Occhiali corretti per l’uso.
Guida, computer, lettura e attività quotidiane
Una prescrizione corretta è il punto di partenza per realizzare un buon paio di occhiali, ma non è l’unico elemento da considerare.
Due persone con valori simili possono svolgere attività molto diverse: una guida per molte ore, un’altra lavora davanti a più monitor, mentre un’altra ancora utilizza gli occhiali soprattutto per leggere o muoversi durante la giornata.
Distanza di lavoro, posizione dello sguardo, dimensione del campo visivo e tempo di utilizzo possono influire sulla scelta del tipo di lente e della montatura.
Per questo, prima di ordinare gli occhiali, è utile chiarire in quali situazioni verranno utilizzati maggiormente.
La prescrizione non racconta tutte le esigenze visive
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
La prescrizione contiene i valori necessari per correggere il difetto refrattivo. Può indicare sfera, cilindro, asse e, quando necessaria, addizione.
Questi dati non specificano però:
-
a quale distanza si trova il monitor;
-
quanto tempo viene trascorso al computer;
-
se gli occhiali servono prevalentemente per guidare;
-
se si alternano frequentemente lontano e vicino;
-
quali attività vengono svolte durante il lavoro;
-
quale posizione viene assunta durante la lettura;
-
se gli occhiali devono essere utilizzati tutto il giorno.
Le informazioni sull’utilizzo aiutano a scegliere tra lenti monofocali, progressive, occupazionali o altre geometrie disponibili.
La nostra guida alle lenti per occhiali da vista spiega le principali differenze tra materiali, trattamenti e tipologie di lente.
Occhiali per vedere da lontano
Le lenti monofocali per lontano presentano un unico potere principale e sono progettate per correggere la visione a distanza.
Possono essere utilizzate, in base alla prescrizione, durante attività come:
-
guidare;
-
guardare la televisione;
-
seguire una lezione o una conferenza;
-
riconoscere cartelli e persone;
-
muoversi all’aperto;
-
praticare attività che richiedono una buona visione distante.
Una persona giovane può riuscire a leggere anche attraverso gli occhiali da lontano grazie alla propria capacità di accomodazione. Con la comparsa della presbiopia, invece, la stessa lente potrebbe non consentire una visione ravvicinata confortevole.
La necessità di togliere gli occhiali per leggere, utilizzarne un secondo paio o passare alle lenti progressive dipende dal difetto visivo e dall’età, non da una regola universale.
Occhiali per la guida
Durante la guida è importante disporre di una correzione aggiornata e di un campo visivo adeguato. La montatura non dovrebbe ostacolare eccessivamente la visione laterale né scivolare durante i movimenti della testa.
Un trattamento antiriflesso può ridurre i riflessi prodotti dalle superfici delle lenti e migliorarne la trasparenza. Non elimina però l’abbagliamento provocato direttamente dai fari né risolve difficoltà visive dovute a cataratta, secchezza oculare o altre condizioni.
Per la guida notturna è generalmente preferibile utilizzare lenti trasparenti. Le lenti gialle o colorate riducono una parte della luce che raggiunge gli occhi e non devono essere presentate come una soluzione universale per vedere meglio al buio.
Le lenti polarizzate possono ridurre i riflessi durante il giorno, ma non sono indicate per la guida notturna. Inoltre, con alcuni display digitali possono produrre variazioni di luminosità o rendere più difficile la lettura da determinate angolazioni.
Se aloni, abbagliamento o difficoltà notturne persistono nonostante una correzione aggiornata, è opportuno sottoporsi a una valutazione oculistica.
Occhiali per il computer
Lo schermo di un computer si trova generalmente a una distanza intermedia, maggiore rispetto a quella di un libro ma inferiore rispetto alla visione da lontano.
Per una persona giovane, una normale correzione monofocale può essere sufficiente. Con la presbiopia, invece, gli occhiali da lettura potrebbero essere troppo potenti per il monitor e costringere ad avvicinarsi eccessivamente.
In base alla situazione possono essere valutate:
-
lenti monofocali calcolate per la distanza del monitor;
-
lenti occupazionali o da ufficio;
-
lenti progressive;
-
soluzioni specifiche per alternare schermo, documenti e ambiente circostante.
Le lenti occupazionali possono offrire un campo più ampio alle distanze vicine e intermedie rispetto a una progressiva per uso generale. Normalmente non sono però progettate per la guida o per una visione nitida a grande distanza.
Prima della realizzazione è utile misurare la distanza effettiva tra occhi e monitor e riferire se vengono utilizzati più schermi.
Glance24 propone anche una selezione di occhiali configurabili per l’utilizzo al computer. La lente deve comunque essere scelta in base alla prescrizione e alla reale distanza di lavoro, non soltanto perché viene utilizzato uno schermo.
Trattamento per la luce blu e occhiali da computer
Gli occhiali per il computer non sono necessariamente sinonimo di lenti con filtro per la luce blu.
Una lente da ufficio può essere utile perché offre una geometria adatta alla distanza del monitor. Un trattamento selettivo per alcune lunghezze d’onda riguarda invece una caratteristica differente.
Le evidenze disponibili non dimostrano che i filtri per la luce blu rappresentino una soluzione universale contro l’affaticamento digitale. Comfort e stanchezza possono dipendere anche da:
-
correzione non adeguata;
-
distanza errata;
-
illuminazione;
-
riflessi sullo schermo;
-
postura;
-
riduzione dell’ammiccamento;
-
mancanza di pause;
-
secchezza oculare.
La scelta deve quindi partire dal problema effettivo, evitando di attribuire ogni disturbo alla luce blu.
Occhiali per leggere
Gli occhiali da lettura sono progettati per una distanza ravvicinata. La potenza necessaria dipende dalla prescrizione, dall’età e dalla distanza alla quale viene svolta l’attività.
Un libro, uno smartphone, uno spartito e un lavoro manuale possono essere osservati a distanze diverse. Gli occhiali adatti a una di queste attività non sono necessariamente ideali per tutte le altre.
Prima della scelta è utile riferire:
-
a quale distanza si legge abitualmente;
-
quali dimensioni hanno i caratteri;
-
se si utilizza soprattutto carta o smartphone;
-
quanto tempo dura l’attività;
-
se è necessario alzare spesso lo sguardo.
Una lente monofocale da vicino offre un campo ampio alla distanza per la quale è stata calcolata, ma risulta sfocata guardando lontano. Non dovrebbe quindi essere utilizzata per camminare o guidare.
Lenti progressive per un utilizzo quotidiano
Le lenti progressive permettono di osservare lontano, distanze intermedie e vicino attraverso zone differenti della stessa lente.
Sono utili quando si desidera evitare il passaggio continuo tra più paia di occhiali. Richiedono però:
-
una prescrizione corretta;
-
misure di centratura accurate;
-
una montatura compatibile;
-
un posizionamento stabile sul viso;
-
un periodo di adattamento;
-
movimenti dello sguardo coerenti con le diverse zone della lente.
Il campo intermedio di una progressiva per uso generale può essere meno ampio rispetto a quello offerto da una lente occupazionale. Chi lavora molte ore davanti a monitor grandi o multipli potrebbe quindi beneficiare di un secondo occhiale specifico per l’ufficio.
La scelta dipende dalle priorità: maggiore versatilità durante l’intera giornata oppure maggiore ampiezza alle distanze di lavoro.
Un solo paio di occhiali può andare bene per tutto?
In alcune situazioni sì. Una persona giovane con una semplice correzione monofocale può utilizzare lo stesso occhiale per gran parte delle attività quotidiane.
In altri casi un solo paio rappresenta necessariamente un compromesso. Una persona presbite potrebbe scegliere:
-
una progressiva per l’uso quotidiano;
-
un occhiale da ufficio per il computer;
-
un monofocale da vicino per la lettura prolungata;
-
un occhiale da lontano dedicato alla guida.
Avere più paia di occhiali non significa che uno di essi sia stato realizzato male. Può dipendere dal fatto che attività molto diverse richiedono distanze, posture e campi visivi differenti.
La montatura influenza il risultato
La montatura non ha soltanto una funzione estetica. Deve mantenere le lenti nella posizione prevista rispetto agli occhi.
È importante verificare:
-
larghezza complessiva;
-
appoggio sul naso;
-
lunghezza delle aste;
-
stabilità;
-
inclinazione;
-
distanza delle lenti dagli occhi;
-
altezza disponibile per la geometria scelta.
Non esiste una regola secondo cui il bordo superiore debba sempre trovarsi sotto le sopracciglia o quello inferiore non possa mai avvicinarsi alle guance. La compatibilità dipende dalla forma del viso, dalla montatura e dal tipo di lente.
Il vero obiettivo è che l’occhiale rimanga stabile, non prema in modo fastidioso e mantenga le lenti nella posizione utilizzata per le misurazioni.
Centratura e posizione delle lenti
Una lente realizzata con la gradazione corretta può risultare poco confortevole se non è posizionata adeguatamente davanti agli occhi.
La centratura tiene conto di dati come:
-
distanza interpupillare;
-
posizione delle pupille nella montatura;
-
altezza di montaggio;
-
caratteristiche della lente;
-
parametri richiesti dalla specifica geometria.
Questa attenzione è particolarmente importante con lenti progressive, poteri elevati e progetti personalizzati.
Se la montatura scivola o si deforma dopo la consegna, la posizione delle zone ottiche può cambiare. A volte il problema non richiede nuove lenti, ma una corretta regolazione dell’occhiale.
La guida sulla regolazione degli occhiali da vista spiega quali elementi possono essere controllati.
Il periodo di adattamento
Dopo un cambiamento della gradazione, della montatura o del tipo di lente può essere necessario un periodo di adattamento.
Il tempo varia in base a:
-
entità del cambiamento;
-
presenza di astigmatismo;
-
passaggio alle progressive;
-
differenza tra i due occhi;
-
abitudini precedenti;
-
posizione della nuova montatura.
Non è corretto affermare che il cervello “rifiuti” necessariamente gli occhiali. Se il disagio persiste, è opportuno verificare prescrizione, costruzione delle lenti, centratura e regolazione.
Per approfondire questo tema è disponibile la guida su come adattarsi ai nuovi occhiali.
Cosa comunicare prima di ordinare gli occhiali
Prima della realizzazione è utile descrivere con precisione le proprie abitudini:
-
attività principale;
-
distanza del monitor;
-
numero di schermi utilizzati;
-
ore trascorse alla guida;
-
necessità di guidare di notte;
-
distanza di lettura;
-
lavoro manuale o di precisione;
-
uso quotidiano oppure occasionale;
-
precedenti difficoltà di adattamento;
-
eventuale bisogno di dispositivi protettivi.
Queste informazioni non modificano arbitrariamente la prescrizione, ma aiutano a scegliere il progetto di lente più coerente.
L’assistenza degli ottici Glance24
Durante l’acquisto su Glance24 è possibile inviare la prescrizione e indicare l’utilizzo principale degli occhiali. Gli ottici possono controllare i dati ricevuti e aiutare a valutare la configurazione più adatta tra quelle disponibili.
Per esigenze particolari, dubbi sulla distanza di lavoro o precedenti problemi di adattamento è possibile contattare il servizio di assistenza Glance24 prima di completare l’ordine.
Se dopo la consegna la visione non risulta confortevole, è importante descrivere:
-
quando compare il problema;
-
a quale distanza;
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se interessa un occhio o entrambi;
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se cambia spostando la montatura;
-
quanto tempo sono stati utilizzati gli occhiali;
-
se il disturbo riguarda una particolare attività.
Queste informazioni aiutano a capire se sia necessario controllare la regolazione, la centratura, la costruzione delle lenti o la prescrizione.
Gli occhiali migliori sono quelli progettati per le attività reali
Un occhiale ben realizzato non dipende soltanto dal materiale o dal prezzo delle lenti. Deve rispondere alle distanze e alle attività per le quali verrà utilizzato.
Guida, computer e lettura pongono esigenze differenti. In alcuni casi una soluzione versatile è sufficiente; in altri è più efficace utilizzare un secondo paio dedicato.
Comunicare chiaramente le proprie abitudini prima dell’acquisto permette di scegliere lenti e montatura con maggiore consapevolezza e riduce il rischio di aspettative non realistiche.

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