Occhi secchi che lacrimano: cause e cosa fare
Si può prevenire l’occhio secco?
Non tutte le forme di occhio secco possono essere prevenute, perché la secchezza oculare può dipendere anche da età, farmaci, alterazioni delle ghiandole palpebrali o altre condizioni. Molti fattori quotidiani possono però favorire l’evaporazione delle lacrime o peggiorare i sintomi e possono quindi essere ridotti con alcuni accorgimenti.
L’obiettivo non è semplicemente “mettere più collirio”, ma creare condizioni che aiutino il film lacrimale a rimanere stabile il più a lungo possibile.
Per capire prima perché nasce il problema puoi leggere occhio secco: cause, sintomi e come si tratta.
Perché l’ambiente può peggiorare la secchezza oculare?
Le lacrime formano sulla superficie dell’occhio un sottile film che deve rimanere sufficientemente stabile tra un ammiccamento e l’altro.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Vento, aria molto secca, riscaldamento e aria condizionata possono aumentare l’evaporazione.
Una persona con un film lacrimale già poco stabile può quindi stare relativamente bene in un ambiente e percepire bruciore o sensazione di sabbia appena entra in una stanza molto climatizzata.
Anche trascorrere molto tempo all’aperto in condizioni ventose può aumentare i sintomi.
Il National Eye Institute indica proprio vento, fumo e ambienti secchi tra i fattori capaci di favorire o peggiorare l’occhio secco.
Come usare l’aria condizionata senza peggiorare gli occhi secchi?
Non è necessario eliminarla completamente.
È più utile evitare che il flusso d’aria venga diretto continuamente verso il viso e gli occhi.
In automobile, per esempio, le bocchette possono essere orientate lontano dal volto.
Anche in ufficio è preferibile evitare una postazione direttamente sotto o davanti al getto del climatizzatore.
Se l’ambiente è particolarmente secco, aumentare l’umidità può aiutare alcune persone.
Il problema riguarda anche il riscaldamento durante l’inverno, perché può ridurre molto l’umidità degli ambienti chiusi.
Perché computer e smartphone possono far seccare gli occhi?
Quando guardiamo uno schermo a lungo tendiamo ad ammiccare meno frequentemente.
Inoltre alcuni ammiccamenti possono diventare incompleti.
Questo significa che il film lacrimale viene rinnovato meno spesso e rimane esposto all’evaporazione per periodi più lunghi.
Per questo dopo diverse ore davanti al computer possono comparire bruciore, sensazione di corpo estraneo, pesantezza o una vista che diventa temporaneamente meno nitida.
Il NEI conferma che l’utilizzo prolungato di computer, tablet e smartphone può favorire l’occhio secco proprio perché durante queste attività possiamo ammiccare meno.
Come ridurre la secchezza quando si lavora al computer?
La prima cosa utile è interrompere periodicamente la fissazione continua dello schermo.
Fare brevi pause permette agli occhi di cambiare attività e favorisce un ammiccamento più naturale.
Può essere utile anche ricordarsi consapevolmente di ammiccare in modo completo, soprattutto quando si avverte che gli occhi iniziano a bruciare.
La posizione dello schermo può avere un ruolo: guardare leggermente verso il basso può ridurre l’apertura della superficie oculare rispetto a uno schermo posizionato troppo in alto.
Anche eliminare un getto diretto di aria condizionata dalla postazione può fare una differenza significativa.
La regola 20-20-20 aiuta?
La regola 20-20-20 viene utilizzata soprattutto per interrompere l’attività visiva prolungata da vicino: ogni 20 minuti si guarda per circa 20 secondi qualcosa posto a circa 20 piedi, cioè 6 metri.
Non rappresenta una cura specifica dell’occhio secco, ma introduce pause regolari durante l’utilizzo degli schermi e può contribuire a ridurre l’affaticamento associato al lavoro prolungato.
Il National Eye Institute la suggerisce tra le abitudini utili per concedere pause agli occhi durante l’uso del computer.
Quanto è importante ammiccare?
Molto.
Ogni ammiccamento distribuisce nuovamente le lacrime sulla superficie dell’occhio e favorisce il rilascio della componente lipidica prodotta dalle ghiandole di Meibomio.
Se ammicchiamo poco o in maniera incompleta, il film lacrimale può rompersi più rapidamente.
Questo meccanismo spiega perché una persona possa avere una produzione lacrimale apparentemente normale e soffrire comunque di secchezza.
Per comprendere meglio puoi leggere film lacrimale: a cosa servono le lacrime e come proteggono gli occhi.
Il vento può peggiorare l’occhio secco?
Sì.
Il movimento dell’aria sulla superficie dell’occhio accelera l’evaporazione delle lacrime.
La situazione può essere particolarmente evidente durante attività all’aperto, in bicicletta, in moto o in giornate molto ventose.
Occhiali che proteggono maggiormente lateralmente possono ridurre l’esposizione diretta all’aria.
Il principio è semplice: minore è il flusso d’aria sulla superficie oculare, minore può essere l’evaporazione.
Il fumo può irritare gli occhi secchi?
Sì.
Fumo di sigaretta, polvere e altri irritanti ambientali possono peggiorare il comfort della superficie oculare.
In una persona con occhio secco la superficie è già più vulnerabile e può reagire maggiormente agli agenti irritanti.
Evitare, quando possibile, ambienti molto fumosi rappresenta quindi una misura semplice ma utile.
Bere più acqua risolve l’occhio secco?
Una corretta idratazione generale è importante per l’organismo, ma bere molta acqua non rappresenta da sola una cura per l’occhio secco.
La secchezza può infatti derivare da problemi di evaporazione, alterazioni delle ghiandole di Meibomio, infiammazione o altri meccanismi che non vengono risolti aumentando semplicemente l’assunzione di liquidi.
È comunque opportuno evitare stati di disidratazione.
L’approccio corretto rimane individuare la causa prevalente quando il disturbo è persistente.
Il sonno può influenzare la salute della superficie oculare?
Un sonno regolare fa parte delle normali abitudini di benessere generale e il National Eye Institute lo include tra i comportamenti che possono aiutare chi soffre di occhio secco.
Inoltre alcuni problemi palpebrali notturni possono lasciare una parte dell’occhio esposta durante il sonno e contribuire alla secchezza mattutina.
Se una persona si sveglia frequentemente con dolore, forte secchezza o sensazione di abrasione, è utile riferirlo durante la visita.
Le lenti a contatto possono peggiorare la secchezza?
In alcune persone sì.
Le lenti interagiscono direttamente con il film lacrimale e possono rendere più evidenti problemi già presenti.
Un segnale frequente è una riduzione progressiva del comfort durante la giornata: la lente inizialmente viene tollerata bene ma dopo alcune ore inizia a provocare secchezza, bruciore o necessità di rimuoverla.
Non significa necessariamente dover rinunciare alle lenti.
Può essere necessario rivalutare materiale, modalità di sostituzione, tempi di utilizzo e condizioni della superficie oculare.
Il NEI include l’uso delle lenti a contatto tra i fattori associati a un maggiore rischio di occhio secco.
Cosa fare se le lenti iniziano a dare fastidio?
Non è consigliabile continuare a indossarle per molte ore ignorando il disagio.
Quando compaiono secchezza o irritazione può essere utile rimuoverle e lasciare riposare la superficie oculare.
Se il problema si ripete frequentemente è preferibile una valutazione per capire se dipende dalla lente, dal film lacrimale o da un’altra condizione.
Dolore, marcato arrossamento, fotofobia, secrezioni o improvvisa visione offuscata richiedono invece maggiore attenzione.
Il NEI raccomanda di rimuovere le lenti in presenza di dolore, occhi rossi, fotofobia, improvvisa visione offuscata, lacrimazione insolita o secrezioni e di contattare lo specialista se i sintomi persistono o peggiorano.
Le lacrime artificiali possono essere usate per prevenire i sintomi?
Possono aiutare a migliorare temporaneamente lubrificazione e comfort quando appropriate.
Ma non bisogna trasformarle nell’unica strategia.
Esistono formulazioni differenti e un prodotto adatto a un problema lieve e occasionale può non essere il più indicato per una secchezza frequente.
Inoltre utilizzare gocce più volte al giorno senza capire perché gli occhi continuano a stare male può ritardare l’individuazione del problema.
Per approfondire puoi leggere lacrime artificiali: cosa sono, tipi e differenze e quando usare le lacrime artificiali.
Un collirio sbiancante è adatto all’occhio secco?
Non bisogna confondere un prodotto lubrificante con un collirio utilizzato per ridurre temporaneamente l’arrossamento.
I colliri hanno funzioni molto differenti.
Un prodotto progettato per un determinato disturbo non dovrebbe essere automaticamente utilizzato per un altro.
Inoltre alcuni prodotti usati frequentemente senza indicazione possono irritare la superficie o mascherare temporaneamente un problema.
Per capire le differenze puoi leggere colliri per gli occhi: tipologie, precauzioni e modalità d’uso.
È utile usare un umidificatore?
Può esserlo soprattutto quando l’aria degli ambienti è molto secca.
Aumentare l’umidità riduce la velocità con cui l’acqua evapora dalla superficie.
Non rappresenta una terapia universale, ma può aiutare chi nota un chiaro peggioramento in inverno, in uffici climatizzati o in altri ambienti particolarmente secchi.
Anche il National Eye Institute indica l’uso di un umidificatore tra i possibili accorgimenti ambientali per l’occhio secco.
Gli occhiali da sole possono aiutare?
All’aperto possono avere una doppia funzione.
Proteggono gli occhi dalle radiazioni ultraviolette e, soprattutto se hanno una forma avvolgente, possono ridurre l’esposizione diretta a vento e aria.
Non curano l’occhio secco, ma possono rendere più confortevoli alcune situazioni ambientali.
Il NEI include gli occhiali avvolgenti tra le misure che possono aiutare a limitare l’esposizione ambientale nei pazienti con secchezza.
Bisogna cambiare alimentazione?
Una dieta equilibrata è importante per la salute generale e anche alcuni nutrienti partecipano alla normale funzione della superficie oculare.
Non è però corretto presentare un singolo alimento o integratore come una cura universale dell’occhio secco.
Se esistono vere carenze nutrizionali devono essere affrontate nel modo appropriato, mentre l’utilizzo di integratori per il trattamento dell’occhio secco dovrebbe essere valutato individualmente.
È preferibile evitare promesse del tipo “mangia questo e l’occhio secco passa”.
Alcuni farmaci possono peggiorare la secchezza?
Sì.
Tra i possibili fattori vi sono diversi farmaci sistemici, compresi alcuni antistaminici, antidepressivi e medicinali utilizzati per altre condizioni.
Questo non significa che debbano essere sospesi autonomamente.
Se i sintomi compaiono dopo l’inizio di una terapia o peggiorano significativamente, è utile parlarne con il medico.
Talvolta è possibile modificare il trattamento o gestire contemporaneamente la secchezza.
È possibile prevenire tutte le forme di occhio secco?
No.
Alcune dipendono da età, malattie autoimmuni, alterazioni delle ghiandole lacrimali o di Meibomio, interventi oculari o altre condizioni.
In questi casi la prevenzione assoluta non è possibile.
È però spesso possibile ridurre i fattori aggravanti, trattare le condizioni associate e limitare i sintomi.
Per questo il titolo “come prevenirlo” deve essere inteso come riduzione del rischio e dei fattori che lo peggiorano, non come garanzia di evitarlo.
Quando i consigli quotidiani non bastano?
Se il disturbo è occasionale e chiaramente associato a particolari ambienti, alcuni cambiamenti possono essere sufficienti.
Quando invece bruciore, sensazione di sabbia, arrossamento o vista fluttuante diventano persistenti, è utile capire quale meccanismo sia responsabile.
La secchezza può essere dovuta a evaporazione eccessiva, ridotta produzione lacrimale o una combinazione di entrambe.
A quel punto non è più sufficiente limitarsi a cambiare abitudini.
La guida Dry Eye Syndrome: sintomi e diagnosi dell’occhio secco approfondisce proprio la fase diagnostica.
Quando bisogna rivolgersi rapidamente a un oculista?
Un semplice senso di secchezza non è normalmente un’urgenza.
È invece importante non attribuire automaticamente all’occhio secco sintomi come dolore intenso, forte fotofobia, improvviso calo della vista, secrezioni importanti, trauma o marcato arrossamento di un solo occhio.
Soprattutto nei portatori di lenti a contatto questi segnali possono indicare condizioni diverse e potenzialmente più importanti.
In sintesi
Non tutte le forme di occhio secco possono essere prevenute, ma molte abitudini quotidiane possono ridurre i fattori che favoriscono o peggiorano la secchezza.
Evitare flussi diretti di aria condizionata, proteggere gli occhi dal vento, fare pause durante l’utilizzo degli schermi, ammiccare correttamente, mantenere una buona umidità ambientale e usare con attenzione le lenti a contatto possono aiutare.
Le lacrime artificiali possono essere utili quando appropriate, ma non devono sostituire la ricerca della causa quando i sintomi sono frequenti.
Se il disturbo persiste, la strategia migliore non è semplicemente aumentare i rimedi fai da te, ma capire perché il film lacrimale non riesce più a proteggere correttamente la superficie oculare.
Per approfondire puoi partire dalla guida occhio secco: cause, sintomi e trattamento oppure consultare tutti gli articoli della sezione Occhio secco.

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