Cambiare colore degli occhi: ecco sin dove si può spingere la moda del ritocco
Cambiare il colore degli occhi con il laser: come funziona e quali sono i rischi
Il colore degli occhi è determinato principalmente dalla quantità e dalla distribuzione della melanina presente nell'iride. Per questo motivo, modificare permanentemente il colore naturale degli occhi significa intervenire direttamente su una struttura anatomica delicata dell'occhio.
Negli ultimi anni sono state proposte diverse tecniche con finalità esclusivamente estetiche per ottenere un cambiamento permanente del colore dell'iride. Tra queste rientra la depigmentazione laser dell'iride, una procedura che utilizza l'energia laser per ridurre il pigmento presente nell'iride.
L'argomento richiede però particolare attenzione: si tratta di procedure differenti tra loro, con indicazioni, risultati e possibili complicanze che non possono essere considerate equivalenti. La letteratura scientifica segnala inoltre che, soprattutto per la depigmentazione laser, i dati disponibili sul lungo periodo sono ancora limitati.
Perché l'iride determina il colore degli occhi
L'iride è la struttura pigmentata dell'occhio che circonda la pupilla e svolge anche una funzione fondamentale nella regolazione della quantità di luce che entra nell'occhio.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Il colore che percepiamo dipende soprattutto dalla quantità di melanina presente nell'iride e dal modo in cui la luce viene assorbita e diffusa dai suoi tessuti.
In generale, una maggiore quantità di pigmento è associata a tonalità più scure, mentre una minore quantità di melanina contribuisce alla comparsa di tonalità più chiare.
Per questo motivo, una procedura finalizzata a schiarire l'iride non agisce semplicemente sulla sua superficie esterna: mira a modificare la quantità di pigmento presente nei tessuti dell'iride.
Per approfondire la struttura dell'occhio, è possibile consultare anche l'articolo Glance24 dedicato a che cosa è l'iride.
La depigmentazione laser dell'iride
La depigmentazione laser dell'iride, conosciuta anche come laser iris depigmentation, è una procedura cosmetica che utilizza un laser, generalmente appartenente alla famiglia dei laser Nd:YAG, per agire sul pigmento dell'iride.
Il principio è relativamente semplice: l'energia laser viene indirizzata verso le zone pigmentate dell'iride con l'obiettivo di ridurre la melanina e rendere l'iride visivamente più chiara.
Il risultato estetico, tuttavia, non equivale alla possibilità di scegliere liberamente qualsiasi colore.
La tecnica agisce infatti sulla pigmentazione già presente nell'occhio e non consiste nell'inserimento di un nuovo colore nell'iride. Per questo motivo il risultato dipende anche dal colore originario dell'occhio, dalla distribuzione del pigmento e dalla risposta individuale al trattamento.
La letteratura scientifica considera la depigmentazione laser una procedura ancora caratterizzata da dati clinici limitati, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza a lungo termine.
Perché intervenire sull'iride non è come cambiare il colore dei capelli
La differenza fondamentale rispetto a un trattamento estetico tradizionale riguarda la struttura sulla quale si interviene.
Capelli e pelle possono essere trattati con numerose procedure cosmetiche senza modificare direttamente una struttura interna dell'occhio.
L'iride, invece, si trova all'interno del bulbo oculare e svolge una funzione fisiologica importante. Il pigmento non rappresenta quindi soltanto un elemento estetico.
Qualsiasi procedura che modifichi i tessuti dell'iride deve essere valutata considerando anche la possibile influenza sull'equilibrio dell'occhio, sulla pressione intraoculare e sulla risposta infiammatoria.
È proprio questo uno dei motivi per cui gli interventi esclusivamente estetici sull'occhio richiedono una valutazione particolarmente prudente.
Il problema della pressione intraoculare
Uno dei principali aspetti discussi nella letteratura sulla depigmentazione laser riguarda il rilascio del pigmento dell'iride.
Quando il laser agisce sulla melanina, una parte del materiale pigmentato può essere liberata nell'ambiente intraoculare. Se questo materiale interferisce con il normale deflusso dell'umor acqueo, la pressione intraoculare può aumentare.
Un aumento significativo della pressione dell'occhio rappresenta un problema che non deve essere sottovalutato perché, se persistente o non trattato, può danneggiare il nervo ottico.
Sono stati pubblicati anche casi clinici recenti di pazienti sottoposti a depigmentazione laser dell'iride che hanno sviluppato importanti aumenti della pressione intraoculare, accompagnati in alcuni casi da altre complicanze oculari.
Questo non significa che ogni trattamento determini necessariamente una complicanza, ma evidenzia perché la procedura non possa essere considerata un semplice trattamento estetico privo di rischi.
Quali complicanze possono verificarsi
Le possibili complicanze dipendono dalla tecnica utilizzata e dalle caratteristiche del paziente.
Nel caso della depigmentazione laser dell'iride sono state descritte, tra le altre, problematiche come:
- aumento della pressione intraoculare;
- fotofobia e maggiore sensibilità alla luce;
- infiammazione intraoculare;
- alterazioni della pigmentazione;
- irregolarità del risultato estetico;
- possibili alterazioni della funzione dell'iride;
- complicanze oculari che possono compromettere la qualità della visione.
La letteratura più recente sottolinea in particolare la necessità di ulteriori dati sul profilo di sicurezza a lungo termine della depigmentazione laser.
È quindi scorretto presentare queste procedure come una semplice soluzione cosmetica paragonabile alla scelta di un colore per una montatura o per una lente.
Gli impianti artificiali dell'iride
Un'altra tecnica proposta per modificare il colore degli occhi consiste nell'inserimento di un impianto artificiale davanti all'iride naturale.
Si tratta di una procedura completamente diversa dalla depigmentazione laser.
Gli impianti artificiali dell'iride sono stati sviluppati anche per esigenze mediche specifiche, ad esempio in presenza di gravi difetti o assenza dell'iride. Il loro utilizzo esclusivamente estetico in occhi sani è invece un tema molto più controverso.
La letteratura scientifica ha associato gli impianti cosmetici a complicanze importanti, tra cui uveite, aumento della pressione intraoculare, glaucoma, cataratta, danni all'endotelio corneale e perdita della funzione visiva.
Per questo motivo non è corretto considerare un impianto cosmetico dell'iride una semplice alternativa estetica alle lenti a contatto colorate.
La cheratopigmentazione è un'altra tecnica ancora
Esiste poi una terza procedura, chiamata cheratopigmentazione cosmetica, che non modifica direttamente il pigmento dell'iride.
In questo caso il colore viene introdotto nella cornea attraverso una procedura di pigmentazione dello stroma corneale, modificando l'aspetto visibile dell'occhio.
È importante quindi distinguere chiaramente:
Depigmentazione laser dell'iride: riduce il pigmento naturale dell'iride.
Impianto cosmetico dell'iride: inserisce un dispositivo artificiale all'interno dell'occhio.
Cheratopigmentazione: introduce pigmento nella cornea per modificarne l'aspetto.
Sono procedure tecnicamente diverse e non devono essere presentate come se fossero la stessa cosa. Le revisioni scientifiche più recenti sottolineano proprio la differenza tra queste metodiche e i rispettivi profili di rischio.
Perché il laser deve essere utilizzato con particolare cautela sull'occhio
Il laser è uno strumento estremamente preciso e trova numerose applicazioni nella medicina oftalmica.
Questo, però, non significa che qualsiasi utilizzo estetico del laser sull'occhio sia automaticamente sicuro.
L'energia laser può interagire con i pigmenti oculari e con diversi tessuti dell'occhio. Le lesioni oculari provocate da laser possono interessare strutture differenti in funzione della lunghezza d'onda, dell'energia utilizzata, della durata dell'esposizione e delle caratteristiche individuali.
La precisione dello strumento non elimina quindi la necessità di una corretta indicazione clinica, di un'adeguata selezione del paziente e di un controllo specialistico.
Cambiare il colore degli occhi: una scelta estetica da valutare con attenzione
Il desiderio di avere occhi più chiari o di modificare il proprio aspetto è comprensibile.
Il punto fondamentale è però distinguere tra una modifica temporanea e reversibile, come l'utilizzo di lenti a contatto colorate certificate, e una procedura che interviene direttamente sui tessuti oculari con l'obiettivo di ottenere un risultato permanente.
Le lenti a contatto colorate, quando certificate e correttamente utilizzate, permettono infatti di modificare temporaneamente l'aspetto dell'iride senza intervenire chirurgicamente sui tessuti oculari. Glance24 ha già approfondito questo argomento nell'articolo Lenti a contatto colorate: come scegliere quelle giuste.
Per chi invece è interessato alle lenti colorate montate sugli occhiali, è disponibile anche la News Lenti colorate.
Non confondere il colore della lente con il colore dell'occhio
Un'altra distinzione importante riguarda gli occhiali con lenti colorate.
Una lente colorata può modificare la quantità e la qualità della luce che raggiunge l'occhio, ma non modifica in alcun modo il colore naturale dell'iride.
Esistono lenti colorate graduate, lenti colorate neutre, lenti sfumate e soluzioni fotocromatiche. Le loro caratteristiche sono completamente diverse dalle procedure cosmetiche che intervengono sull'occhio.
Per questo motivo, chi desidera semplicemente un cambiamento estetico dell'immagine può valutare soluzioni ottiche reversibili senza ricorrere a una procedura invasiva.
Qual è oggi la posizione della ricerca?
La ricerca sulle tecniche per modificare permanentemente il colore degli occhi è ancora in evoluzione.
Le revisioni scientifiche disponibili confermano l'esistenza di diverse metodiche, ma evidenziano anche differenze importanti nella quantità di dati disponibili e nei possibili rischi. In particolare, la depigmentazione laser dell'iride dispone ancora di dati limitati sul lungo periodo, mentre gli impianti cosmetici dell'iride presentano un profilo di complicanze particolarmente problematico.
Anche le tecniche di cheratopigmentazione cosmetica sono oggetto di studio e presentano proprie possibili complicanze, tra cui problemi corneali, reazioni al pigmento, infezioni e sensibilità alla luce.
Di conseguenza, non è corretto parlare genericamente di una "tecnica laser per cambiare il colore degli occhi" come se si trattasse di una procedura standardizzata, priva di rischi e con risultati garantiti.
La conclusione: sull'occhio la prudenza viene prima dell'estetica
Modificare permanentemente il colore degli occhi significa intervenire su una struttura anatomica delicata e funzionalmente importante.
La depigmentazione laser dell'iride rappresenta una delle tecniche sviluppate per questo scopo, ma le evidenze disponibili non consentono di considerarla una procedura estetica banale. Sono stati documentati anche casi di complicanze oculari importanti, compresi aumenti marcati della pressione intraoculare.
Per una finalità esclusivamente estetica è quindi fondamentale conoscere con precisione quale struttura dell'occhio viene modificata, quale tecnologia viene utilizzata, quali sono le evidenze scientifiche disponibili e quali possono essere le conseguenze a lungo termine.
Quando si parla di occhi, la ricerca del risultato estetico non dovrebbe mai prescindere dalla tutela della funzione visiva.

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