miopia?
La miopia è sempre più frequente tra bambini e ragazzi e molti genitori si chiedono se sia possibile fare qualcosa per evitarne la comparsa.
La risposta richiede una precisazione importante.
Non esiste un comportamento capace di garantire che un bambino non diventerà miope.
La miopia dipende infatti dall'interazione tra:
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
predisposizione genetica;
crescita dell'occhio;
fattori ambientali;
quantità di attività svolta da vicino;
tempo trascorso all'aperto.
Esistono però alcune abitudini associate a un minor rischio di sviluppare miopia e che possono quindi essere incoraggiate fin dall'infanzia.
Tra queste, una delle più importanti è trascorrere regolarmente tempo all'aperto durante il giorno.
Anche la gestione del lavoro da vicino, delle pause e dell'uso degli schermi può avere un ruolo.
Vediamo cosa sappiamo oggi.
Che cos'è la miopia?
La miopia è un difetto refrattivo nel quale, in condizioni di accomodazione rilassata, la luce proveniente da lontano viene focalizzata davanti alla retina invece che direttamente su di essa.
La persona miope vede quindi generalmente:
meglio da vicino e meno nitidamente da lontano.
Nella maggior parte dei bambini la miopia è associata soprattutto a una crescita eccessiva della lunghezza assiale dell'occhio.
Puoi approfondire nella guida cosa significa essere miopi.
La miopia nei bambini è ereditaria?
La componente genetica è importante.
Un bambino con uno o entrambi i genitori miopi presenta generalmente una probabilità maggiore di sviluppare miopia rispetto a un bambino senza familiarità.
Ma la genetica non spiega tutto.
Il rapido aumento della prevalenza della miopia osservato in diverse popolazioni indica che anche i fattori ambientali e comportamentali hanno un ruolo importante.
Possiamo quindi pensare alla miopia come al risultato dell'interazione tra:
predisposizione individuale + ambiente visivo.
Si può evitare completamente la miopia?
Non possiamo garantirlo.
Alcuni bambini possono diventare miopi anche adottando ottime abitudini visive.
Altri possono non svilupparla pur utilizzando molto la visione da vicino.
La prevenzione deve quindi essere interpretata come:
riduzione del rischio e possibile ritardo dell'insorgenza
e non come una garanzia assoluta.
Questo è particolarmente importante perché un'insorgenza più precoce lascia più anni durante i quali la miopia può progredire.
Perché si cerca di ritardare l'insorgenza della miopia?
La miopia tende spesso ad aumentare durante gli anni della crescita.
Un bambino che diventa miope molto presto può quindi avere più tempo perché il difetto progredisca.
Ridurre il rischio di insorgenza precoce può contribuire a diminuire la probabilità di raggiungere livelli elevati di miopia.
La miopia elevata è importante non soltanto perché richiede lenti più potenti, ma perché è associata a un maggior rischio di alcune complicazioni oculari nel corso della vita.
Per conoscere le diverse classificazioni puoi leggere tipi di miopia: assiale, refrattiva, alta e patologica.
Qual è l'abitudine più utile per ridurre il rischio di miopia?
Una delle associazioni più solide riguarda il tempo trascorso all'aperto durante il giorno.
I bambini che passano regolarmente più tempo all'aperto presentano mediamente un rischio inferiore di sviluppare miopia.
Per questo incoraggiare:
-
gioco all'aperto;
-
passeggiate;
-
attività ricreative;
-
sport all'aperto;
può rappresentare una strategia semplice e utile.
Quanto tempo dovrebbe trascorrere un bambino all'aperto?
Le indicazioni delle organizzazioni internazionali non sono identiche al minuto, ma convergono sul valore di un'esposizione quotidiana regolare alla luce del giorno.
Una regola pratica ragionevole è puntare a circa:
90–120 minuti al giorno all'aperto, quando possibile.
Non deve però essere interpretata come una formula matematica:
2 ore = niente miopia.
Non funziona così.
È piuttosto un'abitudine associata a una riduzione del rischio a livello di popolazione.
Perché stare all'aperto può proteggere dalla miopia?
Il meccanismo non è ancora completamente spiegato.
Probabilmente contribuiscono diversi fattori.
All'esterno:
-
i livelli di illuminazione sono molto superiori rispetto agli ambienti interni;
-
lo sguardo viene utilizzato più frequentemente a distanze differenti;
-
si trascorre generalmente meno tempo in attività continue a distanza molto ravvicinata.
Sono stati studiati anche meccanismi biologici legati alla risposta della retina alla luce.
Quello che sappiamo con maggiore sicurezza è l'associazione:
più tempo all'aperto durante l'infanzia → minore probabilità di comparsa della miopia.
Bisogna stare direttamente al sole?
No.
“Tempo all'aperto” non significa fissare il sole o esporsi senza protezione.
La normale attività all'esterno durante le ore diurne è sufficiente per ottenere livelli di illuminazione molto superiori rispetto alla maggior parte degli ambienti interni.
Bisogna comunque utilizzare le normali misure di protezione solare appropriate:
-
cappello;
-
ombra;
-
occhiali da sole adeguati quando necessari;
-
protezione della pelle.
Non bisogna mai guardare direttamente il sole.
Gli schermi causano la miopia?
È una domanda più complessa di quanto sembri.
Non è corretto affermare semplicemente:
“tablet e smartphone causano la miopia”.
Gli studi hanno trovato associazioni tra maggiore utilizzo degli schermi e miopia, ma non è ancora chiaro se i dispositivi digitali rappresentino un rischio specifico superiore alle altre attività prolungate da vicino.
Il punto più importante sembra essere il comportamento visivo complessivo.
Per esempio:
-
molte ore a distanza ravvicinata;
-
poche pause;
-
lettura molto vicina;
-
poco tempo all'aperto.
Lo stesso ragionamento può riguardare anche attività non digitali come:
-
studio;
-
lettura;
-
disegno;
-
compiti.
Quindi smartphone e tablet non sono il problema principale?
Meglio dire che non sono l'unico problema.
Un bambino potrebbe utilizzare poco il tablet ma trascorrere molte ore:
-
leggendo;
-
studiando;
-
disegnando;
a distanza molto ravvicinata.
Dal punto di vista della miopia, anche questo è lavoro da vicino.
Viceversa, limitare gli schermi ma continuare a trascorrere quasi tutta la giornata al chiuso non affronta necessariamente tutti i fattori ambientali associati al rischio.
Per questo la strategia più ragionevole è:
gestire il lavoro da vicino + aumentare il tempo all'aperto.
La televisione ha lo stesso effetto dello smartphone?
Non necessariamente.
La distanza di osservazione è molto diversa.
Uno smartphone viene generalmente utilizzato a poche decine di centimetri dagli occhi.
La televisione viene osservata da molto più lontano.
Per questo parlare genericamente di “ore davanti agli schermi” può essere troppo semplicistico.
Dal punto di vista del lavoro da vicino, smartphone, tablet e libri sono più rilevanti rispetto a uno schermo osservato a diversi metri di distanza.
Quanto vicino è troppo vicino?
È utile evitare di mantenere libri e dispositivi molto vicini agli occhi per periodi prolungati.
Come regola pratica:
-
mantenere una distanza di lettura confortevole;
-
evitare di avvicinare continuamente il viso al libro o allo schermo;
-
modificare regolarmente la distanza di fissazione.
Una distanza molto corta e mantenuta per periodi prolungati è stata associata a un maggior rischio di miopia in diversi studi osservazionali.
Bisogna fare pause durante lo studio?
Sì, è una buona abitudine.
Durante attività prolungate da vicino è utile interrompere periodicamente la fissazione e guardare a distanza.
Questo consente anche di:
-
cambiare l'accomodazione;
-
aumentare l'ammiccamento;
-
ridurre il fastidio visivo;
-
interrompere periodi molto lunghi di lavoro ravvicinato.
Non bisogna però presentare una regola sulle pause come una “cura della miopia”.
È una buona abitudine visiva, non una garanzia.
Cos'è la regola 20-20-20?
È una regola pratica spesso utilizzata per ricordarsi di interrompere periodicamente il lavoro da vicino.
Consiste nel:
ogni 20 minuti, guardare per circa 20 secondi qualcosa a circa 20 piedi, cioè 6 metri, di distanza.
Non esistono prove che questa formula precisa impedisca la miopia.
Può però essere un modo semplice per ricordare a bambini e adulti di non mantenere continuamente la stessa attività ravvicinata.
Leggere molto fa diventare miopi?
Non possiamo dire:
“leggere causa la miopia”.
La lettura è un'attività fondamentale e non deve certo essere scoraggiata.
Gli studi indicano però un'associazione tra alcune modalità intense di lavoro da vicino e una maggiore probabilità di miopia.
Il consiglio non è quindi:
leggere meno
ma:
leggere con una distanza adeguata, fare pause e bilanciare lo studio con tempo trascorso all'aperto.
Studiare molto è dannoso per gli occhi?
No.
Studiare non “rovina” gli occhi.
Questa sarebbe una conclusione sbagliata.
Il punto riguarda il comportamento visivo durante molte ore di attività ravvicinata.
Un bambino può tranquillamente studiare, leggere e utilizzare strumenti digitali adottando alcune abitudini:
-
distanza adeguata;
-
illuminazione confortevole;
-
pause;
-
alternanza delle distanze;
-
tempo all'aperto.
L'illuminazione della stanza può prevenire la miopia?
Una buona illuminazione rende sicuramente più confortevoli:
-
lettura;
-
studio;
-
scrittura.
Ma non possiamo dire che una particolare lampada o quantità di luce artificiale impedisca lo sviluppo della miopia.
Il dato più consistente riguarda il tempo trascorso all'aperto in luce diurna, che non è semplicemente equivalente ad aumentare l'illuminazione di una stanza.
La luce blu degli schermi provoca miopia?
Non abbiamo evidenze per affermarlo.
La miopia non viene spiegata come conseguenza della componente blu emessa dagli schermi.
Quando parliamo del possibile rapporto tra dispositivi digitali e miopia dobbiamo considerare soprattutto:
-
distanza di utilizzo;
-
durata del lavoro da vicino;
-
pause;
-
tempo sottratto alle attività all'aperto.
Non è quindi corretto acquistare automaticamente un filtro luce blu pensando che possa prevenire la miopia.
Gli occhiali anti luce blu prevengono la miopia?
No.
Un filtro selettivo della luce blu non è un trattamento di prevenzione o controllo della miopia.
È importante distinguere il filtraggio di determinate lunghezze d'onda dalle strategie specificamente studiate per il controllo miopico.
Una buona alimentazione previene la miopia?
Una dieta equilibrata è importante per:
-
crescita;
-
salute generale;
-
salute oculare.
Ma non abbiamo basi per promettere che mangiare:
-
carote;
-
pesce;
-
vitamine;
-
omega-3;
-
frutta e verdura;
prevenga la comparsa della comune miopia refrattiva.
Per questo eliminerei la vecchia impostazione secondo cui determinate scelte alimentari rappresenterebbero una strategia specifica “antimiopia”.
Mangiare bene è importante, ma non sostituisce le strategie realmente studiate per la miopia.
Fare sport previene la miopia?
Lo sport in sé non è una terapia contro la miopia.
Molte attività sportive, però, vengono svolte all'aperto.
È probabilmente questo uno dei motivi per cui incoraggiare il gioco e lo sport all'esterno può risultare utile.
Un bambino non deve necessariamente praticare uno sport competitivo.
Può essere sufficiente:
-
giocare;
-
camminare;
-
andare al parco;
-
andare in bicicletta;
-
trascorrere tempo all'esterno.
Se un bambino è già miope, stare all'aperto basta?
No.
Questo è un punto fondamentale.
Il tempo all'aperto è particolarmente importante nella prevenzione o nel possibile ritardo dell'insorgenza della miopia.
Quando la miopia è già comparsa e sta progredendo, può essere necessario valutare strategie specifiche di controllo della progressione.
Le abitudini di vita restano utili, ma potrebbero non essere sufficienti da sole.
Correggere la miopia e controllarne la progressione sono la stessa cosa?
No.
Correzione della miopia
Serve a ottenere una visione nitida.
Può essere realizzata con:
-
occhiali;
-
lenti a contatto appropriate.
Controllo della progressione
Ha l'obiettivo di ridurre la velocità con cui la miopia aumenta durante la crescita.
Sono due obiettivi differenti.
Quali sistemi esistono per il controllo della miopia?
Oggi esistono diverse strategie che possono essere valutate nei bambini selezionati.
A seconda del caso e della disponibilità possono comprendere:
-
particolari design di lenti oftalmiche;
-
lenti a contatto morbide specifiche per il controllo miopico;
-
ortocheratologia;
-
atropina a basse concentrazioni in protocolli clinici appropriati.
Non esiste una soluzione migliore per tutti.
La scelta dipende da:
-
età;
-
velocità di progressione;
-
prescrizione;
-
caratteristiche oculari;
-
capacità di gestione;
-
disponibilità dei trattamenti;
-
valutazione professionale.
Cos'è l'ortocheratologia?
L'ortocheratologia utilizza particolari lenti a contatto rigide indossate secondo uno specifico programma, generalmente durante il sonno, per modificare temporaneamente la forma della cornea.
In bambini selezionati viene utilizzata anche come strategia per il controllo della progressione della miopia.
Richiede però:
-
fitting professionale;
-
controlli;
-
corretta igiene;
-
rispetto rigoroso delle indicazioni.
Puoi approfondire nella guida ortocheratologia: cos'è e a cosa serve.
Gli occhiali normali rallentano la miopia?
Gli occhiali monofocali tradizionali correggono il difetto refrattivo e permettono di vedere nitidamente.
Non devono essere presentati come un trattamento specifico per rallentare la progressione della miopia.
Esistono invece particolari design di lenti studiati espressamente per il controllo miopico.
È importante non confondere le due categorie.
Tenere una gradazione più bassa può rallentare la miopia?
Non è una strategia da adottare autonomamente.
La sottocorrezione intenzionale non deve essere utilizzata come metodo casalingo per rallentare la miopia.
Un bambino deve utilizzare la correzione prescritta e seguire le indicazioni ricevute durante i controlli.
Come capire se un bambino sta diventando miope?
Un bambino può non rendersi immediatamente conto che la propria visione da lontano è peggiorata.
Alcuni segnali possibili sono:
-
avvicinarsi alla televisione;
-
non leggere bene la lavagna;
-
strizzare gli occhi per vedere lontano;
-
avvicinare molto gli oggetti;
-
lamentare difficoltà nella visione a distanza;
-
riconoscere con difficoltà persone o dettagli lontani.
Ma la miopia può anche essere presente senza sintomi evidenti.
Per questo i controlli della vista sono importanti.
Un bambino che non si lamenta vede sicuramente bene?
No.
I bambini possono adattarsi molto facilmente a ciò che vedono.
Se la visione cambia gradualmente possono considerarla “normale” perché non hanno un riferimento differente.
Per questo non bisogna aspettare necessariamente che il bambino dica:
“vedo male”.
Gli screening scolastici sono sufficienti?
Gli screening possono essere utili per individuare bambini che potrebbero avere un problema visivo.
Ma:
screening non significa visita oculistica completa.
Se emerge un'anomalia, oppure esistono fattori di rischio o sintomi, è necessaria una valutazione appropriata.
Quando è particolarmente importante controllare la vista?
È utile prestare maggiore attenzione quando:
-
uno o entrambi i genitori sono miopi;
-
il bambino mostra difficoltà nel vedere lontano;
-
la gradazione sta aumentando rapidamente;
-
il bambino trascorre moltissimo tempo in attività ravvicinate;
-
passa poco tempo all'aperto;
-
insegnanti o genitori osservano cambiamenti nel comportamento visivo.
La miopia può provocare cataratta, glaucoma o retinopatia nei bambini?
Bisogna correggere nettamente la vecchia formulazione dell'articolo.
Non è corretto dire che un bambino che utilizza molto gli schermi finirà più avanti per sviluppare:
-
cataratta;
-
glaucoma;
-
retinopatia;
-
presbiopia.
Sono condizioni differenti, con cause e fattori di rischio differenti.
La miopia elevata, soprattutto quando associata a un notevole allungamento del bulbo oculare, è però collegata a un maggiore rischio di alcune patologie oculari nel corso della vita.
È un motivo in più per cercare di evitare, quando possibile, una progressione eccessiva.
La miopia alta è una malattia?
Non necessariamente.
La miopia elevata e la miopia patologica non sono sinonimi.
Si può avere una miopia elevata senza presentare le alterazioni degenerative caratteristiche della miopia patologica.
Per questo è importante utilizzare termini precisi.
È colpa dei genitori se un bambino diventa miope?
No.
La miopia è multifattoriale.
La familiarità genetica può avere un ruolo importante e nessun genitore può controllare tutte le variabili coinvolte.
L'obiettivo non deve essere cercare una colpa, ma adottare comportamenti ragionevoli e intervenire precocemente quando il difetto compare.
Cosa può fare concretamente una famiglia?
Possiamo riassumere le strategie più ragionevoli in alcune semplici abitudini.
1. Favorire il tempo all'aperto
Quando possibile, puntare a una presenza quotidiana regolare all'esterno durante il giorno.
2. Evitare lunghi periodi ininterrotti da vicino
Studio, lettura e dispositivi digitali dovrebbero essere intervallati da pause.
3. Mantenere una distanza di lettura adeguata
Evitare di tenere libri o dispositivi continuamente a pochi centimetri dagli occhi.
4. Non concentrarsi soltanto sugli schermi
Anche libri, compiti e altre attività ravvicinate fanno parte del lavoro da vicino.
5. Controllare periodicamente la vista
Soprattutto se esiste familiarità o compaiono segnali di difficoltà.
6. Se la miopia progredisce, parlarne con il professionista
Oggi esistono strategie specifiche di gestione della progressione che possono essere valutate caso per caso.
Le 7 regole da ricordare
1. La miopia non può essere sempre evitata.
2. La genetica conta, ma non è l'unico fattore.
3. Più tempo all'aperto è associato a un minor rischio di insorgenza.
4. Lavoro da vicino molto intenso e prolungato è un fattore da gestire.
5. Smartphone e tablet non sono l'unica forma di lavoro da vicino.
6. Dieta e filtri luce blu non sono strategie specifiche per prevenire la miopia.
7. Se la miopia compare e progredisce, esistono interventi specifici da valutare professionalmente.
In sintesi
Una buona educazione visiva può essere utile, ma non bisogna promettere che possa impedire completamente a un bambino di diventare miope.
Le evidenze disponibili indicano soprattutto l'importanza di:
-
trascorrere regolarmente tempo all'aperto;
-
evitare periodi molto lunghi e ininterrotti di lavoro ravvicinato;
-
mantenere distanze di lettura appropriate;
-
alternare le distanze visive;
-
effettuare controlli quando indicati.
La cosa più importante è quindi trovare un equilibrio.
I bambini possono:
-
studiare;
-
leggere;
-
utilizzare la tecnologia;
senza demonizzare queste attività.
Ma è utile che la giornata non sia composta esclusivamente da ore trascorse al chiuso e a distanza ravvicinata.
Per una panoramica dei principali difetti refrattivi puoi continuare con difetti visivi più comuni: quali sono e come correggerli.
Per capire invece le diverse forme della miopia leggi tipi di miopia: assiale, refrattiva, alta e patologica.
Se la miopia è già presente e vuoi capire quali lenti vengono utilizzate per correggerla, consulta lenti per miopia.

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