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Dove è nata l’industria italiana degli occhiali?
La nascita dell’industria italiana dell’occhiale viene generalmente fatta risalire al 1878, a Calalzo di Cadore, nell’attuale provincia di Belluno. Qui Angelo Frescura, insieme al fratello Leone e a Giovanni Lozza, avviò quella che viene ricordata come la prima fabbrica italiana di occhiali, dando origine a una tradizione industriale destinata a trasformare il territorio bellunese.
Da una piccola attività avviata tra le montagne del Cadore sarebbe nato nel tempo uno dei distretti dell’occhialeria più importanti del mondo.
Per comprendere come si è arrivati fino all’occhiale moderno puoi partire anche dalla storia degli occhiali: dalle origini agli occhiali moderni.
Perché proprio il Cadore?
Nella seconda metà dell’Ottocento il Cadore era un territorio montano caratterizzato da un’economia difficile e da una forte emigrazione.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Molti abitanti erano costretti a spostarsi stagionalmente per commerciare o trovare lavoro.
Tra queste attività vi era anche quella dei cosiddetti “petenèr”, venditori ambulanti di pettini e altri piccoli oggetti che percorrevano diverse regioni italiane.
Angelo Frescura apparteneva proprio a questo ambiente commerciale.
La conoscenza dei mercati e della domanda di occhiali gli fece intuire che quegli oggetti, allora largamente importati dall’estero, avrebbero potuto essere lavorati anche in Cadore.
Fu un’intuizione destinata a cambiare profondamente l’economia della zona.
Cosa accadde il 15 marzo 1878?
Il 15 marzo 1878 rappresenta una data simbolica per l’occhialeria italiana.
Quel giorno Angelo Frescura stipulò a Padova un contratto con il fratello Leone Frescura e Giovanni Lozza per impiegarli come lavoranti principali nella nuova fabbrica di occhiali che stava organizzando a Calalzo di Cadore.
L’attività venne avviata in località Le Piazze, nei pressi del torrente Molinà.
Il luogo scelto non era un moderno stabilimento industriale come possiamo immaginarlo oggi.
Si trattava di un vecchio edificio utilizzato in precedenza anche come mulino e per altre lavorazioni.
Proprio la presenza dell’acqua offriva però una risorsa preziosa: l’energia necessaria per azionare le prime macchine.
Chi erano Angelo e Leone Frescura?
Angelo Frescura fu soprattutto l’anima imprenditoriale dell’iniziativa.
Grazie alla propria esperienza commerciale aveva maturato una buona conoscenza del mercato degli occhiali, che all’epoca dipendeva largamente dalle importazioni provenienti da importanti centri produttivi stranieri.
Il fratello Leone partecipò direttamente alla nuova attività.
L’obiettivo iniziale era ambizioso: creare in Cadore una produzione che potesse progressivamente ridurre la dipendenza dall’estero.
Per riuscirci servivano però non soltanto capacità commerciali, ma anche competenze meccaniche.
Ed è qui che entrò in gioco Giovanni Lozza.
Quale fu il ruolo di Giovanni Lozza?
Giovanni Lozza possedeva importanti capacità manuali e meccaniche.
Era abituato a lavorare con strumenti di precisione e fu fondamentale per costruire, adattare e mantenere le attrezzature utilizzate nella fabbrica.
Nella prima industria dell’occhiale non esistevano infatti macchine già disponibili localmente per ogni fase della lavorazione.
Molti strumenti dovevano essere progettati, modificati o costruiti direttamente.
Questa capacità tecnica sarebbe diventata uno degli elementi fondamentali della futura specializzazione produttiva del Cadore.
Il nome Lozza sarebbe poi rimasto strettamente legato alla storia dell’occhialeria italiana.
Come venivano prodotti i primi occhiali a Calalzo?
La produzione iniziale era molto diversa da quella attuale.
Nei primi tempi l’attività consisteva soprattutto nella molatura e nel montaggio di lenti di provenienza estera su occhiali con cerchi metallici anch’essi importati.
La fabbrica cadorina non produceva quindi immediatamente ogni componente dell’occhiale.
Il passaggio fondamentale fu però aver trasferito sul territorio una parte della lavorazione e aver iniziato a sviluppare competenze, macchinari e manodopera specializzata.
Progressivamente aumentarono le lavorazioni svolte localmente e l’esperienza accumulata rese possibile una produzione sempre più completa.
Perché questa piccola fabbrica fu così importante?
Il valore storico della fabbrica Frescura non dipende soltanto dalle sue dimensioni iniziali.
La sua importanza deriva dal fatto che dimostrò che produrre occhiali in Cadore era possibile.
L’attività creò competenze professionali nuove.
Gli operai impararono tecniche di lavorazione specifiche, nacquero officine capaci di costruire macchine e attrezzature e altre persone iniziarono a vedere nell’occhialeria una concreta opportunità economica.
Da una singola iniziativa cominciò così a svilupparsi un sistema produttivo territoriale.
Come nacque il distretto dell’occhialeria bellunese?
Quando una nuova competenza industriale si radica in un territorio, spesso genera altre attività collegate.
Fu proprio ciò che avvenne nel Bellunese.
Nel tempo nacquero nuove imprese specializzate nella produzione di montature, componenti, lenti, astucci, minuterie, macchinari e lavorazioni conto terzi.
Alcune aziende realizzavano il prodotto finito, mentre altre si specializzavano in una singola fase della produzione.
Si sviluppò così una vera filiera dell’occhiale.
La forza del territorio non derivava più soltanto da una singola fabbrica, ma dalla concentrazione di conoscenze e imprese specializzate.
Perché Belluno è diventata sinonimo di occhialeria?
La specializzazione accumulata nel corso di generazioni ha trasformato progressivamente la provincia di Belluno in un punto di riferimento internazionale.
Nel territorio si sono sviluppate competenze che interessano praticamente tutte le fasi necessarie alla realizzazione di un occhiale:
progettazione, prototipazione, costruzione degli stampi, lavorazione dei metalli e dell’acetato, finitura, assemblaggio, produzione di componenti e commercializzazione.
Questo insieme di conoscenze ha creato un ecosistema industriale difficile da riprodurre altrove.
Dalla bottega alla produzione industriale
Il passaggio dalla piccola officina ottocentesca alla moderna industria non avvenne naturalmente in un solo momento.
Le prime lavorazioni erano ancora caratterizzate da una forte componente manuale.
Con il tempo aumentarono il numero degli operai, la capacità produttiva e il livello di meccanizzazione.
Le macchine permisero di standardizzare alcune operazioni e realizzare quantitativi sempre maggiori mantenendo la precisione necessaria.
L’occhialeria cadorina iniziò così a superare progressivamente la dimensione del piccolo laboratorio e ad assumere caratteristiche sempre più industriali.
Cosa successe dopo la prima fabbrica?
L’esperienza iniziata dai Frescura e da Giovanni Lozza attraversò diverse trasformazioni societarie.
Dopo la morte di Angelo Frescura, avvenuta nel 1886, l’attività passò attraverso nuove gestioni e continuò a svilupparsi.
Nel frattempo le conoscenze acquisite non rimasero confinate alla prima fabbrica.
Tecnici, lavoratori e imprenditori contribuirono alla nascita di nuove realtà produttive.
Era iniziato un processo che avrebbe trasformato l’intero territorio.
Il ruolo delle macchine nella crescita dell’occhialeria
Un elemento decisivo fu la capacità di costruire localmente le attrezzature necessarie.
L’occhiale richiede molte lavorazioni di precisione e, alla fine dell’Ottocento, il problema non era soltanto reperire i materiali.
Servivano macchine adatte a tagliare, piegare, forare, rifinire e assemblare componenti di piccole dimensioni.
Le capacità meccaniche sviluppate nel territorio permisero alle imprese di migliorare progressivamente i processi produttivi.
La produzione di occhiali e quella delle macchine necessarie per realizzarli finirono così per crescere insieme.
Dal Cadore al resto della provincia di Belluno
La produzione non rimase limitata a Calalzo.
Nel corso del Novecento l’industria dell’occhiale si estese progressivamente ad altre aree della provincia di Belluno.
Il baricentro produttivo si ampliò, pur mantenendo nel Cadore le proprie radici storiche.
La disponibilità di manodopera specializzata e di fornitori facilitò la crescita delle aziende esistenti e la nascita di nuove imprese.
La provincia divenne così sede di una concentrazione produttiva unica nel panorama italiano.
Come nacquero i grandi nomi dell’occhialeria bellunese?
Dall’esperienza maturata nel distretto nacquero o si svilupparono aziende destinate a diventare protagoniste internazionali.
Nel corso del Novecento nomi come Lozza, Safilo, Luxottica, Marcolin e De Rigo contribuirono, in momenti e modi differenti, alla crescita dell’industria dell’occhiale del Bellunese.
Accanto alle grandi imprese continuarono inoltre a operare moltissime aziende più piccole.
Spesso queste realtà erano altamente specializzate in una particolare lavorazione e lavoravano come fornitori o subfornitori.
È proprio questa rete di imprese una delle caratteristiche più importanti del distretto.
Perché il modello del distretto ha funzionato?
Realizzare un occhiale richiede numerosi passaggi.
Non è necessario che una singola azienda esegua internamente ogni lavorazione se nel territorio esistono imprese specializzate capaci di occuparsi delle diverse fasi.
Nel Bellunese si sviluppò proprio questo modello.
Una fitta rete di aziende interdipendenti rese possibile condividere competenze, tecnologie e capacità produttive.
Il risultato fu una filiera estremamente specializzata, capace di adattarsi sia alla produzione su larga scala sia alle esigenze dei marchi della moda.
Quando gli occhiali sono diventati anche un prodotto di moda?
Per molto tempo la funzione principale dell’occhiale era quella di correggere la vista.
Nel corso del Novecento la componente estetica acquistò però un peso sempre maggiore.
Forma della montatura, materiali, colori e design iniziarono a essere utilizzati per differenziare i prodotti.
Successivamente l’incontro tra industria dell’occhiale e grandi marchi della moda trasformò definitivamente il settore.
Gli occhiali da vista e da sole diventarono accessori capaci di unire funzione, tecnologia e stile.
Belluno produce ancora occhiali?
Sì.
Il distretto bellunese continua a rappresentare uno dei principali poli mondiali dell’occhialeria.
Nel corso dei decenni il settore è cambiato profondamente, attraversando concentrazioni aziendali, internazionalizzazione e delocalizzazioni di alcune lavorazioni.
Il territorio conserva però competenze industriali, progettuali e tecniche fortemente specializzate.
La storia iniziata nel 1878 non è quindi soltanto un episodio del passato: è all’origine di una filiera produttiva ancora oggi strettamente associata al Made in Italy.
Perché la storia dell’occhialeria bellunese è importante?
La vicenda del Cadore mostra come una piccola iniziativa imprenditoriale possa trasformare l’economia di un’intera area.
Alla fine dell’Ottocento il territorio era caratterizzato dall’emigrazione e da opportunità economiche limitate.
L’occhialeria creò invece nuove professionalità, lavoro specializzato e imprese.
Nel giro di alcune generazioni una valle delle Dolomiti divenne uno dei luoghi più importanti al mondo per la progettazione e la produzione degli occhiali.
In sintesi
La storia industriale dell’occhialeria italiana ha uno dei suoi punti di origine più importanti a Calalzo di Cadore, dove nel 1878 Angelo Frescura, Leone Frescura e Giovanni Lozza avviarono la prima fabbrica italiana di occhiali.
Inizialmente venivano soprattutto lavorati e assemblati componenti provenienti dall’estero, ma quell’esperienza permise di sviluppare progressivamente competenze tecniche e produttive locali.
Da quella piccola attività nacque un processo industriale che si estese al Cadore e alla provincia di Belluno, favorendo la nascita di una rete di aziende specializzate e di alcuni dei più importanti nomi dell’occhialeria italiana.
Per ripercorrere l’evoluzione dell’occhiale prima e dopo la nascita dell’industria bellunese puoi leggere la storia degli occhiali: dalle origini agli occhiali moderni.

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