Difetti visivi e cattiva postura: esiste un nesso scientificamente provato?
Vista e postura sono due funzioni più collegate di quanto possa sembrare.
Quando guardiamo un oggetto, leggiamo o lavoriamo a una certa distanza, il corpo modifica continuamente la posizione di occhi, testa e collo per mantenere una visione confortevole.
Per questo una persona che vede male può talvolta assumere posizioni particolari per cercare di vedere meglio.
Non significa però che miopia, ipermetropia o astigmatismo provochino automaticamente una “cattiva postura”.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Il rapporto è più complesso: un problema visivo non corretto può contribuire a posture compensatorie, mentre postura, distanza di lavoro ed ergonomia possono a loro volta influenzare il comfort visivo.
Perché la vista partecipa al controllo della postura
La postura non dipende soltanto da muscoli e articolazioni.
Per mantenere l'equilibrio il cervello integra informazioni provenienti principalmente da sistema visivo, sistema vestibolare e sensibilità propriocettiva.
La vista fornisce continuamente informazioni sulla posizione del corpo rispetto all'ambiente.
Quando la qualità dell'informazione visiva cambia, anche il sistema posturale può adattarsi.
Studi sperimentali hanno mostrato che modificare artificialmente l'acuità visiva può modificare alcune risposte utilizzate dal corpo per mantenere l'equilibrio. Questo conferma che visione e controllo posturale interagiscono, ma non significa che ogni problema posturale abbia origine dagli occhi.
Quando si vede male si può cambiare posizione per compensare
Un comportamento abbastanza intuitivo è avvicinarsi a ciò che non si riesce a vedere bene.
Una persona miope non corretta, per esempio, può avvicinare il volto a un libro o a uno schermo.
In altre situazioni si può inclinare o ruotare leggermente la testa per cercare una posizione nella quale l'immagine risulta più nitida o confortevole.
Se questa posizione viene mantenuta per molte ore, possono comparire tensione a collo e spalle o una sensazione di affaticamento.
Una recente ricerca su persone con miopia, ipermetropia e astigmatismo ha osservato differenze posturali e maggiore discomfort muscoloscheletrico rispetto a un gruppo senza errori refrattivi.
È però importante interpretare correttamente questo dato: si tratta di un'associazione, non della dimostrazione che il difetto visivo sia necessariamente la causa del problema posturale.
Miopia e postura in avanti
La miopia rende più difficile vedere nitidamente da lontano quando non è adeguatamente corretta.
Nelle attività da vicino può invece portare alcune persone ad avvicinarsi molto al testo o allo schermo.
Se questo comportamento diventa abituale, la testa può spostarsi in avanti e il collo può rimanere flesso per periodi prolungati.
Questo non significa che tutte le persone miopi abbiano problemi cervicali.
Una miopia ben corretta, una distanza di lavoro adeguata e una buona organizzazione della postazione riducono la necessità di adottare posizioni compensatorie.
Per approfondire il difetto visivo puoi leggere che cosa significa essere miopi.
Anche astigmatismo e ipermetropia possono incidere sul comfort
L'astigmatismo può rendere la visione meno nitida o distorta, mentre l'ipermetropia può richiedere un maggiore lavoro accomodativo, soprattutto nelle attività da vicino.
Quando la correzione non è adeguata, alcune persone cercano inconsciamente una distanza o un'angolazione più confortevole.
Possono quindi avvicinarsi, allontanarsi, inclinare la testa o assumere una posizione non ottimale.
Anche in questo caso non esiste una relazione semplice del tipo “astigmatismo uguale cattiva postura”.
Il comportamento dipende dal tipo e dall'entità del difetto, dalla correzione utilizzata e dall'attività svolta.
Per una panoramica puoi consultare i difetti visivi più comuni e come si correggono.
Una posizione anomala della testa non dipende sempre dalla vista
Vedere una persona che inclina o ruota frequentemente la testa non permette di concludere automaticamente che abbia un difetto visivo.
Le possibili cause sono numerose e possono essere muscolari, articolari, neurologiche oppure oculari.
In alcune condizioni visive specifiche una posizione compensatoria della testa può aiutare a ottenere una visione più nitida o una migliore visione binoculare.
Per questo una posizione insolita e persistente della testa, soprattutto nei bambini, merita di essere valutata senza cercare una spiegazione unica.
Occhiali sbagliati possono favorire posizioni scomode?
Una correzione non più adeguata può costringere la persona a cercare continuamente una distanza migliore.
Anche un occhiale correttamente graduato ma mal posizionato può diventare scomodo in determinate condizioni.
Con lenti progressive o multifocali, inoltre, la zona attraverso cui si guarda cambia in funzione della distanza.
Se il monitor o il testo sono collocati troppo in alto o troppo in basso, la persona può essere portata a estendere o flettere maggiormente il collo per utilizzare la zona della lente corretta.
Questo è uno dei motivi per cui, oltre alla prescrizione, sono importanti centratura delle lenti, altezza di montaggio e organizzazione della postazione di lavoro.
Al computer visione e postura si influenzano reciprocamente
Il computer è il contesto nel quale il rapporto tra vista e postura diventa più evidente.
Se lo schermo è troppo lontano, troppo vicino oppure collocato a un'altezza sbagliata, la persona può inclinarsi in avanti o modificare l'angolo della testa.
Allo stesso tempo, una correzione visiva non adatta alla distanza dello schermo può accentuare questa tendenza.
Le indicazioni ergonomiche raccomandano generalmente di posizionare il monitor direttamente davanti all'utilizzatore e con la parte superiore dello schermo circa all'altezza degli occhi o leggermente più in basso.
Su questo argomento abbiamo una guida separata dedicata a postura al computer e affaticamento visivo.
Correggere il difetto visivo risolve automaticamente la postura?
Non necessariamente.
Se il problema nasce soprattutto dalla necessità di compensare una visione poco nitida, correggere adeguatamente il difetto può eliminare uno dei fattori che favorivano quella posizione.
Ma una postura alterata può avere molte altre cause.
Abitudini di lavoro, seduta, altezza del tavolo, monitor, telefono, problemi muscolari e numerosi altri elementi possono contribuire.
Per questo non è corretto considerare gli occhiali come una “cura per la postura”.
La correzione visiva serve innanzitutto a permettere una visione adeguata; eventuali problemi muscoloscheletrici persistenti devono essere valutati nel loro contesto.
Nei bambini alcuni comportamenti possono essere un segnale utile
Nei bambini è particolarmente importante osservare il modo in cui leggono, scrivono o guardano la televisione.
Avvicinarsi continuamente al foglio, guardare molto da vicino lo schermo o assumere frequentemente una posizione particolare della testa può essere un motivo per controllare la vista.
Non significa necessariamente che esista un problema visivo, ma è un comportamento che può meritare attenzione.
La valutazione è particolarmente utile quando si associa ad altri segnali, come difficoltà a vedere la lavagna, mal di testa ricorrenti durante le attività visive o tendenza a strizzare gli occhi.
Quando vale la pena controllare la vista
Un controllo può essere utile quando una postura insolita compare soprattutto durante attività visive specifiche.
Per esempio quando si nota che la persona:
-
si avvicina molto al monitor o al libro;
-
inclina sempre la testa nello stesso modo per leggere;
-
strizza frequentemente gli occhi;
-
lamenta affaticamento visivo o mal di testa durante le attività da vicino;
-
vede meglio assumendo una posizione particolare;
-
non controlla la vista da molto tempo.
L'obiettivo è capire se esiste una componente visiva correggibile.
Se invece dolore cervicale o problemi posturali persistono anche quando la visione è corretta, è opportuno considerarli separatamente.
Vista e postura: un rapporto reale, ma senza semplificazioni
Esiste quindi un rapporto tra visione e postura.
Gli occhi contribuiscono all'orientamento del corpo e una persona che non vede bene può assumere posizioni compensatorie per cercare una visione migliore.
Questo però non significa che un difetto visivo sia automaticamente responsabile di cervicale, mal di schiena o cattiva postura.
La lettura più corretta è considerare vista, ergonomia e sistema muscoloscheletrico come elementi che possono influenzarsi reciprocamente.
Una correzione visiva adeguata elimina una possibile fonte di compensazione; una postazione ben organizzata riduce invece la necessità di assumere posizioni scomode.

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