Come affrontare al meglio i problemi agli occhi dei bambini
Cosa fare dopo la diagnosi
Scoprire che un bambino ha un problema visivo può generare molte domande: dovrà portare gli occhiali sempre? La gradazione cambierà crescendo? Se continua a toglierseli cosa bisogna fare? Potrà praticare sport? Come ci si comporta a scuola? E cosa succede se vengono diagnosticati strabismo o ambliopia?
La prima cosa da chiarire è che “problema di vista” non identifica una sola condizione.
Miopia, ipermetropia e astigmatismo sono principalmente errori refrattivi. Strabismo e ambliopia riguardano altri aspetti dello sviluppo e dell'utilizzo della visione. Esistono poi vere e proprie patologie oculari che richiedono una gestione differente.
Di conseguenza non esiste un trattamento unico valido per tutti i bambini.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Dopo la diagnosi, l'obiettivo è seguire correttamente le indicazioni ricevute, fare in modo che l'eventuale correzione venga realmente utilizzata e osservare come il bambino si adatta nella vita quotidiana. Come gestire il cerotto per l'occhio pigro.
Per una panoramica generale sullo sviluppo e sulla salute visiva pediatrica puoi consultare la guida sulla vista dei bambini.
Cosa succede dopo che viene individuato un problema visivo?
Dipende dalla causa.
Dopo una valutazione possono essere indicate, a seconda della situazione:
-
semplice osservazione nel tempo;
-
occhiali;
-
controlli periodici;
-
trattamento dell'ambliopia;
-
gestione dello strabismo;
-
terapia per una specifica patologia;
-
ulteriori esami.
Il fatto che durante un controllo venga rilevata una gradazione non significa automaticamente che ogni bambino debba ricevere gli stessi occhiali.
Età, entità del difetto, differenza tra i due occhi, sviluppo visivo e presenza di altre condizioni devono essere considerate insieme.
Difetto refrattivo e malattia degli occhi sono la stessa cosa?
No.
È una distinzione importante.
Miopia, ipermetropia e astigmatismo sono errori refrattivi: il sistema ottico dell'occhio non mette a fuoco l'immagine sulla retina nel modo ideale.
Non devono essere automaticamente definiti “malattie oculari”.
Una patologia dell'occhio, invece, può interessare strutture come:
-
cornea;
-
cristallino;
-
retina;
-
nervo ottico;
-
altre parti dell'apparato visivo.
Per comprendere meglio la differenza è disponibile la guida sui difetti visivi più comuni.
Se vengono prescritti gli occhiali significa che il bambino dovrà portarli sempre?
Non necessariamente per tutta la vita e non necessariamente con le stesse modalità.
L'indicazione dipende dalla situazione individuale.
Alcuni bambini devono utilizzare la correzione per gran parte della giornata. In altri casi possono essere fornite indicazioni differenti.
È importante seguire ciò che è stato prescritto e non modificare autonomamente il tempo di utilizzo pensando che sia meglio far “lavorare” l'occhio senza occhiali.
In età pediatrica gli occhiali non servono soltanto a rendere più nitida una scritta: in determinate condizioni contribuiscono anche a fornire al sistema visivo un'immagine adeguata durante la sua maturazione.
Gli occhiali possono rendere gli occhi del bambino più deboli?
No.
Indossare una correzione appropriata non rende gli occhi pigri e non provoca il peggioramento del difetto semplicemente perché il bambino si abitua a vedere bene.
Miopia, ipermetropia e astigmatismo possono cambiare durante la crescita per l'evoluzione naturale dell'occhio.
Se dopo un controllo viene modificata la gradazione, questo non significa che sia stato l'occhiale precedente a far peggiorare la vista.
Bisogna scegliere una gradazione più bassa per non abituare l'occhio?
No, non autonomamente.
La prescrizione pediatrica viene stabilita considerando numerosi fattori e non soltanto il numero delle diottrie.
Ridurre intenzionalmente la correzione senza indicazione può essere particolarmente inopportuno quando sono presenti:
-
importanti errori refrattivi;
-
anisometropia;
-
ambliopia;
-
strabismo associato alla refrazione.
Non bisogna modificare una prescrizione per seguire l'idea secondo cui “meno lente significa che l'occhio lavora di più”.
Quanto tempo serve per abituarsi agli occhiali?
È molto variabile.
Alcuni bambini accettano immediatamente gli occhiali perché percepiscono un evidente beneficio.
Altri possono aver bisogno di più tempo per abituarsi:
-
alla sensazione della montatura;
-
alla nuova immagine;
-
alla presenza delle lenti davanti agli occhi;
-
al cambiamento nella percezione delle distanze.
Nei primi giorni è normale osservare con attenzione il comportamento del bambino.
Se però il disagio è importante, persiste o il bambino che prima portava volentieri gli occhiali improvvisamente li rifiuta, vale la pena verificare che non esista un problema di montatura, lenti o prescrizione.
Cosa fare se il bambino non vuole portare gli occhiali?
Prima di considerarlo semplicemente un capriccio bisogna cercare di capirne il motivo.
Il bambino potrebbe rifiutare l'occhiale perché:
-
stringe;
-
scivola;
-
appoggia sulle guance;
-
pesa;
-
le lenti sono graffiate;
-
vede in modo insolito;
-
non gradisce l'aspetto della montatura;
-
viene preso in giro;
-
non ha ancora costruito l'abitudine all'utilizzo.
La strategia migliore dipende quindi dalla causa.
Con i bambini più piccoli può essere utile inserire gli occhiali nella routine quotidiana e rimetterli con calma quando vengono tolti.
Con i più grandi è importante anche ascoltare ciò che riferiscono e si possono valutare le lenti a contatto.
La montatura può influire sull'accettazione degli occhiali?
Moltissimo.
Una montatura scomoda rende difficile qualsiasi prescrizione.
L'occhiale deve:
-
rimanere stabile;
-
non scivolare continuamente;
-
non comprimere;
-
mantenere le lenti correttamente posizionate;
-
risultare sufficientemente leggero;
-
essere adatto alla forma del viso.
La guida su come scegliere la montatura degli occhiali per bambini approfondisce misura, ponte, stabilità e materiali.
Conviene comprare una montatura più grande perché il bambino sta crescendo?
No.
Una montatura volutamente troppo grande può:
-
scivolare;
-
posizionare male le lenti;
-
appoggiare sulle guance;
-
risultare instabile;
-
permettere al bambino di guardare facilmente sopra la lente.
L'occhiale deve vestire correttamente adesso, non soltanto quando il bambino sarà cresciuto.
La crescita richiederà inevitabilmente di rivalutare periodicamente anche la montatura.
Come accorgersi che una montatura è diventata piccola?
Con la crescita possono comparire alcuni segnali:
-
aste che sembrano troppo corte;
-
pressione sulle tempie;
-
frontale troppo stretto;
-
ponte meno confortevole;
-
montatura che cambia posizione;
-
segni evidenti sulla pelle.
La crescita del viso non coincide necessariamente con un cambiamento della gradazione.
Montatura e prescrizione devono quindi essere considerate separatamente.
Cosa fare se il bambino continua a guardare sopra gli occhiali?
Bisogna prima controllare la vestibilità.
Una montatura:
-
troppo bassa;
-
troppo grande;
-
che scivola continuamente;
può facilitare questo comportamento.
Soprattutto nei bambini piccoli è importante avere sufficiente copertura verticale perché spesso guardano verso l'alto per osservare gli adulti.
Non significa che tutti debbano utilizzare montature rotonde, ma che la forma deve essere adeguata al modo in cui il bambino utilizza lo sguardo.
Gli occhiali per neonati sono diversi?
Nei bambini molto piccoli le esigenze di vestibilità sono particolari.
Possono essere utilizzate montature:
-
morbide;
-
flessibili;
-
leggere;
-
con ponte adatto a nasi molto piccoli;
-
dotate in alcuni casi di fascia posteriore.
Quando necessario, gli occhiali possono essere prescritti anche prima che il bambino sappia parlare.
La guida sugli occhiali gommati per neonati e bambini piccoli approfondisce proprio queste soluzioni.
Cosa fare se il bambino dice di vedere peggio con i nuovi occhiali?
Una nuova correzione può richiedere un periodo di adattamento, ma una difficoltà importante non deve essere semplicemente ignorata.
È utile capire che cosa riferisce il bambino:
-
sfocatura;
-
distorsione;
-
mal di testa;
-
difficoltà nella percezione delle distanze;
-
un occhio che sembra vedere diversamente;
-
fastidio nella visione da vicino o da lontano.
Se il problema persiste, l'occhiale e la prescrizione possono essere ricontrollati.
Non bisogna però modificare autonomamente le lenti.
Gli occhiali devono essere perfettamente centrati anche nei bambini?
Sì.
Le lenti devono essere realizzate e posizionate tenendo conto della prescrizione e dei parametri necessari.
La montatura deve poi rimanere abbastanza stabile da conservare una posizione coerente sul volto.
Questo è uno dei motivi per cui non basta comprare una montatura semplicemente indicata come “taglia bambino”.
La realizzazione dell'occhiale deve considerare il singolo utilizzatore.
Cosa fare se il bambino rompe frequentemente gli occhiali?
È utile capire come avviene la rottura.
Se gli occhiali vengono danneggiati spesso durante:
-
sport;
-
gioco;
-
rimozione con una sola mano;
-
apertura eccessiva delle aste;
può essere utile rivalutare il tipo di montatura e le abitudini di utilizzo.
Una struttura più flessibile può aiutare in alcuni casi, ma non esistono normali montature completamente indistruttibili.
Per evitare errori frequenti nella gestione quotidiana è utile consultare la guida sugli errori da evitare con gli occhiali da vista dei bambini.
Può essere utile avere un secondo paio di occhiali?
In alcune situazioni sì.
Un occhiale di riserva può essere particolarmente pratico se il bambino:
-
utilizza una correzione indispensabile per molte ore;
-
pratica attività nelle quali la montatura può danneggiarsi;
-
frequenta scuola o viaggia;
-
ha una prescrizione che rende difficile restare diversi giorni senza occhiali.
Non è necessario per ogni bambino, ma può evitare periodi senza correzione in caso di rottura o smarrimento.
Gli insegnanti devono sapere che il bambino porta gli occhiali?
Può essere molto utile, soprattutto nei più piccoli.
L'insegnante può aiutare a:
-
ricordare al bambino di utilizzare gli occhiali secondo le indicazioni ricevute;
-
accorgersi se li toglie continuamente;
-
segnalare difficoltà nel vedere la lavagna;
-
osservare eventuali cambiamenti durante la lettura;
-
gestire correttamente attività e sport.
Non è necessario trasformare il problema visivo in un'etichetta scolastica.
È sufficiente comunicare le informazioni pratiche realmente utili.
Un bambino con miopia deve sedersi sempre in prima fila?
Se la miopia è corretta adeguatamente, il bambino dovrebbe poter vedere bene a distanza con gli occhiali prescritti.
Spostarlo sistematicamente in prima fila non sostituisce una correzione adeguata.
Una posizione più vicina può essere temporaneamente utile se esiste una difficoltà visiva non ancora corretta o durante il periodo necessario a risolvere un problema con gli occhiali.
Se il bambino continua a non vedere la lavagna nonostante indossi correttamente la correzione, è meglio approfondire invece di affidarsi soltanto al posto in aula.
Approfondimento: Come gestire gli occhiali a scuola
I problemi visivi causano difficoltà scolastiche?
Un problema della vista può certamente rendere più difficile alcune attività scolastiche, per esempio:
-
leggere la lavagna;
-
copiare;
-
leggere caratteri piccoli;
-
mantenere un'attività visiva prolungata.
Non è però corretto attribuire automaticamente qualsiasi difficoltà di apprendimento o concentrazione alla vista.
Il rendimento scolastico dipende da molti fattori.
La valutazione visiva è importante per escludere o correggere un ostacolo visivo, ma non deve diventare la spiegazione universale di ogni difficoltà scolastica.
Mal di testa durante lo studio significa che gli occhiali sono sbagliati?
Non necessariamente.
Il mal di testa può avere moltissime cause.
Se compare frequentemente durante attività visive e si associa a:
-
vista sfocata;
-
difficoltà nella messa a fuoco;
-
visione doppia;
-
nuovo fastidio con gli occhiali;
può essere utile segnalarlo.
Ma non è possibile stabilire che la gradazione sia errata soltanto dalla presenza di cefalea.
Cosa fare se al bambino viene diagnosticata ambliopia?
L'ambliopia è una riduzione della funzione visiva sviluppatasi durante il periodo di maturazione del sistema visivo.
Il trattamento dipende dalla causa e dalla situazione individuale.
Può comprendere, a seconda dei casi:
-
correzione ottica appropriata;
-
trattamento della causa sottostante;
-
occlusione;
-
altre strategie prescritte.
È importante rispettare le modalità indicate e presentarsi ai controlli, perché la risposta deve essere monitorata.
L'ambliopia significa che gli occhiali non servono?
No.
È un errore frequente.
In alcune forme di ambliopia la correzione ottica è una componente fondamentale del trattamento e può migliorare significativamente la funzione visiva.
Non bisogna quindi pensare che gli occhiali siano inutili perché il problema viene chiamato “occhio pigro”.
La gestione dipende dalla causa dell'ambliopia.
Bisogna bendare sempre l'occhio migliore in caso di ambliopia?
No.
L'occlusione può essere prescritta in determinate situazioni, ma non è un trattamento universale da iniziare autonomamente.
La durata quotidiana e il periodo complessivo dipendono da fattori come:
-
età;
-
gravità;
-
causa;
-
risposta al trattamento.
Coprire un occhio per un numero arbitrario di ore non è una buona strategia.
Si può iniziare il bendaggio senza visita?
No.
Non bisogna bendare autonomamente un occhio pensando di “allenare” quello che sembra vedere peggio.
Il trattamento dell'ambliopia richiede prima di tutto una diagnosi e una corretta valutazione della causa.
È inoltre necessario controllare nel tempo la risposta dei due occhi.
Cosa fare se il bambino non vuole tenere la benda?
È una difficoltà frequente.
A seconda dell'età possono essere utili strategie pratiche come:
-
inserirla in una routine;
-
svolgere attività piacevoli durante l'occlusione;
-
coinvolgere il bambino nella scelta quando possibile;
-
seguire con precisione gli orari indicati.
Non bisogna però modificare arbitrariamente la durata prescritta senza discuterne con chi segue il bambino.
Se l'aderenza è molto difficile, è importante comunicarlo durante il controllo.
Come viene affrontato lo strabismo?
Non esiste una sola terapia dello strabismo.
La gestione può includere, a seconda della causa e del tipo di deviazione:
-
occhiali;
-
trattamento dell'ambliopia associata;
-
altre strategie specifiche;
-
chirurgia in alcuni casi.
Non tutti gli strabismi necessitano delle stesse procedure.
Dire semplicemente che “lo strabismo si cura con occhiali, benda o intervento” è quindi troppo generico.
Prima bisogna stabilire il tipo di deviazione e il quadro visivo complessivo.
Gli occhiali possono correggere uno strabismo?
In alcuni tipi di strabismo la correzione refrattiva può avere un ruolo molto importante e può ridurre o controllare la deviazione.
In altri casi non è sufficiente.
La risposta dipende dal meccanismo dello strabismo.
Per questo non è possibile prevedere l'effetto degli occhiali semplicemente osservando in quale direzione devia l'occhio.
La chirurgia dello strabismo elimina automaticamente ogni problema visivo?
No.
La chirurgia interviene sull'allineamento degli occhi, ma eventuali problemi associati come:
-
ambliopia;
-
difetti refrattivi;
possono richiedere una gestione distinta.
Un bambino operato può quindi avere ancora bisogno di occhiali o di altri trattamenti.
Cosa fare dopo una diagnosi di miopia?
Se viene prescritta una correzione, è importante utilizzarla secondo le indicazioni ricevute e controllare l'evoluzione nel tempo.
La miopia può progredire durante la crescita.
In alcuni bambini possono essere considerate strategie specifiche di controllo della progressione.
Una buona abitudine generale è inoltre favorire regolarmente il tempo trascorso all'aperto.
Questo non significa che stare fuori faccia scomparire la miopia già presente.
Cosa fare dopo una diagnosi di ipermetropia?
La gestione dipende da:
-
quantità di ipermetropia;
-
età;
-
presenza di sintomi;
-
differenza tra gli occhi;
-
eventuale strabismo.
I bambini possono utilizzare l'accomodazione per compensare parte dell'ipermetropia, quindi non basta leggere il valore delle diottrie per capire autonomamente quale correzione sia necessaria.
Quando vengono prescritti gli occhiali è importante utilizzare la correzione secondo le modalità indicate.
Cosa fare dopo una diagnosi di astigmatismo?
Anche l'astigmatismo può essere corretto attraverso lenti adeguate quando è clinicamente indicato.
Con una nuova correzione astigmatica alcuni bambini possono percepire inizialmente una sensazione visiva differente.
L'adattamento è generalmente possibile, ma un disagio importante o persistente merita un ricontrollo.
Non bisogna ridurre autonomamente il cilindro o modificare l'asse della correzione.
Le lenti a contatto possono essere utilizzate dai bambini?
In alcuni bambini e adolescenti possono essere considerate, ma la decisione non dipende soltanto dall'età anagrafica.
Sono importanti:
-
indicazione;
-
maturità;
-
capacità di rispettare l'igiene;
-
supervisione familiare;
-
tipo di lente.
Le lenti a contatto non devono entrare in contatto con acqua di rubinetto, piscina, mare o lago e non devono essere condivise.
Per molti bambini gli occhiali rimangono comunque la soluzione più semplice.
Il bambino può fare sport con gli occhiali?
Nella maggior parte dei casi sì, ma la soluzione dipende dall'attività.
Per gli sport con rischio di impatto può essere opportuno utilizzare una protezione specifica.
Un normale paio di occhiali da vista non deve essere considerato automaticamente un dispositivo protettivo.
La montatura quotidiana può invece essere scelta considerando anche quanto il bambino è attivo.
Togliere gli occhiali durante lo sport è sempre meglio?
No.
Un bambino che vede male senza correzione potrebbe trovarsi in difficoltà proprio durante un'attività che richiede:
-
percezione dello spazio;
-
coordinazione;
-
riconoscimento di ostacoli;
-
individuazione di palloni o altri oggetti.
La soluzione deve quindi conciliare necessità visiva e sicurezza.
A seconda dello sport possono essere considerate montature o protezioni dedicate.
Come gestire gli occhiali durante la scuola?
Il bambino dovrebbe avere una routine semplice.
È utile insegnargli progressivamente a:
-
riporre l'occhiale correttamente quando deve toglierlo;
-
non appoggiarlo con le lenti verso il basso;
-
utilizzare la custodia;
-
non prestarlo agli altri;
-
segnalare immediatamente una rottura.
Se l'occhiale è prescritto per uso continuativo non dovrebbe essere lasciato abitualmente nello zaino durante le lezioni.
Cosa fare se gli occhiali si rompono a scuola?
Se il bambino dipende molto dalla correzione, è utile organizzarsi in anticipo.
Una custodia robusta e, quando opportuno, un secondo paio possono ridurre il problema.
Una montatura danneggiata non dovrebbe essere:
-
forzata;
-
piegata ripetutamente;
-
riparata con elementi appuntiti;
-
rimessa sul volto se presenta componenti pericolosi.
È meglio far controllare correttamente l'occhiale.
Come pulire gli occhiali di un bambino?
Anche il bambino può imparare gradualmente a prendersene cura.
In generale è preferibile rimuovere sporco e particelle senza strofinare aggressivamente le lenti a secco.
Vanno evitati:
-
tessuti abrasivi;
-
prodotti aggressivi;
-
carta ruvida;
-
superfici sporche.
Una lente molto graffiata può ridurre la qualità visiva e rendere meno confortevole l'utilizzo.
Le abitudini quotidiane possono aiutare dopo la diagnosi?
Sì, ma non sostituiscono il trattamento prescritto.
È utile favorire:
-
tempo all'aperto;
-
attività fisica;
-
pause durante periodi prolungati di lavoro da vicino;
-
illuminazione confortevole;
-
distanza ragionevole da libri e dispositivi;
-
protezione dal sole e dagli urti quando necessaria.
La guida su come proteggere la vista dei bambini nella vita quotidiana approfondisce proprio questi aspetti.
Gli esercizi oculari possono evitare gli occhiali?
Non per correggere genericamente miopia, ipermetropia o astigmatismo.
Muovere gli occhi in cerchio o effettuare esercizi di messa a fuoco non elimina le diottrie.
Esistono trattamenti ortottici o riabilitativi indicati per condizioni specifiche, ma devono avere un obiettivo preciso.
Non devono essere confusi con esercizi universali destinati a “rafforzare gli occhi”.
Un'alimentazione particolare può correggere un difetto visivo?
No.
Una dieta equilibrata è importante per la salute generale e oculare, ma nessun alimento elimina:
-
miopia;
-
ipermetropia;
-
astigmatismo;
-
strabismo.
Gli integratori non devono essere utilizzati automaticamente nei bambini per “migliorare la vista” in assenza di una reale indicazione.
Quanto spesso deve essere ricontrollato un bambino con problemi visivi?
Non esiste una frequenza universale.
Gli intervalli dipendono da:
-
diagnosi;
-
età;
-
velocità di cambiamento della refrazione;
-
ambliopia;
-
strabismo;
-
trattamento in corso;
-
risposta clinica.
Un bambino seguito per ambliopia può aver bisogno di tempi molto diversi rispetto a un bambino con un semplice difetto refrattivo stabile.
È quindi opportuno seguire il calendario indicato per il singolo caso.
Bisogna aspettare il controllo programmato se compare un nuovo problema?
Non sempre.
Se il bambino presenta un cambiamento nuovo e significativo, può essere necessario anticipare la valutazione.
È particolarmente importante in presenza di:
-
improvviso peggioramento della vista;
-
nuova visione doppia;
-
improvvisa deviazione importante di un occhio;
-
dolore oculare intenso;
-
occhio molto rosso associato a fotofobia o cambiamento della vista;
-
trauma;
-
pupilla o riflesso pupillare dall'aspetto anomalo;
-
altri nuovi sintomi neurologici.
La periodicità programmata non deve ritardare la valutazione di un problema acuto.
Cosa fare se la gradazione cambia frequentemente?
Durante la crescita la refrazione può modificarsi.
In particolare la miopia può progredire in età pediatrica.
Il significato della variazione dipende però da:
-
età;
-
velocità;
-
entità;
-
situazione dei due occhi.
Non bisogna quindi confrontare soltanto due prescrizioni e trarre conclusioni autonome.
Il controllo serve anche a interpretare l'evoluzione nel contesto complessivo.
Come capire se un nuovo sintomo dipende davvero dagli occhi?
Non sempre è possibile farlo a casa.
Mal di testa, difficoltà di concentrazione, stanchezza e scarso rendimento possono avere moltissime cause.
Diventa più ragionevole approfondire l'aspetto visivo quando compaiono insieme a sintomi come:
-
vista sfocata;
-
visione doppia;
-
difficoltà alla lavagna;
-
strizzamento frequente degli occhi;
-
chiusura di un occhio;
-
cambiamento della posizione della testa.
La pagina su come capire se un bambino può avere problemi agli occhi approfondisce i principali segnali osservabili.
Come si arriva a una diagnosi affidabile?
La valutazione dipende dall'età e dal problema sospettato.
Anche un bambino che non sa leggere può essere esaminato attraverso tecniche adatte alla sua capacità di collaborazione.
Possono essere valutati, per esempio:
-
fissazione;
-
allineamento;
-
refrazione;
-
acuità visiva;
-
strutture oculari.
La guida sulla valutazione precoce della vista nei bambini spiega come vengono effettuati i principali controlli pediatrici.
Qual è il ruolo dei genitori dopo la diagnosi?
È molto importante.
Il genitore può aiutare concretamente verificando che:
-
gli occhiali vengano utilizzati secondo le indicazioni;
-
la montatura resti confortevole;
-
eventuali bendaggi o altre terapie siano seguiti correttamente;
-
i controlli vengano rispettati;
-
cambiamenti importanti vengano segnalati.
Può inoltre osservare il comportamento del bambino senza trasformarsi in un diagnostico.
Il contributo più utile è riferire ciò che realmente accade nella quotidianità.
Quali sono gli errori più comuni dopo una diagnosi visiva?
Tra gli errori da evitare troviamo:
-
ridurre autonomamente le ore di utilizzo degli occhiali;
-
modificare la gradazione;
-
pensare che gli occhiali indeboliscano gli occhi;
-
iniziare un bendaggio senza indicazione;
-
acquistare una montatura troppo grande per farla durare;
-
ignorare un improvviso rifiuto degli occhiali;
-
saltare i controlli perché “tanto vede bene”;
-
attribuire qualsiasi difficoltà scolastica esclusivamente alla vista;
-
affidarsi a esercizi o integratori come sostituti di una terapia prescritta.
La gestione corretta è spesso molto più semplice: seguire le indicazioni, assicurarsi che il bambino riesca realmente a utilizzarle e comunicare eventuali difficoltà.
Problemi di vista nei bambini: cosa bisogna ricordare
Ricevere una diagnosi non significa necessariamente trovarsi davanti a una grave malattia oculare.
Molti bambini portano occhiali semplicemente perché hanno un errore refrattivo che deve essere corretto.
In altri casi, come ambliopia o alcune forme di strabismo, la gestione durante il periodo di sviluppo assume una particolare importanza.
Dopo la diagnosi bisogna soprattutto distinguere tre aspetti:
correzione, cioè cosa serve per permettere al bambino di utilizzare al meglio la propria visione;
aderenza, cioè riuscire concretamente a utilizzare occhiali, bendaggio o altri trattamenti secondo le indicazioni;
controllo, cioè verificare nel tempo come evolve il problema e come risponde il sistema visivo.
Non è utile cercare di “allenare” autonomamente gli occhi togliendo gli occhiali, cambiare una prescrizione, iniziare bendaggi o attribuire ogni difficoltà alla vista.
La gestione migliore nasce invece dalla collaborazione tra famiglia, bambino e professionisti che lo seguono.
Quando gli occhiali sono necessari, anche aspetti apparentemente semplici come montatura corretta, comfort, stabilità e utilizzo quotidiano diventano parte concreta del successo della correzione.

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