Cecità notturna: di cosa si tratta esattamente e perché se ne parla così poco?
Che cos'è la cecità notturna?
Entrare in una stanza buia o passare improvvisamente da un ambiente molto illuminato a uno poco illuminato richiede sempre qualche momento di adattamento.
Quando però la difficoltà a vedere al buio o in condizioni di scarsa illuminazione è molto più marcata del normale, si può parlare di cecità notturna, chiamata anche nictalopia.
Non significa necessariamente non vedere affatto durante la notte. Più spesso chi ne soffre avverte una forte difficoltà a orientarsi quando la luce diminuisce, distinguere gli ostacoli o adattarsi rapidamente passando dalla luce al buio.
La cecità notturna non è quindi una malattia unica, ma un sintomo che può dipendere da condizioni differenti.
Come si manifesta?
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Il disturbo diventa particolarmente evidente in situazioni come:
-
guidare dopo il tramonto;
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entrare in un locale poco illuminato;
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camminare in una strada con poca luce;
-
passare rapidamente da un ambiente luminoso a uno buio.
Durante il giorno la visione può invece apparire normale o comunque molto migliore.
La difficoltà nella guida notturna, però, non significa automaticamente soffrire di cecità notturna. Abbagliamento dei fari, difetti visivi non corretti, cataratta o altri problemi possono produrre disturbi simili.
Perché vediamo peggio quando c'è poca luce?
La retina contiene cellule specializzate nella percezione della luce.
I bastoncelli hanno un ruolo particolarmente importante nella visione in condizioni di scarsa illuminazione. Se il funzionamento della retina viene alterato da alcune patologie, la capacità di adattarsi al buio può diminuire.
Per questo la difficoltà nella visione notturna può essere uno dei primi segnali di alcune malattie retiniche.
Quali possono essere le cause della cecità notturna?
Le cause sono diverse e non possono essere individuate solamente in base al sintomo.
Una delle condizioni più note associate alla perdita della visione notturna è la retinite pigmentosa, un gruppo di malattie ereditarie della retina. La difficoltà a vedere di notte può rappresentarne uno dei primi sintomi.
Anche la cataratta può peggiorare notevolmente la visione in condizioni di poca luce e aumentare la sensibilità all'abbagliamento.
In altri casi possono contribuire difetti refrattivi non corretti oppure, in particolari condizioni nutrizionali o mediche, una grave carenza di vitamina A.
Per questo è importante capire la causa reale invece di cercare di trattare direttamente il sintomo.
Cecità notturna e retinite pigmentosa
Nella retinite pigmentosa i fotorecettori della retina vanno incontro progressivamente a degenerazione.
Uno dei primi disturbi può essere proprio la difficoltà a muoversi o vedere in ambienti poco illuminati.
Con il tempo può comparire anche una riduzione della visione periferica.
Se vuoi approfondire le diverse condizioni che possono interessare la retina e la vista puoi consultare anche la nostra guida sulle malattie degli occhi più comuni.
Anche la cataratta può rendere difficile vedere di notte
La cataratta rende progressivamente più opaco il cristallino.
Questo può causare visione offuscata, maggiore sensibilità alle luci intense, aloni intorno alle fonti luminose e difficoltà a vedere bene durante la notte.
Una persona che nota soprattutto problemi durante la guida serale potrebbe quindi non avere una vera nictalopia, ma un problema legato alla trasparenza del cristallino o ad altre condizioni oculari.
E la vitamina A?
La vitamina A è importante per il normale funzionamento della retina e una carenza grave può provocare difficoltà nella visione notturna.
Nei Paesi industrializzati, però, non è corretto presumere che un problema di visione notturna sia automaticamente dovuto a una carenza vitaminica.
Assumere integratori senza averne accertato la necessità non rappresenta una soluzione.
Se esiste il sospetto di una carenza nutrizionale, la valutazione deve essere effettuata dal medico.
Come si scopre la causa?
Se la difficoltà a vedere con poca luce è significativa o peggiora nel tempo è opportuno effettuare una visita oculistica.
L'oculista può valutare:
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acuità visiva e gradazione;
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cristallino;
-
retina;
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campo visivo;
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eventuali altri segni associati.
In casi selezionati possono essere necessari esami più specifici della retina, come l'elettroretinogramma, oppure approfondimenti genetici quando si sospetta una malattia ereditaria.
Quando è utile fare un controllo?
Un lieve peggioramento della visione quando diminuisce la luce può essere comune, soprattutto con l'età.
È invece consigliabile approfondire se la difficoltà è marcata, compare improvvisamente, peggiora progressivamente oppure rende difficile guidare, camminare o orientarsi al buio.
Una visita permette soprattutto di capire perché si vede male di notte, perché il trattamento dipende completamente dalla causa.

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