Operazione laser per miopia: tutto quello che dovresti sapere prima di farla
La miopia è un difetto refrattivo che rende sfocata soprattutto la visione da lontano. Occhiali e lenti a contatto rappresentano le soluzioni più comuni per correggerla, ma in alcuni casi può essere presa in considerazione anche la chirurgia refrattiva.
L’operazione laser per la miopia non è però una procedura adatta automaticamente a tutte le persone miopi.
Prima dell’intervento è necessaria una valutazione oculistica completa per verificare la stabilità della gradazione, le caratteristiche della cornea, la salute della superficie oculare e l’assenza di condizioni che possano rendere una determinata tecnica poco indicata.
Per conoscere meglio il difetto visivo puoi approfondire cos’è la miopia, quali sintomi provoca e come viene corretta.
Come funziona l’operazione laser per la miopia?
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
La chirurgia refrattiva mira a modificare il potere ottico dell’occhio in modo da ridurre il difetto refrattivo.
Nel caso delle principali tecniche laser, l’intervento agisce sulla cornea, modificandone la forma affinché i raggi luminosi vengano focalizzati più correttamente sulla retina.
Esistono diverse procedure e non tutte vengono eseguite nello stesso modo.
La tecnica più appropriata viene scelta dall’oculista in funzione delle caratteristiche dell’occhio e della persona.
Quali sono le principali tecniche laser?
Tra le procedure utilizzate nella chirurgia refrattiva troviamo tecniche come:
-
PRK;
-
LASIK;
-
procedure di estrazione lenticolare come SMILE.
Non è corretto considerare una di queste tecniche universalmente migliore delle altre.
La scelta dipende da numerosi fattori, tra cui:
-
entità della miopia;
-
spessore della cornea;
-
geometria corneale;
-
eventuale astigmatismo;
-
condizioni della superficie oculare;
-
attività e caratteristiche individuali.
PRK: come funziona?
La PRK è una tecnica di superficie.
Dopo la rimozione dell’epitelio corneale, il laser a eccimeri rimodella la parte superficiale della cornea secondo la correzione programmata.
Al termine può essere applicata temporaneamente una lente a contatto terapeutica per favorire la guarigione dell’epitelio.
Il recupero iniziale può richiedere più tempo rispetto ad altre tecniche e nei giorni successivi possono comparire fastidio, lacrimazione e sensibilità alla luce.
LASIK: qual è la differenza?
Nella LASIK viene creato un sottile lembo corneale, chiamato flap, che viene sollevato per permettere al laser di intervenire sul tessuto sottostante.
Terminato il trattamento, il flap viene riposizionato.
Questa procedura può consentire un recupero visivo iniziale relativamente rapido, ma presenta caratteristiche e possibili complicanze specifiche che devono essere valutate dal chirurgo.
Che cos’è la tecnica SMILE?
SMILE è una procedura differente dalle classiche tecniche con laser a eccimeri.
Un laser a femtosecondi crea all’interno della cornea un piccolo lenticolo di tessuto che viene successivamente rimosso attraverso una piccola incisione.
La modifica ottenuta consente di correggere determinati difetti refrattivi.
Anche questa tecnica non è adatta automaticamente a tutti i casi e richiede una valutazione preoperatoria specifica.
Tutti i miopi possono fare il laser?
No.
Prima di considerare l’intervento vengono generalmente valutati diversi parametri.
Tra questi:
-
stabilità del difetto refrattivo;
-
età;
-
spessore e forma della cornea;
-
salute della superficie oculare;
-
presenza di altre patologie oculari;
-
entità della miopia;
-
eventuale astigmatismo;
-
condizioni generali di salute.
Il semplice numero delle diottrie non basta quindi per stabilire l’idoneità.
Perché la stabilità della miopia è importante?
Se la gradazione continua a modificarsi significativamente, correggere chirurgicamente il valore presente in quel momento potrebbe non garantire una correzione stabile negli anni successivi.
Per questo lo specialista valuta la storia refrattiva della persona e confronta, quando disponibili, le prescrizioni precedenti.
Non esiste però una regola identica per tutti: la valutazione deve essere individuale.
Quali esami vengono effettuati prima dell’intervento?
La visita preoperatoria è una parte fondamentale del percorso.
A seconda del caso possono essere eseguiti esami per valutare:
-
refrazione;
-
topografia e tomografia corneale;
-
spessore della cornea;
-
superficie oculare e film lacrimale;
-
pressione intraoculare;
-
pupilla;
-
retina;
-
altre caratteristiche anatomiche e funzionali dell’occhio.
Lo scopo non è soltanto scegliere la tecnica, ma soprattutto individuare eventuali fattori di rischio o controindicazioni.
Occhio secco e chirurgia laser
La qualità della superficie oculare viene valutata con particolare attenzione.
La chirurgia refrattiva può essere associata a secchezza oculare, soprattutto nel periodo successivo all’intervento.
Una situazione di occhio secco importante deve quindi essere valutata e gestita correttamente prima di stabilire se e come procedere.
Non è corretto considerare la semplice applicazione di lacrime artificiali una soluzione universale che renda automaticamente possibile qualsiasi intervento.
Miopia elevata: il laser è sempre possibile?
No.
In presenza di miopie elevate la quantità di tessuto corneale che sarebbe necessario modificare può diventare un fattore determinante.
Se le caratteristiche della cornea non consentono una procedura laser appropriata, lo specialista può valutare alternative differenti.
Tra queste possono rientrare, in casi selezionati, le lenti fachiche intraoculari.
Che cosa sono le lenti fachiche?
Le lenti fachiche vengono impiantate chirurgicamente all’interno dell’occhio senza rimuovere il cristallino naturale.
Possono essere prese in considerazione in alcune persone con difetti refrattivi elevati o quando una procedura corneale non è la soluzione preferibile.
Si tratta però di una chirurgia intraoculare, con caratteristiche, indicazioni e rischi differenti rispetto al trattamento laser della cornea.
La scelta può essere effettuata soltanto dopo una valutazione specialistica.
Come ci si prepara all’intervento?
Le indicazioni possono variare in funzione della tecnica e del centro chirurgico.
Prima dell’operazione può essere necessario sospendere temporaneamente l’uso delle lenti a contatto affinché la cornea possa essere valutata nelle condizioni più stabili possibili.
Il medico fornisce inoltre istruzioni specifiche su:
-
farmaci;
-
colliri;
-
igiene oculare;
-
utilizzo delle lenti a contatto;
-
accompagnamento il giorno dell’intervento;
-
attività da evitare.
È importante seguire le istruzioni ricevute dal centro che esegue la procedura.
L’intervento laser è doloroso?
Durante molte procedure vengono utilizzati colliri anestetici.
Questo permette di limitare il dolore durante l’intervento, ma la fase successiva può essere differente a seconda della tecnica.
Dopo alcune procedure possono comparire:
-
bruciore;
-
sensazione di corpo estraneo;
-
lacrimazione;
-
fotofobia;
-
visione inizialmente fluttuante.
Non è quindi corretto promettere che ogni intervento sia completamente indolore dall’inizio alla fine.
Quanto dura l’intervento?
La fase laser vera e propria può essere molto breve, ma il tempo trascorso nel centro chirurgico comprende preparazione, controlli e procedure precedenti e successive al trattamento.
La durata effettiva dipende inoltre dalla tecnica utilizzata e dal caso specifico.
Il tempo dell’intervento non dovrebbe essere il principale criterio con cui scegliere una procedura.
Quanto tempo serve per recuperare?
Il recupero varia considerevolmente tra una tecnica e l’altra.
Dopo alcune procedure la visione può migliorare rapidamente, mentre in altri casi possono essere necessari diversi giorni o più tempo prima di raggiungere una buona stabilità.
Anche dopo un rapido recupero iniziale la qualità visiva può continuare a modificarsi durante il periodo successivo.
Per questo bisogna attenersi alle indicazioni del chirurgo per quanto riguarda:
-
guida;
-
lavoro;
-
attività fisica;
-
sport;
-
utilizzo di cosmetici;
-
piscina o mare;
-
esposizione a polvere e altri irritanti.
Quali disturbi possono comparire dopo il laser?
Nel periodo postoperatorio possono verificarsi temporaneamente alcuni disturbi.
Tra quelli riportati più frequentemente troviamo:
-
secchezza oculare;
-
aloni;
-
abbagliamento;
-
visione fluttuante;
-
sensibilità alla luce;
-
difficoltà nella visione notturna.
La frequenza, l’intensità e la durata dipendono dalla tecnica e dalle caratteristiche individuali.
In presenza di dolore importante, peggioramento improvviso della vista o altri sintomi non previsti bisogna contattare il centro che ha eseguito l’intervento.
Esistono rischi e complicanze?
Sì.
Come ogni procedura chirurgica, anche la chirurgia refrattiva presenta possibili rischi.
Possono comprendere, a seconda della tecnica:
-
sovracorrezione o sottocorrezione;
-
residuo refrattivo;
-
regressione nel tempo;
-
secchezza oculare;
-
disturbi visivi notturni;
-
infezione o infiammazione;
-
complicanze corneali;
-
eventuale necessità di ulteriori trattamenti.
Il rischio individuale deve essere discusso con il chirurgo sulla base degli esami effettuati.
Dopo il laser non serviranno più gli occhiali?
Non può essere garantito.
Molte persone riducono significativamente la dipendenza dagli occhiali dopo una procedura riuscita, ma può rimanere una correzione residua.
Inoltre la vista può modificarsi nel corso degli anni.
Con l’avanzare dell’età compare anche la presbiopia, che riguarda la capacità di mettere a fuoco da vicino e non viene impedita dal fatto di aver corretto chirurgicamente la miopia.
Il laser corregge anche l’astigmatismo?
In molti casi una procedura refrattiva può correggere contemporaneamente miopia e astigmatismo entro determinati limiti.
Anche in questo caso la possibilità dipende dalle caratteristiche della cornea e dall’entità dei difetti.
La valutazione non può quindi essere effettuata soltanto sulla base della prescrizione degli occhiali.
Quanto dura il risultato?
In molti pazienti il risultato può rimanere stabile per lungo tempo, ma nessun intervento può impedire all’occhio di subire i normali cambiamenti legati all’età o ad altri fattori.
In alcuni casi può verificarsi una variazione refrattiva successiva.
Questo è uno dei motivi per cui una gradazione stabile prima dell’intervento rappresenta un elemento importante della valutazione.
Laser o occhiali: quale soluzione scegliere?
Non esiste una risposta valida per tutti.
Gli occhiali sono una soluzione non invasiva, modificabile nel tempo e adatta praticamente a qualsiasi correzione refrattiva.
Le lenti a contatto possono offrire maggiore libertà in alcune attività, ma richiedono corretta gestione e igiene.
La chirurgia refrattiva può ridurre la dipendenza dalla correzione ottica in persone adeguatamente selezionate, ma comporta una procedura chirurgica e possibili rischi.
Prima di scegliere è quindi importante confrontare benefici, limiti e aspettative reali.
Cosa chiedere allo specialista prima dell’operazione?
Prima di decidere può essere utile chiedere:
-
Sono realmente idoneo alla chirurgia refrattiva?
-
Quale tecnica viene proposta e perché?
-
Quale risultato è realistico nel mio caso?
-
Quali sono i principali rischi?
-
Quanto tempo richiede normalmente il recupero?
-
Potrei continuare ad avere bisogno degli occhiali?
-
Quali alternative ho se non sono idoneo al laser?
-
Come influirà la futura presbiopia?
Una buona valutazione preoperatoria dovrebbe permettere alla persona di comprendere sia i possibili benefici sia i limiti del trattamento.
Operazione laser per miopia: cosa ricordare
L’operazione laser può rappresentare una possibilità efficace per ridurre la miopia in persone correttamente selezionate, ma non è una procedura automatica né una garanzia di non utilizzare mai più gli occhiali.
Il punto più importante viene prima dell’intervento: stabilire se l’occhio è idoneo e quale procedura offre il rapporto più appropriato tra benefici e rischi nel singolo caso.
Per una panoramica generale sulla correzione dei difetti refrattivi puoi consultare anche difetti visivi: miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia.

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