I 7 elementi chiave di una buona visita oculistica
Una visita oculistica completa non consiste soltanto nel leggere lettere sempre più piccole su un tabellone.
Il medico raccoglie informazioni, controlla come vediamo e valuta diversi aspetti della salute dell’occhio.
Non tutti devono eseguire esattamente gli stessi esami, perché la visita viene adattata all’età, ai sintomi, alla storia clinica e agli eventuali fattori di rischio.
Ci sono però 7 gruppi di controlli particolarmente importanti che aiutano a capire come si svolge una buona visita oculistica.
1. Anamnesi e motivo della visita
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
La visita comincia spesso con alcune domande.
L’oculista può chiedere:
-
perché hai prenotato il controllo;
-
se porti già occhiali o lenti a contatto;
-
se hai notato cambiamenti nella vista;
-
se soffri di particolari patologie;
-
quali farmaci assumi;
-
se in famiglia ci sono malattie oculari;
-
se hai avuto interventi o traumi agli occhi.
Questa fase si chiama anamnesi.
È importante perché permette al medico di capire quali aspetti meritano maggiore attenzione.
2. Controllo dell’acutezza visiva
Uno dei controlli più conosciuti è la misurazione dell’acutezza visiva.
Serve a capire quanto riesci a vedere nitidamente da lontano e, quando necessario, anche da vicino.
Generalmente i due occhi vengono valutati separatamente.
Può essere effettuato:
-
senza correzione;
-
con gli occhiali che utilizzi già;
-
con una correzione provata durante la visita.
Questo controllo permette di capire se la capacità visiva è stabile oppure se è cambiata rispetto al passato.
3. Valutazione della refrazione
Se è presente un difetto visivo, l’oculista può effettuare la refrazione.
È il momento in cui vengono provate diverse lenti per capire quale correzione permette di vedere meglio.
Serve a valutare difetti come:
-
miopia;
-
ipermetropia;
-
astigmatismo;
-
presbiopia.
Può capitare di sentirsi chiedere:
“Vedi meglio con questa lente o con questa?”
È una parte importante della visita, ma non rappresenta da sola il controllo completo della salute dell’occhio.
4. Esame della parte anteriore dell’occhio
L’oculista osserva anche le strutture anteriori dell’occhio.
Può controllare, tra le altre cose:
-
palpebre;
-
congiuntiva;
-
cornea;
-
pupilla;
-
cristallino.
Per farlo può utilizzare la lampada a fessura, uno strumento che permette di osservare l’occhio ingrandito e illuminato.
Questo controllo aiuta a individuare eventuali alterazioni che non hanno necessariamente a che fare con la gradazione degli occhiali.
5. Pupille, motilità e coordinamento degli occhi
Una buona visita non riguarda soltanto quanto vede ogni singolo occhio.
Può comprendere anche la valutazione di:
-
forma delle pupille;
-
reazione alla luce;
-
movimenti oculari;
-
coordinamento tra i due occhi.
Il medico può chiederti di seguire una luce o un oggetto nelle diverse direzioni.
Sono controlli semplici, ma permettono di osservare come gli occhi si muovono e lavorano insieme.
6. Misurazione della pressione intraoculare
Quando indicato, l’oculista può misurare anche la pressione interna dell’occhio.
Questo esame prende il nome di tonometria.
La pressione intraoculare è uno dei parametri che vengono considerati nella valutazione del rischio e nella gestione di patologie come il glaucoma.
Un valore della pressione, però, non va interpretato isolatamente.
L’oculista lo valuta insieme agli altri risultati della visita e alla situazione del paziente.
Se vuoi approfondire puoi leggere cos’è il glaucoma e perché i controlli sono importanti.
7. Esame del fondo dell’occhio e conclusioni della visita
L’esame del fondo oculare permette di osservare strutture interne molto importanti, tra cui:
-
retina;
-
nervo ottico;
-
vasi sanguigni.
In alcune situazioni può essere necessario dilatare la pupilla con apposite gocce per osservare meglio queste strutture.
La dilatazione non viene eseguita necessariamente in ogni visita: dipende dall’età, dai sintomi e da ciò che il medico ritiene opportuno controllare.
Al termine della visita, l’oculista mette insieme tutte le informazioni raccolte e può:
-
confermare che la situazione è stabile;
-
modificare una correzione;
-
prescrivere nuovi occhiali;
-
indicare quando effettuare il prossimo controllo;
-
richiedere ulteriori esami;
-
prescrivere una terapia, se necessaria.
Tutte le visite comprendono esattamente questi 7 passaggi?
Non necessariamente.
I 7 punti rappresentano gruppi importanti di valutazione, non una sequenza obbligatoria e identica per ogni persona.
Una visita può cambiare molto in base a:
-
età;
-
sintomi;
-
patologie già note;
-
familiarità;
-
precedenti interventi;
-
risultati dei primi controlli.
L’oculista decide quindi quali esami approfondire e quali eventualmente aggiungere.
Qual è la differenza con un semplice controllo della vista?
Un controllo della vista può concentrarsi soprattutto sulla correzione ottica.
La visita oculistica, invece, è una visita medica e comprende anche la valutazione della salute dell’occhio.
Abbiamo spiegato questa differenza nell’articolo visita ottica e visita oculistica: che differenza c’è?.
E la 529?
La nostra pagina tutti i controlli che rendono completo un esame oculistico approfondisce in modo più tecnico i singoli esami che possono entrare a far parte di una valutazione completa.
Qui, invece, l’obiettivo è più semplice: spiegare i 7 gruppi principali che aiutano a capire cosa può succedere durante una buona visita oculistica.
Quando fare una visita oculistica
La frequenza non è uguale per tutti.
Dipende da:
-
età;
-
presenza di sintomi;
-
difetti visivi;
-
familiarità;
-
patologie generali;
-
risultati dei controlli precedenti.
Se vuoi approfondire puoi leggere ogni quanto fare una visita oculistica.
In sintesi
I 7 elementi chiave di una buona visita oculistica sono:
-
anamnesi e motivo della visita;
-
controllo dell’acutezza visiva;
-
valutazione della refrazione;
-
esame della parte anteriore dell’occhio;
-
controllo di pupille e movimenti oculari;
-
misurazione della pressione intraoculare quando indicata;
-
esame del fondo oculare e valutazione finale.
Non tutti i pazienti hanno bisogno degli stessi approfondimenti, ma questi sette gruppi aiutano a capire perché una visita oculistica è molto più di un semplice controllo della gradazione.

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