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Le persone con cheratocono possono essere a maggior rischio di sviluppare apnea del sonno

Cheratocono e apnea del sonno: esiste un legame?

Che relazione può esserci tra una malattia della cornea e un disturbo della respirazione durante il sonno?

Negli ultimi anni diversi studi hanno osservato un'interessante associazione tra cheratocono e apnea ostruttiva del sonno, indicata con la sigla OSA e spesso chiamata anche OSAS.

Questo non significa che il cheratocono provochi l'apnea notturna né che una persona con cheratocono sia destinata a svilupparla.

Le ricerche disponibili indicano però che l'apnea ostruttiva del sonno può essere riscontrata con maggiore frequenza nelle persone affette da cheratocono rispetto ai gruppi di controllo.

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Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta

  • XS fino a 123 mm.

  • S da 124 a 128 mm.

  • M da 129 a 133 mm.

  • L da 134 a 138 mm.

  • XL da 139 a 142 mm.

  • XXL oltre 143 mm.

Una meta-analisi dedicata specificamente alle due condizioni e una successiva revisione sulle manifestazioni oculari dell'apnea hanno confermato l'esistenza di un'associazione statistica. Il meccanismo che potrebbe collegarle, tuttavia, non è ancora completamente chiarito.

È quindi un rapporto da conoscere, soprattutto quando una persona con cheratocono presenta anche forte russamento, pause respiratorie durante il sonno o marcata sonnolenza durante il giorno.

Prima di tutto: che cos'è il cheratocono?

Il cheratocono è una patologia nella quale la cornea diventa progressivamente più sottile e modifica la propria curvatura.

La cornea tende a diventare irregolare e, nei casi più evidenti, può assumere una conformazione più conica.

Non si tratta quindi semplicemente di una cornea che “si gonfia”.

Per una panoramica completa sulla patologia puoi consultare il nostro approfondimento sul cheratocono.

La cornea è una delle principali strutture responsabili della messa a fuoco della luce. Se la sua forma diventa irregolare, anche il percorso dei raggi luminosi viene modificato.

Possono quindi comparire:

  • visione sfocata;

  • immagini distorte;

  • astigmatismo irregolare;

  • frequenti variazioni della gradazione;

  • aloni;

  • abbagliamento;

  • difficoltà nella visione notturna;

  • peggioramento della qualità visiva.

Nelle fasi iniziali la vista può essere corretta anche con gli occhiali, mentre nelle forme più avanzate possono essere necessarie soluzioni differenti.

Da cosa è causato il cheratocono?

Non esiste una singola causa capace di spiegare tutti i casi di cheratocono.

La malattia viene considerata multifattoriale e può dipendere dall'interazione tra predisposizione individuale, genetica e fattori ambientali.

Tra gli elementi più studiati troviamo:

  • familiarità;

  • caratteristiche biomeccaniche della cornea;

  • allergie e atopia;

  • sfregamento frequente e vigoroso degli occhi;

  • alcune condizioni sistemiche;

  • possibili fattori ormonali e individuali.

Uno degli aspetti sui quali esiste particolare attenzione è proprio lo sfregamento degli occhi.

Le sollecitazioni meccaniche ripetute sono associate al cheratocono e possono contribuire alla progressione della malattia in persone predisposte.

Allergie e sfregamento degli occhi

Chi soffre di prurito o irritazione può avere la tendenza a strofinarsi frequentemente gli occhi.

Questo comportamento è particolarmente importante in presenza di cheratocono.

Le allergie oculari non devono essere considerate automaticamente una causa diretta del cheratocono, ma possono favorire il prurito e quindi aumentare la tendenza allo sfregamento.

Per questo, se gli occhi prudono frequentemente, è preferibile individuare e gestire correttamente il problema invece di continuare a strofinarli.

Che cos'è l'apnea ostruttiva del sonno?

L'apnea ostruttiva del sonno è un disturbo caratterizzato da episodi ripetuti nei quali le vie aeree superiori si restringono o si chiudono durante il sonno.

Il flusso d'aria può quindi ridursi notevolmente oppure interrompersi temporaneamente, mentre lo sforzo respiratorio continua.

Durante la notte possono verificarsi ripetuti:

  • episodi di apnea;

  • episodi di ipopnea;

  • riduzioni dell'ossigenazione;

  • micro-risvegli;

  • frammentazione del sonno.

La persona spesso non ricorda questi risvegli, ma il sonno può risultare poco ristoratore.

In questo contesto possono essere utili anche buone abitudini legate alla qualità del sonno e al riposo notturno, anche se una corretta igiene del sonno non sostituisce la diagnosi o il trattamento dell'apnea ostruttiva.

Russare significa avere l'apnea del sonno?

No.

Il russamento è molto frequente nelle persone con apnea ostruttiva, ma russare non significa automaticamente soffrire di OSA.

Il sospetto aumenta soprattutto quando sono presenti più segnali contemporaneamente.

Tra i sintomi e i segnali più comuni troviamo:

  • russamento abituale e intenso;

  • pause respiratorie osservate durante il sonno;

  • risvegli con sensazione di soffocamento;

  • sonno poco ristoratore;

  • forte sonnolenza durante il giorno;

  • stanchezza persistente;

  • difficoltà di concentrazione;

  • cefalea al risveglio;

  • bocca secca al mattino;

  • frequenti risvegli notturni.

La sonnolenza diurna può naturalmente avere molte altre cause.

Nessuno di questi sintomi, preso singolarmente, permette quindi di formulare una diagnosi di apnea ostruttiva.

Qual è il legame tra cheratocono e apnea del sonno?

Diversi studi osservazionali hanno riscontrato che cheratocono e apnea ostruttiva del sonno possono comparire insieme più frequentemente rispetto a quanto osservato nei gruppi di controllo.

Una meta-analisi pubblicata nel 2020, che ha riunito cinque studi con oltre 33.000 partecipanti, ha rilevato un'associazione statisticamente significativa tra le due condizioni.

Una successiva revisione sistematica sulle manifestazioni oculari dell'OSA ha nuovamente evidenziato un'associazione con il cheratocono.

Questo dato è interessante, ma deve essere interpretato correttamente.

Gli studi mostrano un'associazione, non dimostrano che:

  • il cheratocono provochi l'apnea ostruttiva;

  • l'apnea ostruttiva provochi necessariamente il cheratocono.

Il rapporto potrebbe essere mediato da diversi fattori comuni.

Perché cheratocono e apnea potrebbero essere associati?

Non disponiamo ancora di una spiegazione definitiva.

Tra le ipotesi studiate troviamo la possibile presenza di fattori condivisi come:

  • obesità;

  • lassità palpebrale;

  • floppy eyelid syndrome;

  • sfregamento degli occhi;

  • pressione meccanica sull'occhio durante il sonno;

  • infiammazione sistemica;

  • stress ossidativo;

  • ipossia intermittente provocata dall'apnea.

Nessuno di questi elementi, da solo, permette però di spiegare tutti i casi.

È probabile che la relazione sia complessa e dipenda dall'interazione tra differenti fattori individuali.

Che cos'è la floppy eyelid syndrome?

Un'altra condizione studiata in relazione all'apnea ostruttiva del sonno è la floppy eyelid syndrome, o sindrome della palpebra flaccida.

È caratterizzata da una particolare lassità della palpebra superiore, che può rovesciarsi facilmente durante il sonno.

Questo può favorire un'esposizione della superficie oculare al cuscino e provocare irritazione.

Floppy eyelid syndrome e apnea ostruttiva del sonno mostrano una forte associazione negli studi.

In alcuni pazienti sono state osservate contemporaneamente apnea ostruttiva, lassità palpebrale e cheratocono.

Questo non significa però che esista necessariamente una sequenza semplice del tipo “apnea → floppy eyelid → cheratocono”.

Strofinarsi gli occhi può peggiorare il cheratocono?

Lo sfregamento vigoroso e ripetuto degli occhi è considerato uno dei più importanti fattori ambientali associati al cheratocono.

In una cornea predisposta, le continue sollecitazioni meccaniche possono contribuire alla progressione dell'ectasia.

Per questo una persona con cheratocono dovrebbe evitare di strofinarsi energicamente gli occhi.

Se lo sfregamento è provocato da:

  • prurito;

  • allergia;

  • bruciore;

  • irritazione;

  • sensazione di corpo estraneo,

è preferibile individuare la causa del problema e gestirla in modo appropriato.

Dormire appoggiando l'occhio sul cuscino può peggiorare il cheratocono?

Anche la pressione meccanica esercitata sull'occhio durante il sonno è stata oggetto di studio.

Per esempio, alcune persone dormono abitualmente con il viso, il cuscino o una mano premuti contro un occhio.

È stato ipotizzato che una pressione meccanica ripetuta possa contribuire alla progressione del cheratocono nelle persone predisposte.

Le evidenze disponibili non permettono però di affermare che dormire su un determinato lato provochi il cheratocono.

È ragionevole evitare pressioni prolungate direttamente sull'occhio e forti sfregamenti, senza trasformare questa precauzione in una regola assoluta sulla posizione nella quale bisogna dormire.

L'apnea può danneggiare direttamente la cornea?

Non disponiamo di prove sufficienti per affermare che l'apnea ostruttiva provochi direttamente il cheratocono.

Durante gli episodi di apnea si verificano ripetute variazioni dell'ossigenazione e numerosi cambiamenti fisiologici.

Sono stati quindi studiati possibili meccanismi legati a:

  • ipossia intermittente;

  • stress ossidativo;

  • infiammazione sistemica;

  • alterazioni vascolari.

Questi fenomeni potrebbero contribuire all'associazione osservata tra OSA e alcune patologie oculari.

Si tratta però di meccanismi ancora oggetto di studio.

Associazione epidemiologica e rapporto causa-effetto non sono la stessa cosa.

Quali sono i fattori di rischio dell'apnea ostruttiva?

L'OSA può interessare persone con caratteristiche molto diverse.

Tra i fattori che possono aumentare il rischio troviamo:

  • sovrappeso e obesità;

  • maggiore circonferenza del collo;

  • alcune caratteristiche anatomiche delle vie respiratorie;

  • sesso maschile;

  • aumento dell'età;

  • familiarità;

  • consumo di alcol, soprattutto nelle ore precedenti il sonno;

  • uso di alcuni farmaci sedativi;

  • alcune condizioni endocrine o neuromuscolari.

L'obesità rappresenta uno dei fattori di rischio più importanti, ma è fondamentale ricordare che anche le persone normopeso possono avere apnea ostruttiva del sonno.

Chi ha il cheratocono deve fare automaticamente un esame del sonno?

No.

La presenza del cheratocono non equivale a una diagnosi di apnea del sonno e non significa che ogni persona con cheratocono debba sottoporsi automaticamente a una polisonnografia.

L'associazione osservata dagli studi suggerisce piuttosto di prestare attenzione ai sintomi dell'OSA.

È particolarmente utile parlarne con il medico quando al cheratocono si associano:

  • russamento intenso;

  • pause respiratorie osservate dal partner;

  • risvegli con soffocamento;

  • sonnolenza importante durante il giorno;

  • colpi di sonno;

  • stanchezza inspiegabile;

  • ipertensione;

  • obesità;

  • altri importanti fattori di rischio.

Il medico potrà stabilire se siano necessari ulteriori accertamenti.

Come viene diagnosticata l'apnea ostruttiva del sonno?

Sintomi e questionari possono aiutare a identificare le persone a maggiore rischio, ma non sono sufficienti da soli per diagnosticare l'OSA.

Quando esiste un sospetto clinico, possono essere effettuati studi del sonno.

Tra gli esami utilizzati troviamo:

  • polisonnografia;

  • test respiratori domiciliari in pazienti selezionati.

La polisonnografia registra durante il sonno numerosi parametri fisiologici.

I test domiciliari possono invece essere utilizzati, in condizioni appropriate e secondo indicazione medica, per studiare alcuni parametri respiratori.

La scelta dell'esame dipende dal quadro clinico.

Perché è importante riconoscere l'apnea del sonno?

L'apnea ostruttiva non è semplicemente una forma particolarmente intensa di russamento.

Quando è significativa e non viene trattata può essere associata a conseguenze sulla salute generale.

Tra queste possono rientrare:

  • ipertensione;

  • maggiore rischio cardiovascolare;

  • alterazioni metaboliche;

  • sonnolenza durante la guida;

  • incidenti associati alla stanchezza;

  • difficoltà di concentrazione;

  • disturbi della memoria;

  • riduzione della qualità della vita.

Per questo motivo identificare un possibile disturbo respiratorio del sonno è importante indipendentemente dalla presenza del cheratocono.

Cheratocono e astigmatismo: perché sono collegati?

Man mano che il cheratocono modifica la forma della cornea, la sua superficie diventa sempre meno regolare.

Questo può produrre astigmatismo irregolare.

La persona può percepire:

  • immagini deformate;

  • sdoppiamenti monoculari;

  • aloni;

  • abbagliamento;

  • difficoltà di notte;

  • riduzione della nitidezza.

Puoi approfondire le conseguenze di un astigmatismo elevato nella nostra guida dedicata.

Nel cheratocono, tuttavia, il problema può diventare particolarmente complesso proprio a causa dell'irregolarità della superficie corneale.

Per questo una semplice variazione della gradazione degli occhiali non sempre riesce a compensare completamente la perdita di qualità visiva.

Il cheratocono causa vista sfocata?

Sì, una progressiva riduzione della qualità visiva è una delle principali manifestazioni del cheratocono.

La persona può accorgersi che:

  • la vista diventa meno nitida;

  • le immagini appaiono deformate;

  • le luci producono più aloni;

  • la visione notturna peggiora;

  • gli occhiali devono essere modificati frequentemente.

La vista sfocata può naturalmente dipendere da moltissime altre condizioni.

Per questo non è possibile diagnosticare il cheratocono semplicemente sulla base dei sintomi.

Come si diagnostica il cheratocono?

La diagnosi richiede una valutazione della cornea.

Tra gli esami utilizzati possono rientrare:

  • esame alla lampada a fessura;

  • cheratometria;

  • topografia corneale;

  • tomografia corneale;

  • pachimetria.

Topografia e tomografia sono particolarmente importanti perché permettono di studiare nel dettaglio la forma e la curvatura della cornea.

Possono inoltre aiutare a individuare alterazioni precoci e a verificare nel tempo se il cheratocono stia progredendo.

Gli esami di prevenzione oculistica possono variare in base alla situazione clinica: nel sospetto di cheratocono sono necessari accertamenti specificamente dedicati alla cornea.

Come si tratta il cheratocono?

La terapia dipende da diversi fattori:

  • stadio della malattia;

  • età;

  • qualità della vista;

  • caratteristiche della cornea;

  • presenza o meno di progressione.

Per migliorare la visione possono essere utilizzati, a seconda del caso:

  • occhiali;

  • lenti a contatto specifiche;

  • lenti rigide gas-permeabili;

  • lenti sclerali o altre soluzioni specialistiche.

Quando viene documentata una progressione, l'oculista può valutare il cross-linking corneale.

Lo scopo principale del cross-linking non è eliminare istantaneamente il difetto visivo, ma aumentare la stabilità biomeccanica della cornea e ridurre il rischio di ulteriore progressione dell'ectasia.

Nelle forme più avanzate possono essere considerate ulteriori procedure chirurgiche.

Curare l'apnea migliora anche il cheratocono?

Al momento non abbiamo prove sufficienti per affermare che il trattamento dell'apnea ostruttiva blocchi o faccia regredire il cheratocono.

L'OSA deve essere diagnosticata e trattata per i benefici che il controllo del disturbo respiratorio può avere sul sonno e sulla salute generale.

Il cheratocono deve invece continuare a essere monitorato e trattato secondo le indicazioni dell'oculista.

Le due condizioni devono quindi essere gestite correttamente, senza presumere che la terapia di una rappresenti automaticamente la cura dell'altra.

Quando una persona con cheratocono dovrebbe parlare di apnea con il medico?

Vale la pena segnalare la possibilità di un disturbo respiratorio del sonno soprattutto quando sono presenti sintomi caratteristici.

In particolare:

  • russamento forte e frequente;

  • pause respiratorie riferite dal partner;

  • risvegli con mancanza d'aria;

  • sonnolenza importante durante il giorno;

  • colpi di sonno;

  • stanchezza nonostante un numero apparentemente sufficiente di ore di riposo;

  • cefalea mattutina;

  • difficoltà di concentrazione.

In presenza di questi segnali il medico può valutare l'opportunità di indirizzare la persona verso uno specialista o un centro di medicina del sonno.

Quando controllare invece il cheratocono?

Chi ha già ricevuto una diagnosi di cheratocono dovrebbe rispettare il programma di controlli stabilito dall'oculista.

Il monitoraggio è particolarmente importante quando la malattia può essere ancora evolutiva.

È opportuno anticipare la valutazione se si nota:

  • un rapido peggioramento della vista;

  • una variazione frequente della gradazione;

  • maggiore distorsione delle immagini;

  • peggioramento della visione notturna;

  • improvviso dolore oculare;

  • forte fotofobia;

  • cambiamenti importanti della qualità visiva di un occhio.

Più in generale, la nostra guida su quando fare una visita oculistica approfondisce i principali cambiamenti della vista che meritano una valutazione professionale.

Cheratocono e apnea del sonno: cosa dobbiamo ricordare

Le ricerche disponibili indicano un'associazione tra cheratocono e apnea ostruttiva del sonno.

Questo non significa però che una delle due condizioni provochi necessariamente l'altra.

Il meccanismo che potrebbe collegarle non è ancora completamente chiarito e potrebbe coinvolgere numerosi fattori, tra cui:

  • lassità delle palpebre;

  • floppy eyelid syndrome;

  • sfregamento degli occhi;

  • pressione meccanica;

  • caratteristiche individuali;

  • obesità;

  • fenomeni infiammatori;

  • ipossia intermittente.

La presenza del cheratocono, da sola, non permette quindi di diagnosticare un'apnea notturna e non rende automaticamente necessaria una polisonnografia.

Allo stesso tempo, chi ha il cheratocono e presenta russamento importante, pause respiratorie durante il sonno, risvegli con soffocamento o marcata sonnolenza diurna dovrebbe parlarne con il proprio medico.

Le due condizioni devono essere considerate separatamente, ma senza ignorare l'associazione emersa dalla ricerca: il cheratocono richiede il monitoraggio della cornea da parte dell'oculista, mentre un possibile disturbo respiratorio del sonno necessita di una valutazione medica specifica.

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